Parma, restaurate sei sculture del Teatro Farnese alla Pilotta


Presentati il 4 marzo 2026 al Complesso monumentale della Pilotta di Parma i risultati del restauro di sei sculture in stucco del Teatro Farnese, danneggiate nel 1944 e ora reinserite nel percorso museale con un nuovo allestimento e una ricostruzione digitale.

Sono stati presentati mercoledì oggi al Complesso monumentale della Pilotta di Parma gli esiti dell’intervento di restauro e valorizzazione che ha interessato sei sculture figurative in stucco, originariamente parte dell’apparato decorativo del Teatro Farnese, considerato uno dei capolavori del barocco europeo. L’iniziativa, avviata nella primavera 2025 all’interno della Sala del Trionfo, ha consentito il recupero conservativo delle opere e la loro rinnovata disponibilità nel percorso museale del Teatro, oggi arricchito da strumenti multimediali e da un articolato progetto di ricostruzione digitale. L’intervento è stato interamente sostenuto dalla Fondazione Isabel e Balz Baechi, organizzazione non profit svizzera impegnata nella tutela e nella promozione del patrimonio culturale europeo e internazionale. Un sostegno che il direttore del Complesso monumentale della Pilotta, Stefano L’Occaso, ha definito determinante per la realizzazione di un progetto di profondo impatto per il Museo.

Secondo L’Occaso, “il restauro delle sculture del Teatro Farnese, oltre all’importante recupero materiale, si configura come un atto di responsabilità verso la nostra storia: le opere, sopravvissute alle ferite del 1944, tornano oggi a dialogare con lo spazio per cui furono concepite, restituendo al pubblico un tassello fondamentale dell’apparato decorativo seicentesco. Siamo particolarmente soddisfatti per la qualità scientifica dell’operazione e per l’approccio integrato che ha unito conservazione, ricerca e innovazione digitale, permettendo di valorizzare pienamente lavori di straordinaria rilevanza culturale e artistica. I capolavori di Luca Retti, le statue che un tempo ornavano il Teatro, tornano a esserne parte integrante e a ridare vita a questo luogo immenso”.

Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta

Anche Paola Potenza, responsabile dei progetti di restauro della Fondazione Isabel e Balz Baechi, ha evidenziato il carattere multidisciplinare dell’intervento. “Questo intervento”, ha commentato, “è il risultato di una collaborazione virtuosa tra competenze diverse, che hanno lavorato insieme integrando conservazione, studio storico, indagini scientifiche e strumenti digitali avanzati, afferma Paola Potenza, responsabile dei progetti di restauro della Fondazione Isabel e Balz Baechi. Il dialogo tra professionalità differenti dimostra quanto la multidisciplinarietà sia oggi fondamentale nella tutela del patrimonio. Il restauro si configura così non solo come atto di conservazione, ma come un percorso di conoscenza che ne approfondisce il significato e ne rafforza il valore”.

Le sei sculture oggetto dell’intervento raffigurano tre alfieri, due angeli, identificati come un Puttino e un Genietto, e una figura femminile di soggetto allegorico. Furono realizzate nel 1617 dal plasticatore ticinese Luca Retti insieme alla sua bottega in un arco di tempo estremamente ridotto, appena cinque mesi, e facevano parte di un più ampio gruppo scultoreo che intendeva contrapporre allegoricamente la Guerra e la Pace. La loro funzione era dunque strettamente connessa al programma simbolico del Teatro, contribuendo a definire l’identità ideologica e rappresentativa dello spazio.

Gravemente danneggiate durante il bombardamento del 1944, le sculture erano giunte fino ai giorni nostri in condizioni frammentarie. Le lacune, le fratture e le compromissioni strutturali rendevano necessario un intervento approfondito sia sotto il profilo statico sia sotto quello formale. Il restauro, condotto da Elena Zichichi ed Elena Russo sotto la direzione lavori di Gisella Pollastro, ha previsto la messa in sicurezza delle opere, la pulitura delle superfici, il consolidamento strutturale e la reintegrazione selettiva delle lacune, nel pieno rispetto della complessa natura polimaterica delle sculture in stucco.

Un ruolo decisivo è stato svolto dalle indagini diagnostiche. Le radiografie a raggi X, realizzate in collaborazione con l’Università di Parma, hanno permesso di analizzare la struttura interna delle opere, individuando criticità non visibili a occhio nudo e orientando con precisione le scelte conservative. A queste analisi si sono affiancati lo studio d’archivio e l’esame dei dati materici e tecnici osservati sulle figure, consentendo di restituire equilibrio e coerenza alle composizioni. Per le sculture verticali, già oggetto di un precedente restauro nel 1978, sono stati inoltre progettati e realizzati supporti dedicati, concepiti nel rispetto della materia originale e funzionali a garantirne stabilità e corretta collocazione nel nuovo allestimento.

Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta
Restauro delle statue del Teatro Farnese. Foto: Complesso Monumentale della Pilotta

Il reinserimento delle opere nel percorso museale del Teatro Farnese è avvenuto attraverso un allestimento rinnovato che ne valorizza la lettura complessiva e il rapporto con lo spazio architettonico. I due alfieri verticali sono stati collocati nel proscenio, ristabilendo il dialogo con l’architettura per cui erano stati concepiti e recuperando la dimensione scenografica originaria. I putti sono invece presentati nel sottoscala, in un contesto espositivo accompagnato da un video che documenta le fasi dell’intervento, offrendo al pubblico uno sguardo approfondito sul lavoro di restauro e sulle scelte metodologiche adottate.

Accanto alla dimensione materiale del recupero, il progetto ha sviluppato anche un’importante componente digitale. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Parma, rappresentato dal professore associato Andrea Zerbi e dalla ricercatrice Sandra Mikolajewska, è stato realizzato il rilievo tridimensionale del Teatro Farnese. Questo lavoro ha consentito di procedere alla ricollocazione virtuale delle sculture nel loro contesto originario, offrendo una visione più completa e filologicamente accurata dell’apparato decorativo perduto. La ricostruzione digitale permette oggi di comprendere con maggiore chiarezza il ruolo che le sei sculture svolgevano nell’economia complessiva del Teatro, restituendo al pubblico e agli studiosi una percezione più vicina a quella seicentesca. L’integrazione tra conservazione fisica e innovazione tecnologica rappresenta uno degli aspetti più qualificanti dell’intervento, in linea con le più avanzate pratiche di valorizzazione museale.




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