Storica decisione dell'Olanda: il governo restituirà le opere rubate ai paesi d'origine


Il governo olandese ha preso una storica posizione ufficiale sul tema della decolonizzazione culturale e ha fatto sapere che restituirà i beni culturali rubati ai paesi d’origine. Un’apposita commissione valuterà le potenziali restituzioni.

Storica decisione dei Paesi Bassi: il Ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza (Ministerie van Onderwijs, Cultuur en Wetenschappen, OCW) ha infatti deciso che il paese restituirà ai loro paesi gli oggetti sottratti indebitamente nel passato, durante l’epoca della dominazione coloniale, e che oggi si trovano nelle collezioni dei musei olandesi. Si tratta di un modo, fa sapere il ministero, per riparare le ingiustizie. È questa la posizione ufficiale del ministero della cultura olandese a seguito degli ultimi pareri del Raad voor Cultuur (il Consiglio della Cultura, un organo consultivo omologo del nostro Consiglio Superiore dei Beni Culturali) e della Commissione per le politiche nazionali sulle collezioni coloniali, un organo, presieduto dalla giurista Lilian Gonçalves-Ho Kang You, istituito nel 2019 con lo scopo di suggerire le politiche di decolonizzazione culturale.

Si tratta, fa sapere il Ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza, di un primo passo verso una attenta gestione delle collezioni coloniali: a causa delle politiche perseguite al tempo dall’Olanda, diversi beni culturali (oggetti, opere d’arte, documenti e molto altro) che non dovevano essere esportati dai paesi d’origine in quanto sottratti in maniera illecita sono finiti nei musei del paese, e le ex colonie hanno perso pezzi importanti del loro patrimonio culturale. Di conseguenza, il governo olandese intende porre rimedio a un’ingiustizia storica, restituendo i beni culturali ai paesi d’origine e rafforzando la cooperazione internazionale in quest’ambito.

In che modo saranno avviate le politiche di restituzione? Il ministero ha fatto sapere che verrà istituita una commissione indipendente per la valutazione delle richieste di restituzione: indagini indipendenti, approfondite e trasparenti sono infatti essenziali per un’attenta gestione della materia. La nuova commissione avrà il compito di verificare, dopo un’accurata indagine sulla provenienza degli oggetti che verranno richiesti dalle ex colonie, se esistono i presupposti per la restituzione, a fronte di una perdita dell’oggetto su base non volontaria.

I Paesi Bassi stabiliranno tre tipi di oggetti che saranno candidabili alla restituzione ai paesi d’origine. I primi sono gli oggetti saccheggiati da ex colonie olandesi, che verranno restituiti incondizionatamente. I secondi sono gli oggetti rubati da ex colonie di altri paesi, e i terzi sono gli oggetti che hanno una speciale importanza culturale, storica o religiosa per il paese di origine. In questi ultimi due casi, la commissione per la valutazione cercherà di fare una verifica sulla base dell’interesse attorno ai singoli oggetti (tale interesse, ha fatto sapere il ministero, è verificato in base all’importanza del bene per il paese di provenienza, alla sua importanza per le raccolte olandesi, alle possibilità di garantirne buone condizioni di conservazione in futuro, alla capacità di renderlo accessibile al pubblico).

“Il passato coloniale”, ha dichiarato il ministro olandese della cultura, Ingrid van Engelshoven, “è un tema che ancora oggi tocca quotidianamente tante persone. Dobbiamo quindi gestire con cura le collezioni coloniali. Ritengo importante che le collezioni coloniali siano accessibili e che raccontino le loro storie da diversi punti di vista. Questo può anche comportare un doloroso confronto con le ingiustizie del nostro passato, ingiustizie che a volte possono ancora essere avvertite al giorno d’oggi. Un bene culturale saccheggiato non appartiene alle collezioni nazionali. Se un paese lo vuole, noi lo restituiamo”.

Infine, l’Olanda ha fatto sapere, come anticipato, che sarà rafforzata la cooperazione con i paesi di provenienza dei beni culturali, sulla base del fatto che solo il dialogo con le ex colonie può fornire la base per rimediare all’ingiustizia. Il governo dei Paesi Bassi lavorerà dunque per intensificare gli scambi, soprattutto quelli finalizzati alla ricerca e all’acquisizione di conoscenze, con l’Indonesia, il Suriname e i paesi caraibici. Nell’ambito di questo dialogo, i Paesi Bassi si concentreranno su temi come l’accessibilità e la gestione sostenibile dei beni culturali dopo il rientro nei paesi d’origine.

Nella foto: una sala del Tropenmuseum di Amsterdam. Ph. Credit Elekes Andor

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