Il MAMbo di Bologna festeggia il suo compleanno diventando (anche) un incubatore per gli artisti


In risposta alla crisi causata dall’emergenza sanitaria, il MAMbo propone la cultura: nasce il Nuovo Forno del Pane.

Buon compleanno MAMbo: era il 5 maggio 2007 quando il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, oggi uno dei musei d’arte contemporanea più importanti d’Italia, cominciava le sue attività. E per il suo tredicesimo compleanno, c’è un’importante novità, perché l’istituto bolognese non sarà più solo un museo con una ricca collezione d’arte del Novecento e dei giorni nostri, ma sarà anche un incubatore di artisti. Nasce infatti il Nuovo Forno del Pane, un progetto frutto della collaborazione tra l’Istituzione Bologna Musei, l’Assessorato alla Cultura e Promozione della città e il relativo Dipartimento del Comune di Bologna e Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, che prevede una ridefinizione identitaria e strategica del museo.

L’edificio venne costruito nel 1915, grazie alla volontà dell’allora sindaco di Bologna Francesco Zanardi, per ospitare un panificio comunale con lo scopo di far fronte alle difficoltà di approvigionamento durante la prima guerra mondiale. Obiettivo principale era il nutrimento per sussistenza, ma anche promozione dell’istruzione e dell’accesso alla cultura per le fasce più deboli. Dal 2007, dopo la riqualificazione architettonica su progetto di Aldo Rossi, l’edificio è divenuto sede del museo. 

Gli spazi e la funzione della Sala delle Ciminiere del MAMbo saranno così trasformati in uno spazio di produzione, di comunità creativa dove l’arte diviene pane per la mente e il museo si trasforma in forno, uno spazio che la città offre ai suoi artisti per ripartire dopo questa emergenza globale.
Come risposta alla crisi, il MAMbo propone dunque la cultura: l’edificio storico, oggi sede museale, si apre come laboratorio di sperimentazione, fucina di nuove opere, luogo di progettualità.
Con Nuovo Forno del Pane il Comune di Bologna, l’Istituzione Bologna Musei e il MAMbo si mobilitano a sostegno di categorie colpite dalla pandemia: artisti, fotografi, designer, registi e creativi avranno a disposizione uno spazio di lavoro per creare una comunità creativa.

La programmazione espositiva sarà quindi parzialmente e temporaneamente interrotta per dare un luogo di lavoro agli artisti del territorio che ne abbiano bisogno per ripartire.

L’Istituzione Bologna Musei lancerà a maggio una open call rivolta ad artisti residenti o domiciliati a Bologna, al momento privi di uno spazio/laboratorio. Il numero degli artisti sarà commisurato alle indicazioni sull’organizzazione degli spazi di lavoro stabiliti dalle autorità governative e locali per la gestione della “Fase 2” dell’emergenza sanitaria. Dalla selezione compiuta dallo staff interno del museo sarà realizzata una graduatoria per l’assegnazione degli spazi e di un incentivo per l’avvio della produzione di nuove opere. A queste indicazioni si farà riferimento anche per il riallestimento degli spazi della Sala delle Ciminiere e di altre aree del museo, che saranno suddivisi in atelier/laboratorio e potranno comprendere, oltre a studi, anche strutture aperte a diversi soggetti, come una sala di registrazione/montaggio video, un laboratorio fotografico e camera oscura, una piccola stamperia, un laboratorio di falegnameria, uno spazio di sperimentazione sulle nuove tecnologie di Realtà Aumentata, un’emittente radiofonica (è allo studio una collaborazione NEU Radio), uno spazio per l’editoria artistica, una sala musica, un’area performativa e una dedicata a reading group di autoformazione. 

Il logo creato da Aldo Giannotti per il Nuovo Forno del Pane
Il logo creato da Aldo Giannotti per il Nuovo Forno del Pane

Questo progetto articolato potrà essere realizzato grazie alla cooperazione istituzionale e al networking tra istituzioni del territorio. Una riconfigurazione museale come quella proposta dal Nuovo Forno del Pane prevederà una rimodulazione delle attività di mediazione: verrà superata la tradizionale dinamica guardasala/visitatore per proporre una relazione mediatore/persona. Si svilupperanno infatti, grazie ai progetti già avviati dal Comune di Bologna e all’intensificazione delle partnership con Accademia di Belle Arti e Università di Bologna, attività di formazione di mediatori museali qualificati che interagiranno con il pubblico.

Nel contesto del centro di produzione e degli studi d’artista che vedranno la luce nel museo, l’attività del Dipartimento educativo sarà ulteriormente valorizzata, lavorando a proposte basate sul “fare” arte, con il coinvolgimento diretto degli artisti, dei professionisti e degli addetti del settore in un approccio non esclusivamente basato sulle opere, ma anche e soprattutto sulle pratiche, sul processo, sulla relazione e sull’uso di laboratori e materiali a disposizione.

Inoltre, in una seconda fase del progetto, gli artisti “senior” già dotati di studio in cui lavorare, potranno presentare progetti per opere da realizzare utilizzando i laboratori del Nuovo Forno del Pane, destinate a essere acquisite tramite fondi pubblici o o di privati sensibilizzati a nuove forme di mecanatismo.

L’artista Aldo Giannotti ha sviluppato un logo che rappresenta visivamente la nuova vocazione produttiva del museo, enfatizzando gli elementi formali e architettonici che più rimandano alla sua identità storica. Per quanto riguarda i principali canali di comunicazione di Nuovo Forno del Pane, saranno non solo il web e i social media, ma soprattutto un’intensa attività relazionale mediante studio visit, dialoghi, giornate di open studio con gli artisti, restituzioni pubbliche delle opere prodotte e dei progetti portati a termine e un programma di incontri, lezioni e presentazioni nelle modalità consentite.

Nell’immagine sotto, il MAMbo. Ph. Credit Matteo Monti.

 

Il MAMbo di Bologna festeggia il suo compleanno diventando (anche) un incubatore per gli artisti
Il MAMbo di Bologna festeggia il suo compleanno diventando (anche) un incubatore per gli artisti


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