Rotterdam, apre il Depot Boijmans van Beuningen, il primo deposito museale sempre accessibile


A Rotterdam è tutto pronto per l’apertura del Depot Boijmans van Beuningen: si tratta del primo deposito museale al mondo aperto sempre al pubblico, in via continuativa e permanente, nella sua interezza e per sei giorni la settimana. 

Tutto è pronto per l’apertura del primo deposito museale al mondo ad aprire le porte in maniera continuativa e permanente al pubblico, nella sua interezza e tutti i giorni (eccetto il lunedì, giorno di chiusura): si tratta del Depot Boijmans Van Beuningen, il deposito del Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam, grande edificio che contiene 151mila oggetti suddivisi in quattordici sezioni (e addirittura in cinque aree con cinque climi diversi, per le esigenze di conservazione delle opere), risultato di 172 anni di collezionismo di opere e pezzi che coprono un arco di tempo di cinque secoli. L’inaugurazione è fissata per il 5 novembre, alla presenza di re Guglielmo dei Paesi Bassi, mentre le visite cominceranno a partire dal 6 novembre. Il Depot servirà anche per sentire meno la mancanza del museo, che è chiuso per una ristrutturazione su larga scala dal 2019 e non riaprirà prima del 2028.

Nel Depot Boijmans Van Beuningen, le opere d’arte sono conservate esattamente come in un qualsiasi deposito, e il visitatore avrà dunque la possibilità di osservare i dietro le quinte del mondo dei musei, vedendo come si mantiene, si cura e si conserva una importante collezione d’arte. Stando a quanto riporta il Boijmans van Beuningen, i musei di tutto il mondo espongono in genere solo dal 6 al 10% delle loro collezioni: più del 90% delle loro raccolte si trova nei musei. Rotterdam intende pertanto rompere questa tradizione per portare ai visitatori tutto, ma proprio tutto.

E per accogliere le opere, che arrivano da cinque magazzini diversi (il trasferimento è stata un’operazione dall’organizzazione quasi militare che ha richiesto quattro mesi di tempo, con 216 viaggi di camion che hanno trasportato i pezzi dalle strutture di stoccaggio precedenti al Depot), è stato progettato un apposito edificio nel Museumpark, opera dello studio d’architettura MVRDV: il progetto (11 piani distribuiti su 39 metri d’altezza) è all’insegna della sostenibilità, dato che il museo utilizza soltanto energia solare grazie a 1.664 pannelli che ne ricoprono la superficie di 6.609 metri quadri di vetro. Sull’edificio è stato installato anche un giardino pensile ornato con pini e betulle, e i visitatori potranno rifocillarsi al ristorante Renilde (omaggio a Renilde Hammacher, curatrice della collezione di arte moderna del museo tra gli anni Sessanta e Settanta), già inaugurato lo scorso 30 settembre. A disposizione anche una sala per gli eventi, la sala Coert (che celebra invece Coert Ebbinge Wubben, direttore dell’istituto dal 1950 al 1978), anch’essa inaugurata il 30 settembre. Gli interni sono stati invece disegnati da tre artisti: John Körmeling, Marieke van Diemen e Pipilotti Rist.

La domanda che si fanno tutti i visitatori è: cosa sarà possibile vedere al Depot? Il Boijmans van Beuningen spiega che si tratterà di una visita molto diversa rispetto a quella che normalmente si fa in un museo. In un museo non si può mai esporre più di una piccola selezione, mentre nel deposito è possibile scoprire di persona una collezione da migliaia di oggetti, accumulata in 172 anni di storia. Il deposito ha quattordici sezioni attrezzate con rastrelliere per tutte le diverse opere. La visita sarà concessa a singoli gruppi che contano fino a tredici persone, che potranno entrare nelle varie sezioni accompagnate da una guida e per una durata massima di undici minuti, dopodiché lo spazio visitato sarà chiuso perché saranno necessari quarantanove minuti per il ripristino del microclima corretto: operazione essenziale per mantenere le opere d’arte in buone condizioni. Le guide di Depot Boijmans Van Beuningen sono state formate nelle scorse settimane con un programma apposito: il museo, all’inizio del 2021, ha cercato tredici persone per affidare loro l’incarico di fare da guide nel deposito (scelte su una base di 500 candidature).

Una sfida partita nel 2017, quando è cominciata la costruzione dell’edificio che accoglierà Depot (che è stato dunque terminato a tempo di record), ma della quale si parla dal 2005, quando sono cominciate le prime discussioni sull’accessibilità della collezione. E una sfida che da Rotterdam viene lanciata a tutto il mondo: mai prima d’ora, infatti, un museo aveva deciso di mostrarsi al pubblico nell’interezza della sua collezione. Per approfondire, o per prenotare una visita, è possibile visitare il sito del Boijmans van Beuningen.

Nella foto: il Depot

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