Orvieto celebra il Dantedì con questo singolare ritratto di Dante barbuto


A Orvieto, per il Dantedì il Comune richiama l’attenzione su di un curioso dipinto del Cinque-Seicento, un ritratto di un insolito Dante... barbuto. Un’opera di cui si sa molto poco.

Per l’edizione 2021 del Dantedì, il giorno in cui si ricorda il grande Dante Alighieri (Firenze, 1265 - Ravenna, 1321) il Comune di Orvieto richiama l’attenzione su un dipinto recentemente scoperto: si tratta di un singolare ritratto di Dante, del Cinque-Seicento, in cui il Sommo Poeta è raffigurato con la barba. Non è l’unica immagine in cui l’autore della Divina Commedia è barbuto (la più famosa è sicuramente quella di Andrea del Castagno), ma di sicuro non è un’iconografia così diffusa. L’opera, che da anni si trova nell’ufficio del sindaco di Orvieto, sarà protagonista di una mostra che si terrà a settembre alla Fondazione “Claudio Faina” di Orvieto, intitolata Il vero volto di Dante Alighieri – Sulle tracce del Sommo Poeta a Orvieto.

Non conosciamo l’autore del dipinto: il pittore tuttavia appare palesemente ispirato dai ritratti della serie gioviana del fiorentino Cristofano dell’Altissimo (i modi sono simili), oltre che dalla descrizione che Giovanni Boccaccio fa del volto di Dante Alighieri nel Trattatello in laude di Dantescritto tra il 1351 e il 1355, in cui si legge: “Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso”.

“Il quadro di Dante con la barba”, ha dichiarato Roberta Tardani, sindaco di Orvieto e assessore alla cultura, “rappresenta assolutamente un inedito. Il dipinto si trova nella stanza del sindaco di Orvieto da tempo immemorabile ma non ha mai destato curiosità particolare. Ci siamo accorti di questa originalità nel momento in cui abbiamo pensato di organizzare qualcosa per le celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. L’esposizione si terrà nelle sale del Museo Faina presumibilmente a partire dal 14 settembre, data della morte del poeta, e sarà gratuita per i residenti di Orvieto ma stiamo anche pensando ad accordi di reciprocità con gli altri Comuni del comprensorio per favorire l’acceso gratuito dei nostri cittadini ai loro musei e viceversa. L’iniziativa del quadro sarà certamente centrale ma non l’unica. Da domani e nel corso dell’anno ci saranno anche altre manifestazioni collaterali che coinvolgeranno il Centro Studi Città, la scuola comunale di musica e gli istituti scolastici superiori della città. Vogliamo lanciare un messaggio, quello di ripartire con la cultura, con i beni culturali, che consideriamo il bene più prezioso di cui la nostra realtà dispone”.

“Perché”, si domanda Daniele Di Loreto, presidente della Fondazione Faina, “se Dante è descritto da Boccaccio con una barba folta nessuno, tranne l’autore di questo dipinto, lo ha ritratto con la barba? Il primo mistero è che non sappiamo chi sia l’autore. Secondo, non sappiamo la data di realizzazione. A giudizio di alcuni storici dell’arte che abbiamo interpellato dovrebbe essere riconducibile verso la fine del Cinquecento, potrebbe essere un allievo di Cristofano dell’Altissimo, il pittore che ha realizzato, copiato almeno 280 ritratti della collezione di Paolo Giovio nota come ‘serie gioviana’, la maggior parte di essi esposti nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Terzo mistero, ci sono due lettere sul retro della cornice, ‘PC’, che presumibilmente dovrebbero essere del committente, il primo proprietario del quadro, ma non lo abbiamo identificato. Quarto, non sappiamo come sia arrivato ad essere inventariato tra i beni del Comune di Orvieto: certamente una donazione, con buona probabilità si tratta di Filippo Antonio Gualterio, un orvietano famoso vissuto nell’Ottocento, politico e storico, senatore del Regno d’Italia, Ministro dell’Interno della Real Casa. A giudizio di un altro storico dell’arte che abbiamo interpellato la barba potrebbe essere posticcia, dipinta successivamente al quadro originale e anche questo sarebbe un altro mistero. L’obiettivo di questa iniziativa è suscitare curiosità e interesse su questo singolare e originale dipinto su cui nelle prossime settimane continueremo le indagini e gli approfondimenti tecnici per dare risposta a tutti i nostri interrogativi”.

Il municipio di Orvieto non è l’unico luogo in città che conserva un ritratto di Dante: esiste infatti quello, celeberrimo, che Luca Signorelli affrescò nella Cappella Nova, o Cappella di San Brizio. E anche l’Opera del Duomo ricorderà il settecentenario dantesco. “Sono molto contento di questa opportunità che ci viene data in occasione della celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri”, ha detto Andrea Taddei, Presidente dell’Opera del Duomo di Orvieto, “una opportunità che ha dato luogo ad un lavoro coordinato tra varie istituzioni ed enti culturali che operano a vario titolo nella Città di Orvieto. L’Opera del Duomo di fatto ha già una mostra permanente di Dante all’interno della Cappella di San Brizio. Non abbiamo ancora stabilito le date precise ma anche noi contiamo di ripartire e presentare tra settembre/ottobre 2021, possibilmente in presenza, due o forse tre eventi programmati. L’intento è di ripartire con la promozione culturale e turistica collegando l’iconografia presente nella Cappella di San Brizio e le prime stampe della Divina Commedia. Proprio in Umbria, infatti, venne stampata nel 1472 la prima edizione della Divina Commedia per poi arrivare al 1481 alle edizioni fiorentine. I lavori del Signorelli in Duomo sono datati tra il 1499 e il 1503 quindi potremo offrire ai visitatori una lettura organica che possa dare visibilità alla parte iconografica delle straordinarie immagini della cappella Nova del duomo di Orvieto con gli scritti della Divina Commedia. Il quadro di Dante Alighieri con la barba che si trova nell’ufficio del Sindaco di Orvieto, costituisce sicuramente una unicità che apre una lettura diversa e nuova rispetto a quella che già abbiamo di Dante Alighieri”.

Nel frattempo, per il Dantedì si tengono alcune iniziative virtuali per festeggiare il poeta. Sulle tracce di Dante Alighieri a Orvieto è il titolo del video realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Orvieto in collaborazione con la Scuola Comunale “Adriano Casasole” e la Nuova Biblioteca pubblica “Luigi Fumi”. Dal Pozzo di San Patrizio e dalla Cappella di San Brizio in Duomo, Alessio Tempesta e l’attrice orvietana Giulia Schiavo leggeranno il VI Canto del Purgatorio mentre il conduttore televisivo e scrittore Guido Barlozzetti parlerà del rapporto tra l’arte e la Divina Commedia riassunto nei dipinti di Luca Signorelli. Il video, che sarà pubblicato sui canali social e You Tube, rappresenterà una sorta di teaser dell’evento Dante, il Poeta del Finimondo che organizzerà il Centro studi “Città di Orvieto” a settembre. Sempre on line domani si terrà l’iniziativa Dante, uomo in viaggio promossa dall’Unitre di Orvieto con gli interventi di Franco Raimondo Barbabella, Donato Catamo, Raffaele Davanzo, Roberta Menichetti, Fioralba Salani e la partecipazione degli studenti del liceo classico “F.A. Gualterio”. Sempre a settembre è in programma anche la produzione musicale-culturale a cura della Scuola comunale di musica che unirà due celebrazioni importanti quella dei 100 anni dalla morte di Mancinelli e quella dai 700 di Dante: il legame sarà l’opera lirica Paolo e Francesca scritta dallo stesso Mancinelli per i versi di Arturo Colautti e riferita al V Canto dell’inferno della Divina Commedia.

Orvieto celebra il Dantedì con questo singolare ritratto di Dante barbuto
Orvieto celebra il Dantedì con questo singolare ritratto di Dante barbuto


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