A Cinisello Balsamo riapre il Museo della Fotografia Contemporanea e riprende le sue mostre


A Cinisello Balsamo (Milano) riapre e riprende la sua attività espositiva il Mufoco - Museo della Fotografia Contemporanea. Da sabato 22 ottobre prende il via un ricco programma di mostre e di talk. 

Dopo l’interruzione della sua attività espositiva dal 30 marzo 2022, annunciata con una nota che spiegava che la decisione si inscriveva nel processo di trasformazione istituzionale che il museo stava attraversando, collegata al più ampio progetto di nascita a Milano del Museo Nazionale di Fotografia voluto dal Ministero della Cultura e da Triennale Milano, in collaborazione con Regione Lombardia e i fondatori storici Comune di Cinisello Balsamo e Città Metropolitana di Milano, il Mufoco - Museo della Fotografia Contemporanea, nella sede di Villa Ghirlanda a Milano - Cinisello Balsamo riapre le sue porte sabato 22 ottobre con un ricco programma di mostre e talk.

Due le mostre visitabili a partire dalle ore 15 del 22 ottobre, accompagnate da due talk di approfondimento: Paesaggio dopo paesaggio. Fotografie di Andrea Botto, Claudio Gobbi, Stefano Graziani, Giovanni Hänninen, Sabrina Ragucci, Filippo Romano, e Biomega di Cosimo Veneziano. La prima, a cura di Matteo Balduzzi, sarà in corso fino al 29 gennaio 2023: nelle collezioni del museo il tema del paesaggio ha avuto e mantiene tuttora una presenza estremamente significativa, sia da un punto di vista simbolico (il progetto stesso di Museo prende avvio dall’esperienza di Archivio dello spazio che coinvolse 58 fotografi tra il 1988 e il 1997) sia soprattutto in ragione del ruolo seminale che la fotografia dei luoghi ha svolto nell’evoluzione della fotografia italiana a partire dagli anni Ottanta. Un primo importante nucleo di immagini conservate al Museo è rappresentato da opere di coloro che sono oggi considerati i grandi maestri della fotografia italiana ed europea. A questo, negli anni più recenti si è man mano aggregato un ulteriore variegato nucleo di opere, di autori appartenenti a nuove generazioni che si sono confrontati con una nozione di paesaggio sempre più estesa. Questi autori sono stati acquisiti seguendo diverse linee di ricerca: una serie di progetti partecipati e opere di arte pubblica; una serie di committenze riservate alle generazioni più giovani; la produzione o l’acquisizione di importanti lavori realizzati da alcuni importanti autori che non erano presenti nelle collezioni del Museo, artisti appartenenti a una sorta di generazione-cerniera, nati tra metà anni Sessanta e metà anni Settanta, che si sono formati in una linea diretta con la tradizione della fotografia italiana di paesaggio ma che ne hanno poi esteso pratiche e linguaggi in direzioni meno ortodosse, coerenti con l’evoluzione del contesto internazionale. A questo ultimo gruppo appartengono i lavori dei sei artisti che compongono la mostra: Andrea Botto, Claudio Gobbi, Stefano Graziani, Giovanni Hänninen, Sabrina Ragucci, Filippo Romano. Autori che hanno elaborato negli anni una ricerca oggi riconosciuta a livello nazionale e internazionale, sperimentando in modo coerente linguaggi e pratiche che riflettono sul paesaggio da prospettive inedite e spesso sorprendenti. I progetti, realizzati tra il 2010 e il 2020, sono stati acquisiti nel 2021 grazie al bando Strategia Fotografia promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del MIC e vengono ora per la prima volta esposti al pubblico. La mostra presenta complessivamente oltre cento opere.

L’installazione Biomega di Cosimo Veneziano, a cura di Lisa Parola, costituisce il momento conclusivo di un lungo e articolato progetto transdisciplinare che l’artista ha avviato nel 2016 e che, partendo dall’uso delle biotecnologie in ambito agroalimentare, riflette su tematiche centrali della contemporaneità quali il rapporto tra arte e natura e, in particolare, tra coltivazione, globalizzazione, consumo, marketing e immagine. In questo processo, un ruolo fondamentale è rappresentato dall’immagine fotografica, che l’elaborazione digitale ha reso sempre più performante a livello estetico, e dalla percezione visiva, indagata attraverso sofisticate tecniche di neuromarketing al fine di orientare i comportamenti e le scelte dei consumatori. L’intero lavoro, che consiste in un’installazione composta da serigrafie e ricami su tessuto, intende invitare il pubblico a interrogarsi su aspetti che sperimentiamo tutti i giorni. “I prodotti vengono presentati e venduti tramite le immagini pubblicitarie (solitamente prelevate da database di stock photo), soprattutto quelli a carattere alimentare, con i quali ci nutriamo quotidianamente. Siamo arrivati addirittura ad un livello nel quale il testo molto spesso è diventato un’appendice, tutto passa attraverso loro”. Il lavoro è stato realizzato con la collaborazione del Brain Lab. Dipartimento di Neuroscienze dell’Università IULM di Milano. L’opera è stata acquisita dal museo al termine del progetto, realizzato grazie al sostegno della DGCC del Ministero della Cultura nell’ambito della settima edizione del programma Italian Council (2019) e promosso da Fondazione Sardi Per l’Arte e l’Associazione Arteco di Torino. Accompagna la mostra un volume edito da Nero edizioni.

Per info: http://www.mufoco.org/

A Cinisello Balsamo riapre il Museo della Fotografia Contemporanea e riprende le sue mostre
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