“So io dov'è l'opera che manca”: visitatore del Metropolitan fa ritrovare al museo un capolavoro


Il Metropolitan Museum di New York ritrova un capolavoro di Jacob Lawrence, uno dei grandi della pittura americana del XX secolo, grazie a un visitatore che li ha indirizzati.

Un dipinto di Jacob Lawrence (Atlantic City, 1917 - Seattle, 2000) che si riteneva perduto da decenni è stato riscoperto e va ora in mostra fino al 1° novembre: ad annunciare il ritrovamento del quadro di Lawrence, uno dei più grandi artisti americani del XX secolo, è il Metropolitan Museum di New York, che adesso espone il dipinto. L’opera fa parte della serie Struggle: From the History of the American People, ciclo di dipinti eseguito tra il 1954 e il 1956 e composto da trenta lavori. Il Metropolitan aveva avviato, in collaborazione con il Peabody Essex Museum di Birmingham in Alabama, la mostra Jacob Lawrence. The American Struggle, in programma proprio fino al 1° novembre, e che aveva riunito le opere del ciclo di cui si conosce l’ubicazione.

Quella ritrovata s’intitola There are combustibles in every State, which a spark might set fire to. — Washington, 26 December 1786 (“Ci sono combustibili in ogni stato, che una scintilla potrebbe incendiare. - Washington, 26 dicembre 1786”), che raffigura la rivolta di Shays, un episodio della storia americana, ovvero l’insurrezione dei contadini del Massachussets scoppiata il 29 agosto del 1786 e guidata dal soldato Daniel Shays. Le proteste nacquero in risposta alle pesanti tasse statali e furono tra gli eventi che portarono alla formazione dell’assemblea costituente degli Stati Uniti.

La tavola, la numero 16 della serie, non veniva mostrata in pubblico dagli anni Sessanta, da quando cioè l’attuale proprietario la acquistò in un’asta di beneficenza. Della sua esistenza si sapeva solo perché era registrata in un depliant che accompagnava la sua prima esposizione pubblica, avvenuta alla Alan Gallery di New York nel 1956. La riscoperta è avvenuta per caso: un visitatore del Metropolitan Museum, che sapeva che un suo vicino di casa era in possesso di un’opera di Lawrence, percorrendo le sale della mostra ha sospettato che il dipinto del vicino fosse proprio quello di cui si erano perse le tracce da anni, e di conseguenza ha convinto il proprietario a mettersi in contatto col museo. Il finale è stato lieto. E adesso all’appello mancano altre quattro tavole, di cui non si conosce la destinazione.

Dopo la prima esposizione al Metropolitan che, come ricordato, si terrà fino al 1° novembre, il quadro andrà in tour nelle prossime tappe dell’esposizione e verrà mostrato al Peabody Essex Museum, quindi a Seattle e a Washington. “È raro fare una scoperta di questa importanza nell’arte moderna”, ha dichiarato Max Hollein, direttore del Metropolitan, “ed è sconvolgente sapere che tutto avviene grazie a un visitatore. Siamo inoltre molto emozionati per i nostri colleghi del Peabody Essex Museum, organizzatori della mostra che ha ispirato questo ritrovamento storico. E, cosa più importante, non vediamo l’ora di accogliere i nostri visitatori affinché ammirino questa aggiunta, le prossime due settimane al Met e poi nelle prossime tappe della mostra”.

“Speravamo che le tavole mancanti in qualche modo riemergessero durante la mostra a New York, la città dove Lawrence ha trascorso la maggior parte della sua vita e dove la serie è stata vista per l’ultima volta in pubblico”, affermano Randall Griffey e Sylvia Yount, curatori del Metropolitan che hanno co-curato la mostra assieme a Elizabeth Hutton Turner (University of Virginia), Austen Barron Bailly (Crystal Bridges Museum of American Art) e Lydia Gordon (Peabody Essex Museum). “Il modo dinamico con cui Lawrence affronta la rivolta di Shays rafforza il tema complessivo della serie: l’idea che il cambiamento democratico sia possibile solo attraverso le azioni dei cittadini impegnati, un argomento attuale oggi come lo era quando l’artista dipinse questi lavori fondamentali alla metà degli anni Cinquanta”.

“Fin da quando abbiamo riunito la serie Struggle”, ricorda Brian Kennedy, direttore del Peabody Essex Museum, “l’assenza della tavola 16 pesava molto. Nella nostra galleria era rappresentata da una cornice vuota, ed era un mistero che tutti volevamo risolvere. Ora siamo davvero emozionati per questa scoperta, arrivata grazie all’attenzione e all’acuta osservazione di un visitatore, e apprezziamo la generosità del proprietario che ha permesso all’opera di raggiungere la mostra e di rilanciare il tour nazionale della rassegna”.

Nell’immagine, il dipinto ritrovato.

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