Pochi visitatori e poche risorse: a Genova chiude il Museo di Villa Croce. E l'assessore fa la bigliettaia


A Genova il Museo di Villa Croce chiude i battenti: protesta la società privata che lo gestisce, e per riaprirlo l'assessore alla cultura s'improvvisa bigliettaia.

Potrebbe essere giunta al capolinea l’avventura del Museo di Villa Croce, il museo pubblico d’arte contemporanea nel centro di Genova. Il museo deve fare i conti con i pochi visitatori, l’assenza di risorse (per l’intero 2018 sono stati messi a budget solamente 70.000 euro per il programma espositivo: una cifra più che misera) e la disaffezione da parte della città. Così, da giovedì, Elena Piazza, Paola Inconis e Alessia Moraglia, le tre socie di Open Art srl, startup che dal 2016 si occupa della gestione del museo (dall’accoglienza e biglietteria fino al marketing), hanno deciso per protesta di chiudere i battenti.

Le tre professioniste lamentano la mancanza di una governance chiara ed efficace. Lo ha dichiarato Elena Piazza parlando con Genova Today: “Si tratta di una questione di responsabilità. Siamo state chiamate a svolgere un ruolo manageriale per la gestione del Museo, abbiamo vinto un bando con un piano di gestione che prevedeva attività e progetti sino al 2020. Ma se la governance non funziona, se un museo pubblico viene aperto a vuoto, io ho la responsabilità di segnalare il problema, perché è un bene pubblico e io sono un privato che ne subisce l’effetto economico”. Dopo la fine la mostra in corso, l’apprezzata personale di Stefano Arienti, prevista per il 28 gennaio, il museo conoscerà un periodo di chiusura forzata, dal momento che la prossima esposizione è in programma a partire dal 20 febbraio e che la collezione permanente è in prestito al MAN di Nuoro. Un periodo troppo lungo per una società privata che deve gestire un bene pubblico: significa un mese di mancati guadagni. E la Open Art srl dunque protesta. Anche per il fatto che, ha dichiarato ancora Piazza a Genova Today, “da quando ci siamo insediate non abbiamo fatto altro che aprire quel Museo al pubblico, ai professionisti della cultura della città e non solo, e quando sono stati organizzati eventi e attività con i nostri partner si è riempito, la città ha risposto. Ma se poi le persone non tornano per le mostre allora qualcosa non sta andando bene”.

Nel frattempo, Piazza, Inconis e Moraglia hanno chiesto di incontrare un responsabile del Comune di Genova al fine di trovare soluzioni per rilanciare il museo. E per ovviare alla chiusura, oggi l’assessore alla cultura, Elisa Serafini, si è improvvisata bigliettaia aprendo le porte del museo e accogliendo i visitatori all’ingresso, concedendo peraltro la visita gratuita a quanti si fossero presentati. L’auspicio è ovviamente quello di trovare una soluzione che permetta al Museo di Villa Croce di risollevare la testa.

Pochi visitatori e poche risorse: a Genova chiude il Museo di Villa Croce. E l'assessore fa la bigliettaia
Pochi visitatori e poche risorse: a Genova chiude il Museo di Villa Croce. E l'assessore fa la bigliettaia


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Roma    

NEWSLETTER