Il Castello di Vigevano? Per il ministro del turismo Centinaio, sarebbe meglio se fosse un hotel, più che un museo


Il ministro del turismo, Gian Marco Centinaio, interviene sul futuro del Castello di Vigevano: meglio farci un hotel che un museo.

Per il ministro dell’Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio (Lega Nord), il Castello di Vigevano non dovrebbe essere un museo, ma dovrebbe essere trasformato in hotel. Un intervento già molto discusso quello che il ministro ha presentato ieri, 23 luglio, in un incontro al Castello di Vigevano, organizzato da Camera di commercio di Pavia assieme all’Università, a Confindustria e al Comune di Vigevano. Il tema era proprio il futuro del Castello. “Secondo me”, ha dichiarato Centinaio, questa struttura non deve diventare il classico contenitore di quadri, sculture e reperti archeologici, come ahimé è il Castello del Comune di Pavia, perché dev’essere una struttura viva".

Il ministro ha poi aggiunto: “dev’essere una struttura molto più viva rispetto a quelle che sono le classiche strutture, i classici castelli o i classici musei, le classiche aree museali che sono sì la casa della cultura e diventano contenitori, dove chi è interessato a vedere la mostra, i musei civici o ad assistere ad attività museali può venire e riempire la mente... ma non dev’essere solo quello, perché io penso che una struttura debba potersi sostenere da sola, non ci dev’essere solo l’amministrazione comunale che mette i soldi che mancano dalla vendita dei biglietti, per tutto quello che serve per la gestione del Castello. E di conseguenza il fatto di poter fare come succede all’estero, e se lo fanno all’estero mi domando perché non possiamo farlo in Italia, dove strutture importanti come queste diventano anche momento d’incontro, momento economico, posti dove il turista possa venire e avere anche una ricettività alberghiera di altissimo livello, di qualità e quindi di avere la possibilità di vivere in modo anche consapevole e in modo intelligente in ambienti storici dove hanno vissuto personaggi eccellenti che hanno vissuto il nostro territorio e hanno fatto grande il territorio. E poi avere eventualmente un ristorante, un bar all’interno di questo Castello, che era il sogno di Gian Marco Centinaio a Pavia, un bar dove i vigevanesi, magari gli impiegati, le persone che lavorano e vivono la città, hanno la possibilità di trascorrere la pausa pranzo, e poter magari, oltre a poter fare la pausa pranzo, anche vivere di cultura e di ’intellighenzia’, come dice qualcuno. L’obiettivo a mio parere dev’essere vivere di promozione. Ahimé il nostro paese, e lo dico da amministratore, il nostro paese ha sempre vissuto di mantenimento: noi abbiamo le cose più belle del mondo ma è conservazione, noi dobbiamo conservare quello che ci ha lasciato chi è arrivato prima di noi, e allora continuiamo a conservare, conserviamo gli spazi culturali, conserviamo i castelli, conserviamo le aree archeologiche, conserviamo, conserviamo, conserviamo, ma non promuoviamo niente”.

La proposta di Centinaio, come si può immaginare, è stata ovviamente bocciata dal soprintendente di Pavia, Luca Rinaldi, ma si tratta di dichiarazioni importanti per comprendere quali idee abbia sulla cultura un importante esponente del governo.

Il Castello di Vigevano? Per il ministro del turismo Centinaio, sarebbe meglio se fosse un hotel, più che un museo
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