In asta con una stima di 200 $, si scopre che è un disegno fondamentale che ne vale 1 milione


Un disegno andato in asta a ottobre 2020 con la ridicola stima di 200 $ è stato riconosciuto come un foglio fondamentale del ’600 olandese, che si riteneva perduto: acquistato da un mercante di New York, verrà messo in vendita al TEFAF. Il prezzo? 1,35 milioni di euro.

Era andato in asta a ottobre 2020 con una stima ridicola: tra i 200 e i 300 dollari. E con attribuzione ad artista ignoto, nonostante il foglio fosse siglato (“I.L.”) e datato 1652. Si è scoperto che era invece un disegno fondamentale di Jan Lievens (Leida, 1607 - Amsterdam, 1674), raffigurante l’ammiraglio olandese Maarten Harpertszoon Tromp (1597 - 1653), morto in battaglia durante la guerra anglo-olandese del 1653. Il disegno si è rivelato essere la base di diverse incisioni raffiguranti Tromp, oltre che di due dipinti, uno dei quali conservato al Rijksmuseum di Amsterdam. Per fortuna della casa d’aste, la piccola Marion Antique Auctions con sede nella cittadina di Marion, nel Massachusetts, gli esperti hanno compreso subito la qualità del foglio, attorno al quale si è scatenata una bagarre piuttosto combattuta, che si è chiusa con un’aggiudicazione a 440mila dollari.

A comprare l’opera è stato il mercante newyorkese Christopher Bishop, che adesso porta il disegno al TEFAF di Maastricht, una delle fiere d’arte antica più importanti del mondo, dove sarà in vendita al prezzo di 1,35 milioni di euro. È lo stesso Bishop che ha raccontato al New York Times come sono andate le cose: mentre stava come di consueto vagliando i cataloghi delle aste online alla ricerca di opere interessanti, si è soffermato sull’immagine del disegno in vendita da Marion Antique. A catturare la sua attenzione proprio il monogramma “I.L.”. “Perché non poteva essere Jan Lievens?”: questa la domanda che Bishop si è rivolto. Con alcune ricerche online ha trovato la stampa e ha subito pensato che l’opera in vendita nel Massachusetts potesse essere il foglio da cui derivava l’incisione: si è così recato a Marion dove ha potuto apprezzare l’opera dal vivo e si è fatto raccontare la storia recente di quel foglio da Frank McNamee, co-proprietario della piccola casa d’aste.

Il disegno di Jan Lievens
Il disegno di Jan Lievens

Il disegno era nelle disponibilità di una famiglia che lo aveva acquisito per via ereditaria (qualche membro deve averlo acquistato in Europa in un momento non meglio precisato del XX secolo) e che stava cercando di mettere all’asta un certo numero di porcellane dipinte a mano. McNamee era stato dunque a casa loro per valutare le opere, ed è stato invitato a vedere anche una stanza piena di stampe incorniciate. È rimasto incuriosito dal disegno: “pensavo che fosse un falso Rembrandt”, ha dichiarato al New York Times. Appena messo online, il foglio ha subito attirato attenzione: almeno una quindicina di potenziali acquirenti ha telefonato alla casa d’aste prima della vendita, e alla fine sono stati quasi venti gli offerenti, poiché molti avevano avuto l’intuizione di Bishop. Ovvero, tutti erano convinti che quel foglio potesse essere il Lievens che si riteneva perduto da tempo. La lotta per aggiudicarsi il pezzo ha sorpreso anche il banditore, Dave Glynn (appena l’asta ha raggiunto i duecentomila dollari, ovvero mille volte la stima iniziale, ha detto: “sembra che questo lo abbiamo sottovalutato!”). Dopo i trecentomila dollari sono rimasti solo due contendenti, ma alla fine l’ha spuntata Bishop per la cifra di 440.000 dollari (514.800 contando anche i diritti).

Il disegno è stato quindi portato a New York, dove è stato restaurato in quanto le condizioni di conservazione non erano buone. Il restauro ha permesso di scoprire la filigrana sulla carta, che ha consentito di capire che il foglio proveniva da un fornitore abituale di Lievens e di Rembrandt, attivo nella Amsterdam degli anni Cinquanta. Sono stati poi trovati i segni delle perforature nei punti in cui il disegno è stato attaccato alla lastra da cui è stata ricavata l’incisione, e poi ancora pieghe e anche macchie d’inchiostro. Il foglio è stato ovviamente esaminato anche da altri esperti, tra cui Gregory Rubinstein, responsabile dei disegni di Sotheby’s a Londra, che non ha espresso dubbi sull’autenticità dell’opera. E che si è lasciato andare anche a un commento professionale: sebbene abbia dichiarato di non incolpare una piccola casa d’aste per non aver compreso il valore di un’opera, ha anche detto che se un errore del genere fosse capitato a lui, avrebbe perso il suo lavoro, dal momento che è improbabile che gli esperti nutrino dubbi sul valore del foglio.

Per fortuna della casa d’aste, dunque, gli esperti se ne sono accorti prima di una vendita a prezzi stracciati. E adesso l’auspicio di Bishop è che venga acquistato da qualche museo olandese, dal momento che si tratta di un’opera molto importante anche per la storia del paese.


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