Gli angeli in un'opera di Niccolò Circignani e il loro ruolo nella storia dell'arte

La nota

2009, Sesta puntata

Una tela di Niccolò Circignani conservata ad Umbertide, un paese nei dintorni di Perugia, è il punto di partenza di una riflessione che Ambra sviluppa sul ruolo degli angeli nella storia dell'arte. Da dove ha origine la consueta iconografia che ormai tutti conosciamo? Come i pittori vestirono gli angeli nel corso dei secoli? Queste e altre sono le domande a cui Ambra dà una risposta nell'approfondimento della dodicesima puntata.


Contemplando una bellezza così pura ed idealizzata ci sentiamo spesso avvolti da un abbraccio protettivo, quello angelico e misterioso di creature mistiche che da sempre hanno accompagnato scene religiose di straordinaria intensità emotiva.
Forse ognuno di noi, in fondo al proprio cuore, spera di averne uno sempre al suo fianco in qualità di custode e protettore o forse spera solo di essere osservato da lassù, nel bel mezzo di tappeti soffici e vaporosi, fra un raggio di sole ed una pioggia a ciel sereno.
Sono gli angeli, con i loro corpi nudi ed il capo avvolto da soffici riccioli dorati, come è possibile osservare nella straordinaria opera di Niccolò Circignani “Madonna col Bambino in gloria tra Angeli e Santi” presente nella Collegiata di Umbertide.

L'opera, fortemente sviluppata su un asse di simmetria centrale, è impreziosita dalla tenera coppia di angeli che, nella parte inferiore della composizione, sorreggono il calice con l'ostia, simbolo dell'Eucarestia.
Ma ci siamo mai chiesti perchè gli angeli hanno le ali? Perché non abbiamo esitazioni ad immaginarci nel cielo queste bellissime creature? La storia dell'arte, a partire da tali temi di natura cristiana, ha accompagnato il cammino del pensiero dell'uomo, dando immagine a ciò che nessuno ha mai visto, ma della cui esistenza non si è mai dubitato. Lo ha fatto recuperando motivi iconografici del mondo classico oppure proponendo innovazioni rispetto alla tradizione ed elaborando modelli per rappresentazioni che, in alcuni casi, hanno riscontrato tale fortuna da giungere quasi intatti e ancora chiaramente comprensibili ai nostri giorni.

Le più antiche raffigurazioni di angeli risalgono ai primi secoli del cristianesimo e si distaccano decisamente dalle immagini pagane, dalle quali successivamente deriveranno alcuni caratteri.
All'origine dell'iconografia dell'angelo, non vi è immediata trasposizione del modello classico pagano, che solo in seguito, dopo l'Editto di Costantino per la libertà di culto, sarà usato come riferimento iconografico. Nella catacomba di Priscilla (II-III sec a. C.), vi è un angelo senza ali, come con molta probabilità dovevano essere le prime immagini dei messi divini, sia per distaccarsi decisamente dal repertorio iconografico pagano, sia per maggiore aderenza al testo biblico che narra di manifestazioni di angeli in tutto simili ad uomini. Il loro abito è l'abbigliamento del cristiano, ossia il pallio portato sulla tunica e per la chiara necessità di distinzione dal mondo pagano, non indossano il chitone delle vittorie alate, né sono nudi e nel tempo avranno un abito da dignitario di corte o con caratteri liturgici, con stole o con la dalmatica.
Giunge poi il momento in cui gli angeli mettono le ali, insite nel concetto di inviati di Dio, di esseri che volano e, a partire dal Rinascimento sono presentati come bimbi nudi: il rischio di confusione col paganesimo ormai risulta scongiurato.

Il primo motivo per il quale si giunge a raffigurare figure angeliche è quello di soddisfare la necessità di collegare il Dio Creatore alle sue creature. Gli angeli, come la maggior parte delle figure intermedie presenti nelle diverse religioni antiche e moderne rispondono a tale esigenza: riempire una distanza altrimenti incolmabile fra l'uomo e Dio. Gli angeli però, in quanto tali sono solo quegli esseri che compaiono nelle concezioni teologiche delle tre religioni: l'ebraica, che ne costituisce la prima evidenza, la cristiana, che ne sviluppa la riflessione e l'islamica che ha attinto dalle due precedenti religioni. Gli angeli infatti, non solo sono i protettori degli uomini e si assicurano che le loro preghiere giungano fino a Dio, ma ottemperano al funzionamento del mondo, fungono da suoi messaggeri ed intervengono in modo che la volontà del Creatore si trasmetta sul creato e sulle sue creature. La complessa personalità angelica si è formata lentamente nel corso dei secoli e nel Rinascimento la finalità più importante fu quella di recuperare lo stile, la bellezza, le proporzioni e i modelli decorativi e quelli figurativi dell'antichità greco-romana.
Gli artisti del Rinascimento si sono ispirati alla magnificenza di Atene e di Roma per dar vita ad un periodo che Giorgio Vasari chiamerà con orgoglio “Rinascita”.

Ambra Grieco








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