Lavori di pubblica utilità nei musei e nelle biblioteche: convenzione tra MiC e Ministero Giustizia


52 sedi del MiC, tra musei e biblioteche, ospiteranno soggetti tenuti a svolgere lavori di pubblica attività, secondo quanto previsto dal Codice Penale. Almeno 102 i posti. Firmata la convenzione tra Ministero della Cultura e Ministero della Giustizia. 

Il Ministero della Cultura stipula una convenzione quinquennale con il Ministero della Giustizia per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità nelle sedi del MiC: l’accordo è stato firmato nella giornata di ieri dai due ministri, Dario Franceschini e Marta Cartabia. Con l’accordo, il MiC, si legge nella convenzione, “mette a disposizione presso le proprie sedi, almeno n. 102 posti per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità in favore della collettività, per l’adempimento degli obblighi previsti dall’art. 168 bis codice penale. Le sedi del MIC presso le quali potrà essere svolto il lavoro di pubblica utilità non retribuito sono complessivamente n. 52 dislocate su tutto il territorio nazionale come da elenco allegato, passibile di aggiornamento”.

Spetterà alle sedi del MiC provvedere ad aggiornare costantemente i Tribunali e gli Uffici di esecuzione penale esterna territorialmente competenti sulla situazione dei posti di lavoro non retribuito disponibili presso le proprie strutture per favorire l’attività di orientamento e avvio degli imputati al lavoro di pubblica utilità.

Quali saranno le mansioni che potranno essere svolte dai soggetti ammessi allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità? Eccole: prestazioni di lavoro per la fruibilità e la tutela del patrimonio culturale e archivistico, inclusa la custodia di biblioteche, musei, gallerie o pinacoteche; prestazioni di lavoro nella manutenzione e fruizione di immobili e servizi pubblici, inclusi ospedali e case di cura, o di beni del demanio e del patrimonio pubblico, compresi giardini, ville e parchi, con esclusione di immobili utilizzati dalle Forze armate o dalle Forze di polizia; prestazioni di lavoro inerenti a specifiche competenze o professionalità del soggetto. Si tratterà sempre, in ogni caso, di attività non retribuita. La durata della convenzione tra il MiC e il Ministero della Giustizia, di cinque anni, sarà tacitamente rinnovata.

Le sedi dove si svolgeranno le attività sono: Museo Nazionale di Matera, Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Reggia di Caserta, Museo Nazionale di Cagliari, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Palazzo Reale di Genova, Galleria Nazionale delle Marche, Museo Nazionale Romano, Musei Reali di Torino, Castello di Miramare di Trieste, Palazzo Ducale di Mantova, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Biblioteca Universitaria di Genova, Complesso dei Girolamini, Biblioteca Nazionale di Napoli, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, Biblioteca Nazionale di Bari, Biblioteca Universitaria di Cagliari, Biblioteca di Casamari, Biblioteca di Cava, Biblioteca Nazionale di Cosenza, Biblioteca di Farfa, Biblioteca Marucelliana di Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, Biblioteca di Grottaferrata, Biblioteca Statale di Lucca, Biblioteca Statale di Macerata, Biblioteca di Montecassino, Biblioteca di Montervergine, Biblioteca Universitaria di Napoli, Biblioteca Universitaria di Padova, Biblioteca di Padova, Biblioteca Universitaria di Pavia, Biblioteca Universitaria di Pisa, Biblioteca Nazionale di Potenza, Biblioteca di Praglia, Biblioteca Casanatense, Biblioteca Vallicelliana, Biblioteca Universitaria di Sassari, Biblioteca di Subiaco, Biblioteca Stelio Crise di Trieste, Biblioteca di Trisulti.

“È importante che lo strumento dello svolgimento di lavori di pubblica utilità ai fini di messa alla prova”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, “trovi applicazione nei luoghi della bellezza. Guardando l’elenco degli archivi, delle biblioteche e dei musei in cui sarà possibile operare, non si può che pensare che ciò farà del bene alle persone che verranno coinvolte. Partiamo da 52 siti e 102 persone, ma i luoghi della cultura sono tanti e c’è ampio margine per ampliare questa positiva collaborazione tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Giustizia, che mi fa piacere sia la prima di questo genere”.

“È una forma di visione della giustizia, come riparazione del danno inflitto alla collettività, che trovo feconda”, ha commentato la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia. “La Costituzione non parla di carcere, ma di valenza rieducativa della pena, che trova nell’ istituto della messa alla prova un’espressione particolarmente riuscita. E viene potenziato nella delega penale. I vantaggi sono molteplici: alleggerire il carico tribunali; dare sollievo alle strutture detentive; evitare il passaggio in carcere, quando possibile. E soprattutto stimola questa cultura della pena, come riparazione nei confronti della persona offesa e della collettività”.

Nell’immagine, Dario Franceschini e Marta Cartabia firmano l’accordo

Lavori di pubblica utilità nei musei e nelle biblioteche: convenzione tra MiC e Ministero Giustizia
Lavori di pubblica utilità nei musei e nelle biblioteche: convenzione tra MiC e Ministero Giustizia


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