In Veneto apre un bunker-museo immersivo con figuranti vestiti da soldati della Wehrmacht


In Veneto, a Recoaro Terme, apre alle visite il percorso immersivo del Grande Bunker Comando, quartier generale di Kesselring negli ultimi giorni della II Guerra Mondiale. I visitatori saranno accompagnati da figuranti travestiti da soldati della Wehrmacht: si discute.

Un bunker-museo della Seconda Guerra Mondiale che si visita... accompagnati da figuranti travestiti da soldati della Wehrmacht. L’idea, destinata a far discutere, è stata messa in atto al complesso delle Regie Fonti di Recoaro Terme (Vicenza), che nella primavera del 1944 furono scelte come quartier generale del feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante generale delle forze tedesche in Italia. Nella Regie Fonti fu aperto il Grande Bunker Comando, da dove Kesselring controllava le armate tedesche sulla Linea Gotica.

Il Grande Bunker Comando aveva tre gallerie di ingresso e una grande sala centrale di 61 metri di larghezza, oltre a un lungo corridoio che collegava 13 uffici, all’interno dei quali lavoravano ufficiali e addetti al controllo. Il tutto coperto da una volta in cemento armato che doveva proteggere il bunker dai bombardamenti (e riuscì nel suo intento anche il 20 aprile del 1945, quando un pesante bombardamento distrusse tutta l’area delle Regie Fonti.

Il sito è aperto dal 2004, grazie all’impegno dell’Associazione Bunker Recoaro 1945, che ha attivato attività di promozione con l’organizzazione di visite guidate e la realizzazione di un primo allestimento museale. Quest’estate si è invece conclusa la riqualificazione del sito, e il Grande Bunker Comando è stato aperto al pubblico. “Nel 2021, grazie alla volontà della società Terme di Recoaro Spa, decisa a promuovere il turismo locale in collaborazione con l’Associazione”, si legge nel sito ufficiale delle Regie Fonti, “è stato ideato un nuovo percorso di visita con una connotazione fortemente innovativa. Lo scopo della riqualificazione è di avvicinare i visitatori, anche quelli più giovani, a questo luogo così cruciale nella storia della nostra nazione durante la II Guerra Mondiale, dove sono state poste le basi per la pace”.

Quella che è stata approntata quest’anno è una “3D Virtual Experience” (così è chiamata dalla presentazione ufficiale) che, consente, si legge ancora nel materiale fornito dalle Regie Fonti, di esplorare “ambienti e scenari all’interno del quartiere generale delle forze armate tedesche del nord Italia utilizzando la realtà virtuale”. Ci sono dunque postazioni multimediali, visori per trovarsi immersi negli ambienti dell’epoca (in particolare davanti a un check point con soldati tedeschi in divisa su mezzi militari, prima di un bombardamento degli alleati), e un narratore virtuale guida la visita raccontando la storia della struttura e degli eventi che l’hanno interessata.

“La riqualificazione del bunker, terminata a inizio estate”, ha scritto il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, “consente al visitatore di fermare il tempo per un’esperienza storico-culturale innovativa. Si esplorano gli ambienti del bunker attraverso visori multimediali che utilizzano la realtà virtuale, pannelli espositivi. La visita è su prenotazione e si è accompagnati da guide in divisa d’epoca della Wehrmacht. Presente anche un check point di accesso tedesco”. Proprio sotto al post del presidente Zaia alcuni commentatori hanno storto il naso di fronte all’idea di trovarsi in una visita condotta da guide in uniforme dell’esercito della Germania nazista: iniziativa “aberrante”, come scrivono alcuni, oppure un modo per rendere davvero più coinvolgente la visita e per far comprendere meglio quegli eventi? C’è materiale per un dibattito.

Foto: Roberto Rizzotto

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