Cosa vedere alle Isole Eolie. 10 tappe da non perdere


Isole Eolie, cosa vedere: un viaggio in 10 tappe da non perdere tra natura, musei e borghi.

Le isole Eolie sono una meraviglia della natura che emerge con forza dalle acque del Mediterraneo. Le isole Eolie: Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea, si trovano a nord est della Sicilia e sono uno spettacolo unico per come la forza incessante dell’acqua, del fuoco e dell’aria abbiano plasmato non solo le coste e le pendici, ma anche il carattere dei loro abitanti. Le Eolie sono una straordinaria testimonianza di come i vulcani possano portare alla nascita e all’evoluzione di isole e ancora oggi l’attività vulcanica influisce non solo sul paesaggio, ma anche sulla vita quotidiana di chi qui abita o vi si reca per un viaggio indimenticabile. Le continue eruzioni dello Stromboli sono uno spettacolo suggestivo che rischiara le notti delle Eolie con le sue scie infuocate, ma è tutto l’arcipelago ad offrire scorci naturalistici imperdibili a cui si accompagna una ricca vita sociale. Spiagge, cale, grotte, insenature, faraglioni e una grande varietà e ricchezza di fondali marini sono il minimo comune denominatore delle isole Eolie, ma non meno caratteristici sono i suoi tanti paesi e borghi. Ecco le 10 tappe da non perdere del vostro viaggio alle isole Eolie.

1. Il castello di Lipari

A picco sul mare, il castello di Lipari è sicuramente la prima cosa a rapire l’occhio del viaggiatore che sta sbarcando sull’isola. Questa imponente fortezza sorge su un promontorio naturale tra due insenature e svetta su un porticciolo. Scavi archeologici hanno evidenziato come tutta l’area del castello sia stata popolata già dal neolitico e da allora è stata silenziosa testimone della lunga storia non solo di Lipari, ma dell’intero arcipelago. La fortezza deve il suo aspetto attuale alla dominazione spagnola quando, attorno alla metà del XVI secolo, Carlo V diede ordine di costruire un sistema difensivo che garantisse protezione agli abitanti dell’isola in caso di incursioni dal mare. All’interno della città muraria il castello di Lipari conserva oggi anche diverse altre strutture di grande pregio come la chiesa di Santa Caterina e la chiesa dell’Addolorata.

Il castello di Lipari
Il castello di Lipari

2. Il Museo archeologico di Lipari

All’interno del castello di Lipari si trova lo splendido Museo Archeologico che ospita tantissimi reperti che permettono di ripercorrere le vicende delle isole Eolie dalla preistoria all’età moderna. Il museo è diviso in sei padiglioni, che accolgono rispettivamente le sezioni Preistorica, Epigrafica, delle Isole Minori, Classica, Vulcanologica e di Paleontologia del Quaternario. Il museo è intitolato a Luigi Bernabò Brea, soprintendente della Sicilia orientale che, assieme a Madeline Cavalier, fondò questo spazio espositivo attorno alla metà del secolo scorso. Il museo archeologico di Lipari nel corso degli anni ha visto crescere continuamente le proprie collezioni grazie a un lavoro costante e sistematico di ricerca archeologica effettuato non solo a Lipari, ma anche nelle altre isole.

Il Museo archeologico di Lipari
Il Museo archeologico di Lipari

3. La Cattedrale di San Bartolomeo a Lipari

Il Duomo di Lipari è l’edificio di culto più importante di tutto l’arcipelago e un vero e proprio tesoro artistico ed architettonico. La cattedrale di San Bartolomeo risale al Cinquecento, ma il suo aspetto attuale è frutto di numerose trasformazioni nel corso dei secoli, l’ultima delle quali nel XIX secolo quando fu necessario ricostruire il timpano della facciata. Oggi si accede alla cattedrale di San Bartolomeo grazie a una imponente scalinata che conduce il visitatore fino ai tre portali d’ingresso in cui spiccano maestose cornici e dettagli di pregio. All’interno sono di assoluto rilievo gli affreschi che decorano il tetto a volta, mentre nelle navate laterali sono presenti numerosi dipinti di grande pregio.

La Cattedrale di San Bartolomeo a Lipari
La Cattedrale di San Bartolomeo a Lipari. Foto Wikimedia/Effems

4. Salina

Salina è l’isola scelta da Massimo Troisi per girare il suo ultimo capolavoro: Il Postino nel 1994. Un tributo artistico che ha reso ancora più celebre quest’isola, la seconda più grande dell’arcipelago, ma che era già celebre per la bellezza delle sue spiagge e per i suoi paesaggi incantevoli. Numerose sorgenti di acqua dolce rendono Salina l’isola più verde dell’intero arcipelago e la sua scoperta un vero e proprio susseguirsi di sorprese e panorami mozzafiato. Tantissimi sono gli itinerari naturalistici che permettono di percorrere l’isola da una parte all’altra, ma imperdibili sono anche i tanti borghi che ne costellano i versanti. Salina è divisa in tre Comuni: Malfa, Santa Marina e Leni da cui si possono raggiungere le bellissime spiagge, rilassarsi nei tanti locali del lungomare o scoprirne le tradizioni tra chiese e musei.

Salina, Santa Marina. Foto di Davide Mauro
Salina, Santa Marina. Foto di Davide Mauro

5. Panarea

Niente auto su quella che è l’isola più piccola delle Eolie, ma anche la più caratteristica. Che si decida quindi di spostarsi a piedi o di chiedere un passaggio su una delle moto-ape utilizzare su tutta Panarea non si potrà che rimanere a bocca aperta davanti alle bellezze dell’isola. Acque cristalline, e spiagge incantate sono lo sfondo perfetto per la ricca vita mondana di questo paradiso del Mediterraneo. Il cuore della movida è sicuramente San Pietro, ma Panarea offre tanto anche a chi è alla ricerca di una vacanza più rilassata, immersi nella natura o alla scoperta di scorci suggestivi tra baie, insenatura e le suggestive case bianche.

San Pietro, Panarea. Foto di Adam Butler
San Pietro, Panarea. Foto di Adam Butler

6. Il Villaggio preistorico di capo Milazzese

A cala Junco, una delle più suggestive insenature di Panarea, nell’immediato dopoguerra è stato scoperto un villaggio preistorico risalente all’età del Bronzo. Si tratta di un insediamento ancora molto ben conservato che anticamente era costituito da 23 capanne di cui oggi si possono ancora osservare le fondamenta di forma ovale. Numerosi sono poi i reperti che sono emersi in questi anni durante le diverse campagne di scavo che hanno permesso di portare alla luce ceramiche e vari strumenti che sono ora esposti nelle sale del museo archeologico di Lipari. Per raggiungere il sito si parte da cala degli Zimmari e si prosegue lungo un sentiero con gradini che porta a capo Milazzese.

Il Villaggio preistorico di capo Milazzese
Il Villaggio preistorico di capo Milazzese. Foto di Lella Viola

7. Stromboli

Il faro del Mediterraneo, così è anche conosciuta l’isola di Stromboli, la più settentrionale delle Eolie. Stromboli si innalza dal mare per quasi mille metri, ma quello che si vede non è altro che la cima di un vulcano attivo che continua per altri 1.700 immerso tra le acque cristalline del Tirreno. Questo grande vulcano esplosivo regala di continuo spettacolari eruzioni che rappresentano una delle principali attrazioni dell’arcipelago. Imperdibile è la passeggiata fino in cima al cono vulcanico, ma non da meno è anche rilassarsi sulle meravigliose spiagge di sabbia nera o anche perdersi tra le stradine dei villaggi di San Vicenzo e San Bartolomeo o raggiungere via mare il paesino di Ginostra.

Isola di Stromboli. Foto di Hein Didden
Isola di Stromboli. Foto di Hein Didden

8. Il Museo del Cinema di Stromboli

Grazie alla loro selvaggia bellezza le isole Eolie sono da sempre uno dei luoghi più amati dai registi di tutto il mondo e un autentico simbolo del paesaggio cinematografico siciliano. Che si trattasse di film o di documentari sono stati tantissimi nel corso dei decenni i lavori realizzati nell’arcipelago e , ognuno a suo modo, ne ha raccontato le bellezze, le tradizioni, ma anche la sua evoluzione. Per questo motivo nel 2009 a Stromboli è stato fondato un Museo del Cinema il cui scopo è quello di “raccogliere e restituire all’arcipelago la propria memoria visiva contemporanea”.

Museo del Cinema di Stromboli
Museo del Cinema di Stromboli

9. Alicudi

La più lontana delle isole Eolie è anche la più selvaggia e quella dove ancora si sente più forte il lascito della tradizione di questi luoghi incantati. Alicudi è un gioiello naturalistico e culturale che resta ancora lontano dal turismo di massa e per questo si conserva ancora in tutta la sua genuina bellezza. I caratteristici muri a secco delimitano e segnano i ripidi pendii del monte Filo dell’Arpa, mentre le barche dei pescatori sono una presenza costante quando lo sguardo si perde sulle acque dell’isola. Le spiagge, ancora incontaminate, si trovano all’interno di piccole insenature e sono il massimo per chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna del relax e del contatto con la natura.

Alicudi
Alicudi

10. Filicudi

Mare, montagna e una storia ricca e antichissima. Filicudi è tanto piccola da poter essere girata tranquillamente a piedi, ma è in grado comunque di offrire ai viaggiatori tantissimi luoghi d’interesse. Partendo da capo Graziano, dove si trovano i resti di un villaggio di epoca neolitica ,ci si può inoltrare facilmente alla scoperta dei borghi di Pecorini Alto e Pecorini Mare, antico paese di pescatori oggi centro mondano della vita sull’isola, tanti però sono i sentieri che si snodano per tutta l’isola e che regalano scorci davvero unici. Da non perdere assolutamente è la salita fino alla cima di monte Fossa delle Felci, un vulcano ormai spento che raggiunge i 771 metri d’altezza e da cui si può godere di panorami mozzafiato.

Filicudi. Foto di Petr Vykoukal
Filicudi. Foto di Petr Vykoukal

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