La banca Credem mostra per la prima volta una Natura morta di Cristoforo Munari appena acquisita


Da sabato 1° ottobre, l’istituto di credito Credem, nella sua sede principale di Reggio Emilia, esporrà per la prima volta al pubblico una natura morta di Cristoforo Munari, acquisita nel 2020. 

Credem, uno dei principali istituti bancari nazionali, annuncia l’acquisizione di un’opera di Cristoforo Munari (Reggio Emilia, 1667 – Pisa, 1720), che verrà presentata al pubblico per la prima volta sabato 1° ottobre quando, dalle 9 alle 18, la banca aprirà la propria sede di Palazzo Spalletti Trivelli in via Emilia San Pietro 4 a Reggio Emilia nell’ambito dell’iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) Invito a Palazzo, a cui l’istituto ha aderito per il ventunesimo anno consecutivo. L’iniziativa ha l’obiettivo di consentire al pubblico di visitare gratuitamente, in tutta Italia, i palazzi e le collezioni d’arte di proprietà delle banche.

L’opera sarà presentata in occasione dell’inaugurazione della mostra La gioia della materia bella, che in una delle sale al piano terra di Palazzo Spalletti Trivelli esporrà due nature morte di Munari. La nuova acquisizione, entrata a far parte della raccolta di Credem nel 2020, è un’opera raffigurante frutta, preziose porcellane cinesi e cristalli, eseguita dal pittore reggiano intorno al 1700, durante il suo soggiorno a Roma.

Cristoforo Munari riscosse un notevole successo in vita, trasferendosi a Roma alla fine del Seicento e nel 1707 a Firenze, dove il Gran Principe Ferdinando de’ Medici, raffinato collezionista e appassionato di natura morta, gli offrì la sua protezione. Munari fu particolarmente abile nel restituire con accuratezza e vivacità la superficie degli oggetti, dalle eleganti porcellane cinesi alle bucce della frutta, ora lisce ora rugose, ai raffinatissimi cristalli. La straordinaria sensibilità del pittore nei confronti della materia lo aveva reso già celebre in vita e continua a stupire ancora oggi chi si sofferma ad ammirare le sue creazioni. Le opere esposte in mostra sono rappresentative delle due specialità di Munari, la natura morta “aristocratica” e la “cucina rustica”. Mettendo in campo questi differenti registri, il maestro riusciva a soddisfare il gusto dei suoi committenti, che amavano contemplare sia raffinate composizioni di frutta, cristalli, strumenti musicali e preziose porcellane, sia rappresentazioni più strettamente legate alla realtà domestica e feriale dei prodotti della natura, animale e vegetale.

“Sono particolarmente felice che la sede della nostra banca possa finalmente tornare ad ospitare tutti i cittadini appassionati di arte e di cultura, che potranno ammirare una nuova opera entrata a far parte della collezione dell’istituto”, ha dichiarato Lucio Igino Zanon di Valgiurata, Presidente Credem. “Negli ultimi due anni, nonostante le gravi difficoltà sanitarie che hanno colpito tutti noi, abbiamo continuato a credere nel valore sociale di questa iniziativa organizzando visite virtuali che hanno suscitato molto interesse. Palazzo Spalletti Trivelli, tuttavia, è il cuore pulsante della banca e poter godere dal vivo dei tesori che custodisce è un’esperienza insostituibile che vogliamo continuare a offrire al pubblico”.

La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio 2023 dal lunedì al venerdì, dalle 8.20 alle 13.20 e dalle 14.45 alle 16.00. Sarà obbligatorio prenotare la visita on-line al link https://prenota-evento.credem.it/. Gli ospiti saranno divisi in gruppi di massimo 20 persone e sarà richiesto l’utilizzo della mascherina chirurgica. La visita alla mostra e alle collezioni d’arte dell’istituto saranno accompagnate dal commento di Flavio Boccazzi, Antonio Brighi, Alessandra Carrara, Margherita Casini, Odette D’Albo, Aurora Marzi, Elisabetta Del Monte, Costanza Montagna, Lucrezia Pezzarossa, Amalia Salsi, Alessandra Tellurio.

Le sale dell’antico palazzo nobiliare, appartenuto ai conti Guicciardi nel tardo Seicento e, a partire dal 1830, ai conti Spalletti Trivelli, sono decorate secondo il gusto neoclassico con numerose scene tratte dalla mitologia greca e romana. Di notevole impatto, oltre alla grandiosa sala delle feste, alta dieci metri, sono gli ambienti completamente decorati a trompe-l’oeil con fastosi tendaggi e sovrapporte allegoriche dedicate alla musica, all’astronomia, alla letteratura, all’agricoltura ed alla caccia. Il palazzo custodisce oggi due collezioni; la prima è una raccolta d’arte orientale, con reperti provenienti da Cina, India, Cambogia, Birmania, Mongolia e Giappone. Gli oggetti conservati nelle teche risalgono a un arco temporale che va dal 2000 a.C. al XIX secolo, come vasi in porcellana, bronzi dorati, smalti cloisonné e statue in terracotta. La seconda è una collezione di pittura antica del Cinquecento, del Seicento e del Settecento, nella quale si possono ammirare dipinti degli artisti più importanti attivi a Reggio e in Emilia, con capolavori, tra gli altri, di Francesco Francia, Lorenzo Costa, Denis Calvaert, Guido Reni, Guercino, Camillo Procaccini, Alessandro Tiarini, Giovanni Lanfranco, Luca da Reggio, Leonello Spada, Giuseppe Maria Crespi e Felice Boselli. Infine, nei sotterranei sono presenti le rovine dell’area del Foro romano dell’antica Regium Lepidi, databili dal II sec. a. C. al IV sec. d.C., che costituiscono l’unico sito archeologico attualmente accessibile a Reggio Emilia. Sono infatti visibili i resti di un grande edificio pubblico, la Basilica, e di un’altra imponente costruzione, corrispondente probabilmente al tempio cittadino.

Nell’immagine un dettaglio dell’opera di Munari appena acquisita.

La banca Credem mostra per la prima volta una Natura morta di Cristoforo Munari appena acquisita
La banca Credem mostra per la prima volta una Natura morta di Cristoforo Munari appena acquisita


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