Gli Uffizi acquistano importante dipinto del '500: resterà in Italia grazie alle ricerche di un giovane studioso


Grazie all’azione congiunta di diverse istituzioni e alle ricerche di un giovane studioso, un importante dipinto cinquecentesco rimarrà in Italia: è entrato nelle collezioni degli Uffizi. 

Grazie alla collaborazione tra Gallerie degli Uffizi, Soprintendenza di Genova e Direzione Generale Abap, l’imponente pala d’altare raffigurante san Paolo per la Cappella Borromeo in Santa Maria delle Grazie a Milano, la chiesa dov’è conservata l’Ultima Cena di Leonardo, resta in Italia. Dopo la vendita a un’asta il dipinto stava per lasciare il paese, ma è stato bloccato e acquistato dallo Stato per le Gallerie degli Uffizi. 

L’opera è stata realizzata da Pellegrino Tibaldi e dal suo allievo milanese Giovanni Pietro Gnocchi nel 1585 e raffigura il santo in piedi, accompagnato dal suo attributo, la spada, a fianco di uno scrittoio sulla cui base è scritta la data; alle spalle un monumentale sfondo architettonico. 

Venduto recentemente all’asta a un privato con una inattendibile attribuzione al pittore fiammingo Pietro Candido, il dipinto stava per lasciare l’Italia, ma è stato bloccato dall’Ufficio Esportazione della Soprintendenza di Genova su richiesta delle Gallerie degli Uffizi, e acquistato dalla Direzione Generale Archeologia Belle Arti Paesaggio attraverso il diritto di prelazione, per il museo fiorentino.

La ricostruzione delle vicende storiche del quadro è stata compiuta da un giovane studioso, Agostino Allegri. Nel 1585 gli eredi di San Carlo Borromeo stipularono un accordo con Giovanni Pietro Gnocchi in base al quale si stabilì la decorazione della cappella di famiglia entro l’anno. L’artista si occupò di dorare la cupola a lanterna, ma soprattutto venne incaricato di realizzate per l’altare una pala raffigurante san Paolo seguendo il disegno di Pellegrino Tibaldi. Già due anni dopo, nel 1587, il dipinto era già collocato sull’altare della cappella, poiché citato da Giovanni Paolo Lomazzo in una delle sue Rime. La cappella Borromeo venne danneggiata gravemente durante i bombardamenti del 1943, ma testimonianze affermano che il dipinto era già stato rimosso dall’altare all’inizio dell’Ottocento. 

“Riconoscere la qualità di un dipinto e impedire che lasci l’Italia è parte del lavoro di tutela cui è chiamato il personale dello Stato”, ha dichiarato il direttore delle Gallerie Eike Schmidt, “in questo caso la Soprintendenza di Genova, le Gallerie degli Uffizi e la Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Scoprirne così velocemente la provenienza e poter ricostruire l’intera vicenda storica di committenza e di esecuzione, è un caso fortunato e nello stesso tempo rarissimo. L’unione di forze tra le istituzioni del Ministero della Cultura e l’Università, le indagini approfondite di Agostino Allegri, attualmente dottorando alla Scuola Normale di Pisa, e i contatti tra studiosi e specialisti non solo hanno fatto rivivere un capolavoro, rivelando la corretta paternità, ma hanno riportato alla luce un intero capitolo della storia dell’arte della Controriforma a Milano”. 

Pellegrino Tibaldi e Giovanni Pietro Gnocchi, San Paolo, dettaglio (1585; olio su tela, 275 x 182 cm)

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Gli Uffizi acquistano importante dipinto del '500: resterà in Italia grazie alle ricerche di un giovane studioso


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