Genova, soprintendente suggerisce blocco graduatorie degli storici dell'arte, il ministro scherza: “Io abolirei la storia dell'arte”


Genova, siparietto tra il soprintendente Tinè che chiede il blocco delle graduatorie degli storici dell’arte e il ministro Bonisoli che scherza: ’abolirei storia dell’arte’.

Durante un incontro, tenutosi a Genova, tra il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli e i funzionari delle soprintendenze, il soprintendente della Liguria, Vincenzo Tinè, ha elencato al ministro quelli che, a suo modo di vedere, sono alcuni problemi che riguardano le soprintendenze. Il primo è il fatto che, secondo Tinè, le soprintendenze abbiano funzionari ma manchino invece di personale che si occupi delle mansioni quotidiane, il secondo riguarda quella che Tinè ritiene una sovrabbondanza di storici dell’arte a scapito di altri profili (come gli archeologi e gli architetti). Tinè ha poi suggerito di bloccare lo scorrimento delle graduatorie degli storici dell’arte per attingere a quelle degli altri profili. Certo, la posizione del soprintendente è sicuramente discutibile (e ha già scatenato le ire degli storici dell’arte): tuttavia, invece che scatenare una discussione, le sue parole hanno suscitato semplicemente una battuta del ministro, che di fronte alle rimostranze di Tinè ha risposto: “io abolirei la storia dell’arte, al liceo era una pena”.

Il problema ovviamente non è la battuta in sé (sarebbe insensato pensare che il ministro voglia davvero abolire la storia dell’arte), ma semmai il contesto, anche perché a destare le preoccupazioni degli storici dell’arte sono state tanto le parole del ministro, quanto le affermazioni di Tinè. E proprio per questa ragione forse sarebbe stata più appropriata una risposta pertinente alle sollecitazioni del soprintendente, che riportiamo qui per intero: “più che domande avrei addenda al gruppo sulle risorse umane. Credo di parlare a nome di tutti i colleghi del nord Italia. Abbiamo un problema fondamentale di Area II, di assistenti. Grazie al suo predecessore abbiamo avuto i funzionari, ma adesso ci manca la truppa: non abbiamo nessuno per rispondere al telefono alla gente, per istruire le pratiche, per cercare in archivio. So che lei si è già mosso e che è stato richiesto un concorso importante per l’Area II. Forse si potrebbero trovare delle formule di coinvolgimento temporaneo di giovani e di tanti disoccupati dei beni culturali che verrebbero volentieri a dare una mano in soprintendenza a tempo determinato, assegnando risorse alle soprintendenze per farci dare una mano da qualcuno. Quindi in Area II abbiamo bisogno di assistenti, e la situazione dei musei è esattamente speculare: i musei hanno i direttori ma non hanno i custodi per aprirli. Un’altra cosa: forse, nel discorso dirigenti, mi permetterei di suggerire di fermare l’attingimento dalla graduatoria degli storici dell’arte. Il fatto che ci sia stata una graduatoria di idonei talmente infinita che dopo dieci anni dal concorso ancora sono idonei, mentre per gli archeologi e gli architetti si è esaurita immediatamente da anni, ci porta a una situazione in cui i musei sono totalmente in mano ai dirigenti storici dell’arte. Non c’è neanche un archeologo che non sia di nomina politica diretta. Se anche le soprintendenze cominciano a essere invase, con tutta l’amicizia per colleghi bravissimi, da storici dell’arte, gli altri profili rischiano di essere cannibalizzati”.

Ed è qui che Bonisoli è intervenuto con la sua battuta: “sono d’accordo, anch’io abolirei la storia dell’arte. Al liceo, guardi, era una pena per me, quindi la capisco e condivido questo disagio profondo. A parte gli scherzi, è sempre molto utile avere commenti che anche se non sono come si aspettano vanno bene così: fa parte della dialettica”. Occorre semmai domandarsi se la battuta del ministro sia stata un modo per esprimere ironica contrarietà rispetto alla posizione di Tinè, oppure, come ha suggerito lui stesso sul suo profilo Facebook dopo le critiche per la battuta (che molti hanno mal interpretato), un modo per “sdrammatizzare” la stanchezza dopo tre ore di riunione. Poi il ministro, continuando a scherzare, si è poi rivolto a un’altra funzionaria che voleva rivolgergli una domanda, chiedendole se lei volesse abolire la chimica. Il video completo dell’intervento è disponibile su streamable.com.

Genova, soprintendente suggerisce blocco graduatorie degli storici dell'arte, il ministro scherza: “Io abolirei la storia dell'arte”
Genova, soprintendente suggerisce blocco graduatorie degli storici dell'arte, il ministro scherza: “Io abolirei la storia dell'arte”


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Novecento     Cinquecento     Ottocento     Quattrocento     Firenze     Barocco     Toscana     Roma