Il Vallo di Adriano minacciato dal cambiamento climatico. L'allarme del direttore degli scavi


Gran Bretagna, il Vallo di Adriano, che quest’anno compie 1900 anni, è minacciato dal cambiamento climatico, che rischia di compromettere la conservazione dei numerosi reperti archeologici preservati dal particolare terreno in quest’area dell’Inghilterra.

Il Vallo di Adriano, l’imponente fortificazione in pietra fatta costruire dall’imperatore Adriano nel II secolo al confine tra la Britannia romana e la Caledonia abitata dalle tribù dei pitti, è minacciato dal cambiamento climatico. A lanciare l’allarme, nell’anno numero 1900 dall’inizio della costruzione (il Vallo fu infatti edificato tra il 122 e il 128) è Andrew Birley, direttore degli scavi e amministratore delegato del Vindolanda Trust, l’ente che gestisce gli scavi archeologici della zona e che prende il nome dal forte di Vindolanda, situato a circa due chilometri dal Vallo.

Perché il Vallo di Adriano rischi di essere compromesso dal cambiamento climatico è presto detto: la fortificazione sorge su un terreno di torbiere e paludi, aree molto umide che hanno protetto i resti del Vallo per quasi due millenni. Con il cambiamento climatico, il terreno si scalda più rapidamente della temperatura dell’aria facendo sì che si asciughi e facendo entrare ossigeno nelle fessure che vengono a crearsi nel terreno per effetto di questo processo. “Quando l’ossigeno entra nel terreno”, ha spiegato Birley all’agenzia France Presse, “i reperti delicati, quelli fatti di pelle, tessuto, oggetti di legno, si rompono, si decompongono e si perdono per sempre”. Attorno al Vallo ci sono infatti strutture in pietra e legno ma ci sono anche resti della vita che si conduceva nella zona: vestiti, strumenti, armi, calzature, tavolette scritte a mano. Un utilissimo spaccato per capire come si vivesse nella Gran Bretagna del II secolo.

Al momento, soltanto un quarto circa del sito di Vindolanda è stato scavato e il forte non è che uno dei quattordici edifici simili che si trovano lungo il percorso del Vallo di Adriano, che peraltro è stato dichiarato nel 1987 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO ed è anche uno dei monumenti più visitati del Regno Unito. “Meno dell’uno per cento del Vallo di Adriano è stato esplorato archeologicamente”, ha aggiunto Birley, “e molto di questo paesaggio è protetto in questo ambiente di torba umida: un paesaggio che è però davvero minacciato”.

Le torbiere umide hanno contribuito a preservare i reperti che raccontano la vita in quest’area un tempo considerata remota, ai confini del mondo conosciuto. “Sono fantastici”, dice Birley, “perché hanno completamente cambiato la nostra percezione dell’Impero Romano e dell’esercito romano. Se questi reperti non fossero sopravvissuti, avremmo perso molte informazioni: questo è ciò che viene minacciato a causa del cambiamento climatico”.

Nel corso del 2022 sono previsti diversi eventi per celebrare i 1900 anni dall’inizio della costruzione del muro. Secondo Birley, l’annivesario sarà un’opportunità per riflettere su come garantire che il Vallo e i reperti degli scavi siano ancora a disposizione delle future generazioni tra altri 1900 anni. Adesso, insomma, non si tratta più di difendere la Britannia romana dalla Caledonia, ma di difendere il Vallo di Adriano dal cambiamento climlatico. “Possiamo scoprire cosa sta succedendo a questi siti? Possiamo intervenire dove possiamo per proteggere i siti? E possiamo salvare il materiale prima che scompaia per sempre?”: sono queste le domande che Birley rivolge a tutto il mondo.

Foto: un tratto del Vallo di Adriano tra Housesteads e il parco nazionale di Once Brewed. Foto di Michael Hanselmann

Il Vallo di Adriano minacciato dal cambiamento climatico. L'allarme del direttore degli scavi
Il Vallo di Adriano minacciato dal cambiamento climatico. L'allarme del direttore degli scavi


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