La lampada Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni: storia di un'icona del design


È forse la più famosa lampada della storia: Arco, disegnata nel 1962 da Achille e Pier Giacomo Castiglioni, è diventata negli anni un’icona del design ed è stata considerata un’opera d’arte. Ecco perché, e le ragioni della sua popolarità.

“Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea dell’arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo”: così, nel 1970, il grande designer Achille Castiglioni (Milano, 1918 – 2002) illustrava le ragioni che avevano portato alla nascita di Arco, la sua lampada, progettata nel 1962 assieme al fratello Pier Giacomo Castiglioni (Milano, 1913 – 1968), ed entrata a far parte della storia del design.

Si tratta di una lampada a sospensione caratterizzata da una forma curva e semplice, ispirata a quella di un lampione stradale, con una grande base in marmo (in particolare di marmo di Carrara), del peso di 65 chilogrammi, che la mantiene stabile, e un arco in metallo che sorregge il paralume in acciaio (o la “cupola”, come viene chiamato dalla Fondazione Castiglioni). La base è forata al centro per sostenere lo stelo verticale sul quale si innesta l’arco: l’arco è costituito da tre settori in profilato di acciaio, sistemati uno dentro l’altro, che consentono di regolare la lampada in altezza e inclinazione, in modo che l’utente possa regolare l’illuminazione in base alle proprie esigenze. La base è grande e pesante per aiutare la lampada a rimanere in posizione verticale. Il perché della scelta del marmo come materiale per sostenere la struttura è stato spiegato dallo stesso Castiglioni, nell’intervista per la rivista Ottagono: “c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo”. Anche il paralume è realizzato in acciaio, ed è stato progettato per diffondere la luce in modo uniforme. Come lo stelo e l’arco, anche il paralume è regolabile, consentendo all’utente di cambiare l’angolazione della luce. La lampada Arco utilizza una lampadina alogena, fornendo una luce calda e accogliente.

La lampada Arco. Foto: Studio Casali/Fondazione Achille Castiglioni
La lampada Arco. Foto: Studio Casali/Fondazione Achille Castiglioni
La lampada Arco. Foto: Studio Casali/Fondazione Achille Castiglioni
La lampada Arco. Foto: Studio Casali/Fondazione Achille Castiglioni
La lampada Arco. Foto: Studio Casali/Fondazione Achille Castiglioni
La lampada Arco. Foto: Studio Casali/Fondazione Achille Castiglioni
La lampada Arco. Foto: Flos
La lampada Arco. Foto: Flos

La lampada Arco è stata prodotta per la prima volta dalla Flos, un’azienda italiana di illuminazione fondata anch’essa nel 1962, che ancora oggi la produce e la commercializza. È divenuta un pezzo iconico del design italiano del XX secolo, e un classico intramontabile, essendo stata continuamente prodotta per oltre sessant’anni. Diverse le ragioni per cui Arco è entrata nell’immaginario comune: si tratta, intanto, di un esempio di design esteticamente accattivante (nonostante Castiglioni avesse detto che “nella Arco niente è decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione, cioè quella di non urtarci; anche il foro non è una fantasia ma c’è per permettere di sollevare la base con più facilità”), caratterizzato da materiali di qualità e lavorazione precisa, che hanno permesso di mantenere un’immagine iconica e durevole nel tempo.

Poi, la lampada Arco è sempre stata apprezzata per la sua funzionalità: è stata appositamente progettata per essere regolabile in altezza e inclinazione, in modo che l’utente possa regolare l’illuminazione in base alle proprie esigenze, il che rende la lampada versatile e adatta per una gran varietà di ambienti. Ancora, la sua longevità ha contribuito al successo della lampada: la sua produzione proseguita per decenni senza mai subire alcuna modifica testimonia da sé l’apprezzamento e l’accettazione che ha avuto nel tempo. È stato modificato solo il sistema elettrico per una ragione di aderenza alle normative cambiate negli anni (l’ultima modifica in questo senso, per il cinquantesimo compleanno di Arco nel 2012, è l’introduzione di una versione a led). Inoltre, per il sessantesimo compleanno, nel 2022, è stata introdotta una nuova versione, Arco K, a tiratura limitata (ne sono stati resi disponibili solo 2022 pezzi), con base in cristallo senza piombo al posto di quella in marmo: i design curator di Flos, Fabio Calvi e Paolo Brambilla, hanno spiegato che Achille e Pier Giacomo Castiglioni avevano scelto il marmo non perché materiale prezioso ma perché materiale robusto e pesante, e all’epoca il cristallo senza piombo non si poteva utilizzare. L’azienda ha dunque ritenuto di poter omaggiare i due designer senza alterare l’anima del progetto. E poi, ha spiegato l’architetta Silvana Annicchiarico nel libro 100 oggetti del design italiano, “accanto alla grande lezione di stilizzazione formale, la libertà di articolazione spaziale degli arredi costituisce il principale motivo di successo di questa lampada da terra a luce diretta, che svincola la collocazione del tavolo, da pranzo o da lavoro, dalla posizione predeterminata del punto luce a soffitto”.

Achille e Pier Giacomo Castiglioni
Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Foto: Luciano Ferri/Fondazione Achille Castiglioni
La base in marmo di Carrara. Foto: Flos
La base in marmo di Carrara. Foto: Flos
Achille Castiglioni, Disegno per la lampada Arco (1962; Fondazione Achille Castiglioni)
Achille Castiglioni, Disegno per la lampada Arco (1962; Fondazione Achille Castiglioni)
Arredamento con la lampada Arco. Foto: Flos
Arredamento con la lampada Arco. Foto: Flos

Nonostante il passare del tempo la popolarità di Arco non ha subito flessioni, dimostrando la sua capacità di rivestire il ruolo di classico del design. Al successo ha probabilmente giovato anche il fatto che è stata prodotta da uno dei designer italiani più influenti del XX secolo (Achille Castiglioni, assieme al fratello Pier Giacomo, ha creato alcune delle icone del design italiano più importanti della storia). Infine, si tratta di un prodotto che ha ricevuto molti premi e riconoscimenti, tra cui il Compasso d’Oro nel 1979, uno dei premi più prestigiosi del design italiano.

La lampada Arco, proprio in conseguenza del suo status di icona del design italiano del XX secolo, è stata spesso copiata o riprodotta da altri produttori. In alcuni casi, queste copie si sono rivelate molto simili all’originale, mentre in altri casi si trattava di prodotti con vistose modifiche. Il plagio di Arco ha tuttavia una lunga storia, iniziata probabilmente fin dalla sua prima produzione avviata negli anni Sessanta. In generale, queste riproduzioni non utilizzano gli stessi materiali e le stesse tecniche di produzione utilizzate per la versione originale, e non sono riconosciute come valide dalla comunità del design. La Flos, l’azienda che ha prodotto la lampada originale e che continua a produrla, ha peraltro intrapreso azioni legali contro alcuni produttori di riproduzioni per proteggere i propri diritti. In alcuni casi, le azioni legali hanno avuto successo nel far rimuovere le copie dal mercato, ma ci sono ancora molte copie disponibili in commercio. In generale, l’acquisto di una riproduzione non autorizzata è sconsigliato, poiché spesso non è realizzata con lo stesso livello di qualità e di cura dei dettagli della versione originale, e non rappresenta quindi un valido investimento. Proprio durante una di queste azioni legali è stato riconosciuto il valore artistico della lampada Arco: in una sentenza del 2006 del Tribunale di Milano si legge che l’opera di Achille e Pier Giacomo Castiglioni è ritenuta “espressione di quella ricerca di stile del dopoguerra improntata ad essenzialità e rigore formale”, per il “dinamismo del suo disegno essenziale, per la perfetta armonia dei rapporti di linee, forme e volumi, per la concezione assolutamente innovativa rispetto a quella della lampada classica”. Ragioni che hanno condotto il tribunale a ritenere che Arco fosse la “manifestazione di una specifica ricerca e intuizione espressiva, autonomamente giustificata rispetto all’impiego pratico, in grado di esercitare una particolare presa sul piano percettivo”.

Ancora oggi la lampada Arco di Achille Castiglioni è prodotta e commercializzata dalla Flos, che ha acquisito i diritti di produzione del disegno originale. La Flos vende la lampada Arco tramite rivenditori autorizzati in tutto il mondo: per chi fosse interessato ad acquistare un esemplare di Arco, è possibile cercare i rivenditori Flos nella propria area geografica attraverso il sito web dell’azienda. In genere, questi rivenditori sono negozi specializzati in illuminazione o negozi di design. In alcuni paesi ci sono anche rivenditori online autorizzati, che vendono la lampada Arco. Naturalmente si può anche trovare Arco su alcuni siti di vendita online come Amazon o eBay, ma in questo caso è importante fare attenzione ai venditori, perché ci possono essere copie non autorizzate o prodotte da fonti dubbie. In generale è sempre meglio acquistarla da rivenditori autorizzati per essere certi dell’autenticità del prodotto e perché si ha una garanzia del produttore. E sarà così possibile mettere in casa un pezzo di storia del design italiano, presente anche in diversi musei, a cominciare dal Museo della Triennale di Milano. Un oggetto che, per certi versi, è stato ritenuto prodotto di un’espressione artistica. E che può esser dunque paragonato a pieno titolo a un’opera d’arte.


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