Il Museo dell'Opificio Pietre Dure acquisisce un importante tavolo del Seicento


Importante acquisizione per il Museo dell’Opificio Pietre Dure: nelle collezioni dell’istituto fiorentino entra un piano di tavolo del Seicento, raffigurante una civetta e uccelli in un paesaggio.

Importante acquisizione per il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure: nelle raccolte dell’istituto entra un piano di tavolo raffigurante Civetta e uccelli in un paesaggio, dono della marchesa Donella Torrigiani Torelli. Secondo il museo si tratta di una “nuova straordinaria acquisizione”. L’opera apparteneva alla famiglia materna della marchesa, i Venturi Ginori Lisci. L’opera venne trasferita a Firenze, in Palazzo Torrigiani, alcuni decenni fa, proveniente da una residenza di campagna.

Per caratteri stilistici e tecnica di esecuzione, il piano di tavolo si ritiene possa essere riferibile al periodo di Ferdinando II de’ Medici: il suo lungo regno (1621-1670) segnò un’epoca di fervida attività per la Manifattura, della quale peraltro non sono rimasti a Firenze molti esempi, preferendo il Granduca destinare buona parte della sua produzione “ad altri gran potentati d’Europa”, come informa il contemporaneo Filippo Baldinucci. Alla bellezza intrinseca del tavolo è da unire quindi il valore aggiunto di restituire a Firenze e alle raccolte dell’Opificio un esempio di quel brillante periodo di creatività. Il piano di tavolo raffigura al centro una civetta legata a un bastone (utilizzata come richiamo per la caccia) circondata da uccelli in un paesaggio: il modello della composizione, è un dipinto del secondo decennio del Seicento dell’allora assai celebre pittore fiammingo Frans Snyders, specialista di scene di caccia e collaboratore ad Anversa di Rubens. La civetta, che qui trionfa sul colombaccio, è simbolo di sapienza, come lo era già nella letteratura greca (il soggetto si lega ad una favola di Esopo che invita a non disprezzare i consigli di chi ammonisce: gli uccelli restano impigliati nel vischio degli alberi, nonostante la civetta li abbia messi in guardia del pericolo).

Nel Seicento le nature morte furono oggetto di interesse collezionistico e l’introduzione nel paesaggio di alcuni dettagli non presenti nell’opera dell’artista fiammingo permette di ambientare la scena nella campagna toscana. Non si esclude che il soggetto prescelto per il tavolo possa in questo caso caricarsi di un significato simbolico, allusivo al committente o destinatario dell’opera (non è da dimenticare infatti che al tempo di Ferdinando II le botteghe granducali soddisfacevano anche le richieste di illustri acquirenti).

“La donazione rappresenta per l’Opificio delle Pietre Dure un grande privilegio e motivo di orgoglio”, commenta l’istituto, “perché testimonia lo stretto legame che da sempre lega l’Istituto a Firenze e al suo territorio. Il Museo dell’Opificio, infatti, rappresenta più di ogni altro la storia artistica del Granducato e la sua ricca collezione è il frutto di tre secoli di prestigiosa attività di lavorazione delle pietre dure, che rese l’antica Galleria dei Lavori famosa in campo internazionale e fu vanto della corte sin dal 1588”.

Il piano di tavolo potrà essere ammirato negli orari di apertura del Museo dell’Opificio delle Pietre Dure (dal lunedì al sabato, dalle ore 8:15 alle ore 14:00), a partire dalla prossima riapertura stabilita dai provvedimenti del Governo.

Nell’immagine: Piano di tavolo con civetta e uccelli in un paesaggio (metà del XVII secolo circa; Pietre dure e tenere; Firenze, Museo dell’Opificio delle Pietre Dure)

Il Museo dell'Opificio Pietre Dure acquisisce un importante tavolo del Seicento
Il Museo dell'Opificio Pietre Dure acquisisce un importante tavolo del Seicento


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