La vita del museo non finisce quando chiude le porte: ecco il programma del Pecci di Prato


Il Centro Pecci di Prato presenta il suo ricco programma di iniziative online: incontri, conferenze e film in streaming a dimostrare che un museo non chiude mai.

Un ricco palinsesto di eventi online per rimanere... aperti durante la chiusura dei musei imposta dal dpcm. È questa la proposta del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, che sposta le sue attività sule piattaforme digitali, integrando l’offerta espositiva temporaneamente sospesa, e dà vita, a partire dal 10 novembre, al nuovo programma Pecci ON, che presenta sul sito e sui social del museo appuntamenti ONline e conversazioni in live streaming ONair, alternando nuovi format a iniziative consolidate che fanno da tempo parte del programma del Centro. A indicare simbolicamente il proseguimento delle attività del Centro Pecci, torna il progetto EXTRA FLAGS: ogni lunedì una nuova bandiera d’artista verrà issata ONsite sul pennone di fronte al museo.

Pecci ON intende sottolineare come la vita di un museo d’arte contemporanea non si spenga nel momento in cui vengono chiuse fisicamente le sue porte. Anzi, oggi più che mai è fondamentale il suo ruolo di catalizzatore per la propria comunità, di antenna che capta il presente attraendo idee, voci, artisti per leggere le evoluzioni del nostro tempo e poi restituirle amplificate al territorio e al mondo. Così, settimanalmente, dal martedì al giovedì, Pecci ON presenterà i suoi appuntamenti ONair. Ogni martedì si alterneranno in live streaming due nuovi format ideati dal Centro Pecci, gratuiti e aperti a tutti: #Museum2b, da martedì 17 novembre, e #KeyWords. Parole che aprono il presente, da martedì 24 novembre.

#Museum2b è un ciclo di incontri che metteranno in dialogo figure di spicco del panorama internazionale (direttori di musei, curatori, operatori e professionisti in ambito museale) per interrogarsi sul ruolo delle istituzioni culturali in un momento di forte cambiamento come quello che stiamo vivendo. Qual è il ruolo di un museo oggi, soprattutto di un museo d’arte contemporanea? Come sta cambiando? Come deve essere il museo di domani per rispondere alle esigenze del suo territorio e delle sue comunità di riferimento? Domande di questo tipo saranno il punto di partenza per riflessioni che troveranno spazio in una piattaforma di confronto aperta, pensata con l’obiettivo non tanto di trovare facili risposte quanto piuttosto di attivare un processo di ascolto e di analisi dei nuovi bisogni di un mondo in rapida trasformazione.

#KeyWords. Parole che aprono il presente è invece un dialogo tra arte e psicologia: il format che nasce dalla collaborazione tra il Centro Pecci e LabCom – Ricerca e azione per il benessere psicosociale, spin-off accademico dell’Università degli Studi di Firenze, per affrontare in modo aperto le sfide individuali e collettive impste dal presente, a partire dall’esigenza di comprensione e condivisione delle difficoltà che ognuno di noi sta incontrando, sia a livello personale che sociale. Crisi e incertezza sono i due aspetti che maggiormente caratterizzano la nostra visione del momento attuale e dell’immediato futuro: connubio che genera in noi un senso di impotenza in cui lo stato di attesa prolungato che stiamo sperimentando non viene percepito come “resistenza”, quanto piuttosto come “sopravvivenza”, simile a quella di un naufrago in un mare senza vento. Se, come ci indica Viktor Frankl, l’uomo è “in cerca di senso”, allora il vuoto dell’incertezza può essere riempito dal confronto, dalla riflessione, dall’incontro dialogico di idee ed esperienze. #KeyWords parte da queste considerazioni mettendo al centro il museo come luogo che raccoglie attorno a sé una comunità non solo fisica, ma anche simbolica (del museo stesso, dell’arte, della cultura e della scienza) che ospiterà pensatori, artisti, studiosi in un dialogo per e con gli ascoltatori su temi che accompagnano l’uomo in questo momento storico, partendo da alcune parole chiave quali trauma, limite, fiducia.

E ancora, ogni mercoledì torneranno gli appuntamenti di #PecciSchool dal titolo L’arte di un mondo che cambia (1989-2001): un ciclo di incontri sull’arte contemporanea dalla caduta del Muro di Berlino al nuovo millennio, aperti gratuitamente agli studenti e a pagamento di un biglietto minimo per il pubblico generico. Ogni giovedì sarà invece il turno delle presentazioni di libri e cataloghi di #PecciBooks, o delle conversazioni con gli artisti per approfondire le mostre in corso di #PecciArtistTalk. Completano l’offerta del Centro Pecci i contenuti ONline: da una parte nuovi materiali andranno ad arricchire la Web Tv (la piattaforma digitale di approfondimento e ricerca del museo che da quattro anni raccoglie molteplici contenuti video relativi a mostre, collezioni, talk, performance, concerti e a tutte le attività artistiche curate dal Centro), dall’altra la ricchissima programmazione di Pecci Cinema, che porterà tutti i giorni in streaming sul sito del museo un’ampia selezione di film in prima visione in diversi orari della giornata: si comincia con il matinée delle 11.00, seguito dalle proiezioni pomeridiane delle 16.00 e delle 18.15, fino al prime time serale alle 21.15.

Infine, come anticipato, all’esterno del museo ritorna EXTRA FLAGS, il progetto di bandiere d’artista nato durante il lockdown della scorsa primavera: ogni settimana il Centro Pecci ha commissionato una bandiera a un artista diverso perchè venisse issata sul pennone davanti al Centro come segnale fisico di vitalità e resistenza. Ora come allora il Centro Pecci vuole ONsite dare un segno tangibile di presenza, mediata dallo sguardo degli artisti: un messaggio reale per rispondere all’emergenza e riflettere sul momento straordinario e complesso che stiamo vivendo. A inaugurare questo nuovo capitolo di EXTRA FLAGS sarà la street artist, illustratrice e artista MP5, con la bandiera Third Eye – Terzo occhio. MP5 è nota per il suo incisivo stile di disegno in bianco e nero che utilizza in numerosi e differenti media. Le sue immagini danno forma a miti contemporanei che sottendono una visione critica e politicamente impegnata della realtà. Attiva fortemente nella scena underground e nella controcultura in tutta Europa, MP5 negli ultimi dieci anni ha strettamente legato il suo lavoro soprattutto alla scena queer e femminista. Third Eye – Terzo occhio mette al centro della bandiera una figura femminile rappresentata mentre si copre gli occhi con una mano: “L’immagine che ho pensato per il Centro Pecci”, dichiara l’artista, “è una celebrazione delle arti visive e un invito a guardare oltre ciò che è visibile. Quello che sembra un gesto di resa o di paura di fronte a un’attualità difficile è in realtà una spinta a guardare oltre, a comprendere più a fondo l’essenza non sempre immediata di ciò che i nostri sensi percepiscono”.

Per tutte le informazioni è possibile tenersi aggiornati collegandosi al sito del Centro Pecci.

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