Milano, terminato il murale di Rosk che riflette sull'esigenza di eliminare le distanze


A Milano è terminato il murale “Close the Gap, Open your Future”, opera realizzata da Rosk col sostegno di Fastweb: con questo lavoro l’artista intende lanciare un messaggio sull’urgenza di eliminare le distanze che creano disuguaglianza.

Si chiama Close the Gap, Open your Future il murale che Giulio Gebbia, in arte Rosk, street-artist tra i più prolifici della sua generazione, ha creato a Milano con il sostegno di Fastweb per lancia un messaggio sull’urgenza di eliminare tutte le distanze che creano disuguaglianze, al fine di costruire una società sempre più inclusiva e più equa per tutti. Un obiettivo che richiede un impegno costante perché colmare i “gap” significa vivere in una società dove chiunque, nessuno escluso, può accedere alle stesse possibilità e costruire il proprio futuro con fiducia.

Il murale, che riqualifica la facciata ovest dell’edificio di via De Castillia 20, intende tradurre la visione proposta da Fastweb sulla necessità di costruire un futuro migliore per tutti: protagonista dell’opera sono un bambino e di una bambina che spingono i muri, solo apparentemente inamovibili, per ridurre la distanza che li divide. Il murale gioca con lo spazio fisico della facciata dell’edificio e il contesto in cui è stato realizzato, ovvero la Biblioteca degli Alberi, un luogo animato ogni giorno proprio dalle voci e dai giochi dei bambini, simbolo di futuro.

L’opera è stata inoltre realizzata con materiali attenti all’ambiente: sono stati infatti utilizzati circa 200 mq di Airlite, una tecnologia che si applica come una pittura che consente la purificazione dell’aria pensata con l’obiettivo di prendersi cura delle persone, all’interno ed all’esterno delle loro abitazioni, essendo 100% minerale e VOC (composti organici volatili) free. Airlite è coperta da 5 brevetti internazionali e ha ricevuto oltre 25 riconoscimenti e certificazioni internazionali. Secondo una valutazione Airlite, utilizzare 100 m2 di Airlite equivale, in termini di riduzione degli inquinanti (NOx – ossidi di azoto e le loro miscele), a piantare 100 m2 di superficie boschiva. Il murale Close the Gap, Open your Future, che si estende su 200mq eliminerà quindi, trasformandoli in sali inerti, circa 30,80 g di NOx al giorno e assorbirà, nel primo mese di vita, circa 9.512 g di CO2. Questo equivale a dire che 200 m2 di murales dipinto con Airlite depurano come 200 m2 di foresta, oppure che 200m2 dipinti con Airlite eliminano lo smog di circa 42,8 auto benzina euro 6 al giorno.

L’edificio di via De Castillia 20 è stato scelto in quanto si trova in un luogo di collegamento tra il quartiere Isola e il nuovo cuore moderno e sostenibile di Milano Porta Nuova. Un’area simbolo del cambiamento, interessata dalla più importante metamorfosi urbanistica del capoluogo lombardo degli ultimi vent’anni, grazie al sorgere di nuove icone dell’architettura come Piazza Gae Aulenti e il Bosco Verticale. Via De Castilla, parte di questa evoluzione, ed oggi cerniera tra i due quartieri con affaccio sulla Biblioteca degli alberi, a sua volta simbolo di un futuro inclusivo e sostenibile con i suoi 95 mila metri quadrati corredati da oltre 500 alberi, migliaia di piante di oltre 100 specie e aree dedicate agli amanti dello sport e giochi per i bambini che ne fanno il terzo parco per dimensioni di Milano.

“Milano”, afferma Pierfrancesco Maran, assessore alla Casa e Piano Quartieri del Comune di Milano, “è in profonda trasformazione da tempo. Una trasformazione che coniuga cambiamenti strutturali e cambiamenti culturali. Questa è una delle zone che si è trasformata più radicalmente eppure la forza di un messaggio artistico così potente sa nuovamente sorprenderci attirando l’attenzione su quella che è la vera sfida della città di oggi: avvicinare mondi diversi, ridurre le diseguaglianze continuando a creare opportunità”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di poter regalare alla città e a tutti i milanesi l’idea di una società diversa attraverso quest’opera che ha il linguaggio che amiamo, quello che arriva e si fa comprendere da tutti, e che ben ha saputo interpretare la visione di Fastweb del futuro”, dichiara Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb. “Un futuro che ogni giorno ci impegniamo a costruire portando avanti una trasformazione digitale che va oltre la tecnologia per colmare i divari di possibilità, di competenze professionali e di genere, per un mondo più inclusivo e sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale”.

Giulio Gebbia, in arte Rosk, classe 1988, è uno street-artist tra i più prolifici della sua generazione, e il suo stile, un mix tra l’iper realistico e l’onirico, ha reso inconfondibili le sue opere, disseminate nei muri di città di tutto il mondo, come Città del Messico, Rio de Janeiro, Parigi, New York, Bristol, e altre. Lavora per diversi anni nel duo “Roskeloste”, con cui approda nel mondo del Graffiti Advertising, firmando lavori per noti brand internazionali come Gucci, Ceres, Axa assicurazioni, Averna, SEAT X Vanity Fair al Salone del Mobile e realizzando opere di importanza artistica diventate già iconiche come Falcone e Borsellino alla cala di Palermo. Ha realizzato con l’agenzia Iconico, di cui è CEO e Art director, progetti artistici per il Birrificio “Semedorato”, Cantina “La vite” e Salov spa. Per loro ha decorato le cisterne destinate all’utilizzo per i processi di lavorazione rispettivamente della birra, del vino e dell’olio con l’obiettivo di trasformare il proprio sito produttivo in vere e proprie “tele a cielo aperto” in grado di integrarsi in perfetta armonia con il paesaggio circostante, contribuendo così a portare bellezza sia all’interno che all’esterno del sito produttivo. Ha firmato anche opere che celebrano l’impresa sportiva, come quelle delle squadre dell’Atalanta e Spal, oltre al recente lavoro che vede raffigurato l’ex capitano della Fiorentina Davide Astori, opere realizzate in zone periferiche delle città di Bergamo, Ferrara e Firenze, nell’ottica di riqualificazione del territorio urbano attraverso l’unione di arte e calcio.

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