Il Musée d'Orsay acquisisce cinque opere dell'impressionista Caillebotte, donate dalla nipote del suo maggiordomo


Il Musée d’Orsay si arricchisce con cinque opere di Gustave Caillebotte, donate dalla nipote del suo maggiordomo.

Un gran colpo per il Musée d’Orsay di Parigi, il grande “tempio” degli impressionisti, che tramite una donazione acquisice cinque nuove opere del grande pittore Gustave Caillebotte (Parigi, 1848 - Gennevilliers, 1894), uno dei maggiori pittori impressionisti (a questo link un approfondimento sulla sua arte). Sono pezzi lasciati in eredità da una donna residente a Levallois-Perret, nel dipartimento di Hauts-de-Seine (vicino Parigi), praticamente sconosciuta al mondo dell’arte, ma in possesso di tre dipinti e di due pastelli di Caillebotte. Il lascito va quasi a raddoppiare la dotazione di opere di Caillebotte presenti a Orsay (erano in tutto sette quelle conservate al museo parigino).

La signora Marie-Jeanne Daurelle (questo il nome della donatrice), nata nel 1935, è scomparsa alla fine del 2018, e non era affatto una collezionista: le opere di Caillebotte erano, secondo quanto riportato dalla stampa francese, le uniche opere d’arte che aveva in casa, e sono giunte in suo possesso praticamente per caso: due sono ritratti di un suo bisnonno, Jean Daurelle, che fu a lungo maggiordomo di Caillebotte. I due pastelli rappresentano invece Camille, figlio di Jean e nonno della signora Daurelle. Si tratta di opere che sono sempre rimaste in possesso della famiglia Daurelle. Marie-Jeanne era l’ultima erede: viveva assieme a suo fratello Jean-Louis ed entrambi sono scomparsi senza figli. La volontà di donare le opere al Musée d’Orsay era chiaramente espressa nel testamento della signora.

Così, nel gennaio di quest’anno lo staff del museo si è recato nell’appartamento per inventariare le opere. “È stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera”, ha dichiarato, al quotidiano Le Parisien, la storica dell’arte Sylvie Patry, responsabile della pittura impressionista al Musée d’Orsay. “Tutto era chiuso, le serrande erano abbassate, ma si percepiva ancora la presenza di tutta la vita della signora Daurelle. Dopo aver aperto le finestre, la luce è entrata e ho scoperto tre quadri nel salone e due pastelli in camera, con a fianco la televisione, sopra al radiatore. Il contrasto tra queste opere e il quotidiano molto semplice di una vita, tra i dipinti e un arredo ordinario, è stato molto commovente”.

“Nel nostro museo consacrato al XIX secolo”, ha invece dichiarato la direttrice del Musée d’Orsay, Laurence des Cars, “ci sono ancora dei legami diretti con gli artisti. Tutto ciò esprime lontananza, ma anche vicinanza. C’è ancora un filo che lega. Ed è così toccante”. I contatti tra il museo e la signora Daurelle erano comunque nati tempo fa: già negli anni Novanta la donatrice ebbe contatti con lo staff del Musée d’Orsay, soprattutto a seguito della grande retrospettiva che il Grand Palais di Parigi dedicò a Caillebotte nel 1994. Ed emerse che il pittore aveva donato le opere al maggiordomo. La signora Daurelle, inoltre, non volle mai vendere le opere, nonostante il loro grande pregio e il loro altissimo valore economico (anche perché Caillebotte non fu un artista molto prolifico). Certo, erano comunque opere note, perché la signora Daurelle le prestò in occasioni di mostre: per esempio una mostra a Londra nel 1996 e un’altra a Losanna nel 2005, occasioni durante le quali i mercanti si fecero avanti per proporre una compravendita, ma la signora non ha mai ceduto. E soprattutto non si è mai messa in mostra: con grande modestia non ha mai voluto far parte del mondo dell’arte. Una modestia unita a un grande senso civico, quello che ha permesso al Musée d’Orsay di arricchire in maniera straordinaria la sua collezione di opere di Caillebotte.

Oltre ai quattro ritratti, arriva al museo anche un Arbre en fleur (“Albero in fiore”). I due pastelli, entrambi del 1877, furono esposti alla mostra impressionista del 1880 e, come detto, rappresentano entrambi il giovane Camille Daurelle. In uno dei due, il bambino è raffigurato nel parco di Yerres, la tenuta di Caillebotte (che veniva da una famiglia di ricchi possidenti e non ebbe mai la necessità di dipingere per vivere, perché di mestiere lavorava nell’azienda di famiglia). I ritratti di Jean Daurelle sono invece di circa dieci anni posteriori (uno è del 1885 circa, l’altro del 1887). L’Arbre en fleur, infine, opera del 1882, è una delle prime realizzate a Yerres. Di seguito, le immagini delle cinque opere, tutte presentate per la prima volta al pubblico nella giornata di ieri, lunedì 2 settembre 2019.

Gustave Caillebotte, Ritratto di Camille Daurelle nel parco di Yerres (1877; pastello, 73 x 60 cm; Parigi, Musée d'Orsay)
Gustave Caillebotte, Ritratto di Camille Daurelle nel parco di Yerres (1877; pastello, 73 x 60 cm; Parigi, Musée d’Orsay)



Gustave Caillebotte, Ritratto di Camille Daurelle (1877; pastello, 40 x 32 cm; Parigi, Musée d'Orsay)
Gustave Caillebotte, Ritratto di Camille Daurelle (1877; pastello, 40 x 32 cm; Parigi, Musée d’Orsay)



Gustave Caillebotte, Ritratto di Jean Daurelle (1885 circa; olio su tela, 65,4 x 54,4 cm; Parigi, Musée d'Orsay)
Gustave Caillebotte, Ritratto di Jean Daurelle (1885 circa; olio su tela, 65,4 x 54,4 cm; Parigi, Musée d’Orsay)



Gustave Caillebotte, Ritratto di Jean Daurelle (1887; olio su tela, 75,7 x 46,7 cm; Parigi, Musée d'Orsay)
Gustave Caillebotte, Ritratto di Jean Daurelle (1887; olio su tela, 75,7 x 46,7 cm; Parigi, Musée d’Orsay)



Gustave Caillebotte, Albero in fiore (1882; olio su tela, 80 x 65 cm; Parigi, Musée d'Orsay)
Gustave Caillebotte, Albero in fiore (1882; olio su tela, 80 x 65 cm; Parigi, Musée d’Orsay)

Il Musée d'Orsay acquisisce cinque opere dell'impressionista Caillebotte, donate dalla nipote del suo maggiordomo
Il Musée d'Orsay acquisisce cinque opere dell'impressionista Caillebotte, donate dalla nipote del suo maggiordomo


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