Assisi, la vela di San Francesco è in stato critico: le servono un restauro e l'aiuto di tutti


Assisi, la Fondazione per la Basilica di San Francesco lancia una campagna di crowdfunding per restaurare la vela di san Francesco in gloria, che versa in stato critico.

La Fondazione per la Basilica San Francesco di Assisi chiede l’aiuto di tutti per restaurare un importante affresco nella Basilica Inferiore di Assisi: si tratta della vela che raffigura San Francesco in gloria, opera di Giotto e altri pittori giotteschi del 1334 circa, che necessita di un intervento da finanziare con la somma di 27.250 euro. Per raccoglierla, la Fondazione ha lanciato una campagna di crowdfunding sul portale LoveItaly. La campagna, intitolata Insieme per san Francesco, durerà fino a metà marzo.

Gli affreschi della volta della Basilica inferiore, fa sapere la fondazione, versano in uno stato critico, e per questo si rende necessario e urgente un intervento di conservazione, in particolare alla vela con il santo in gloria, caratterizzata da uso corposo dell’oro, che testimonia il massimo della sontuosità raggiunta nella decorazione della Basilica, in evidente spirito revisionistico rispetto al pauperismo predicato dallo stesso san Francesco. I dipinti delle vele del presbiterio sono soggetti a fenomeni di degrado, causati da vari fattori, da quelli sismici (data la vulnerabilità propria del sito) a quelli microclimatici, dovuti alla corposa e costante presenza di visitatori. L’ultimo intervento di restauro risale ormai a cinquant’anni fa, e attualmente sono evidenti e diffusi sedimentazioni, distacchi e micro-sollevamenti della pellicola pittorica, nonché lesioni lungo tutta la superficie. Nei prossimi mesi è quindi previsto un intervento conservativo sull’intera volta a crociera sovrastante l’altare maggiore della Chiesa Inferiore della Basilica.

La vela con san Francesco in gloria
La vela con san Francesco in gloria

L’intervento prevede il ripristino della stabilità e dell’adesione della pellicola pittorica all’intonaco e dello stesso intonaco alla struttura sottostante. Le vecchie stuccature (che risalgono a interventi di restauro precedenti) saranno consolidate o rimosse e sostituite con nuove realizzate con malte adeguate e compatibili con i materiali preesistenti, mentre i sollevamenti della pellicola pittorica saranno fissati mediante infiltrazioni di emulsioni acriliche e, in seguito, verrà eseguita una pulitura a secco tramite spugne per la rimozione della polvere leggermente fissata, della polvere bianca salina e delle ragnatele.

Al momento è stato raccolto il 9% della somma totale. Ognuno può donare quanto desidera (basta recarsi sulla apposita pagina del sito di LoveItaly), e riceverà in cambio un premio: con una donazione di almeno 10 euro si ha diritto a un certificato di pergamena digitale, con 25 si avrà diritto anche al nome e riconoscimento sul sito della basilica di San Francesco d’Assisi e sulla pagina “Angeli” del sito LoveItaly, con 100 euro anche un riconoscimento nell’ebook dell’intervento conservativo, con 500 euro nome e riconoscimento sul video finale e un invito a partecipare ad attività ed eventi esclusivi LoveItaly, con 1000 il nome sulla pagina web della mostra a fine restauro sulla piattaforma Omeka e una visita esclusiva alla basilica e al Sacro convento guidata da un frate, con 2000 euro una visita esclusiva ai cicli giotteschi della basilica guidata dal capo restauratore di Assisi, una visita al cantiere dell’intervento guidata dal direttore dei lavori, e la celebrazione di una messa in basilica secondo le intenzioni del donatore, e infine con 5000 euro anche una visita esclusiva alla Biblioteca del Sacro Convento e al Museo del Tesoro guidata da un frate.

“Noi frati del Sacro Convento”, dichiara padre Marco Moroni, custode del Sacro Convento di San Francesco di Assisi, “abbiamo un privilegio grandissimo, quello di custodire la Basilica dove riposano le spoglie mortali di san Francesco d’Assisi. Molti artisti vennero chiamati qui a onorare San Francesco con la loro opera sapiente. Così questa Basilica e questo convento, impreziositi dal lavoro di architetti, costruttori, scultori, pittori, sono oggi un gioiello unico al mondo. Ora tocca a noi preservare opere d’arte di Maestri quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti, Simone Martini. Le custodiamo anche a nome tuo e dei milioni di visitatori che giungono qui ogni anno, perché le generazioni future possano ancora godere di tutta questa bellezza, testimonianza di arte e di fede. Lo possiamo fare grazie all’aiuto di tutti”.

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