Una nuova opera per il Poldi Pezzoli di Milano: il museo acquisisce la Vergine già attribuita ad Antonello da Messina


Il Museo Poldi Pezzoli di Milano acquisisce una nuova opera: la Vergine leggente già attribuita ad Antonello da Messina.

Il Museo Poldi Pezzoli di Milano si arricchisce con una nuova donazione. Si tratta della Vergine leggente, già attribuita ad Antonello da Messina (Messina, 1430 – 1479). L’assegnazione alla mano del pittore siciliano fu formulata per la prima volta da Roberto Longhi, che avanzò il nome dell’artista in una lettera inviata al proprietario del dipinto in data 27 marzo 1944. Nella lettera, Longhi avvicinava la Vergine leggente ad altre opere giovanili di Antonello, come il San Gerolamo penitente del Museo Civico di Reggio Calabria e la Crocifissione del Muzeu Brukenthal di Sibiu in Romania: stando al grande storico dell’arte piemontese, la Vergine leggente sarebbe una delle prime opere eseguite da Antonello durante il suo periodo di formazione fra Palermo e Napoli.

La critica successiva però non fu dello stesso avviso di Longhi. Altri studiosi, infatti, pensavano che l’opera fosse copia di un originale di Antonello, e altri ancora la hanno assegnata a un anonimo pittore valenzano. La mano destra della Madonna presenta un’alta qualità esecutiva, ma anche un evidente e significativo ritocco: e dal momento che di solito, in presenza di ritocchi così importanti, si esclude che l’opera sia una copia, l’ipotesi è quella che la Vergine possa essere una versione originale. Allo stesso modo è possibile escludere con ragionevolezza che l’artista sia spagnolo: la tavola è infatti in legno di pioppo, supporto utilizzato soprattutto in Italia (all’epoca nelle Fiandre, regione a cui rimanda il modello iconografico della Vergine leggente, e nella Catalogna, si utilizzavano altri supporti lignei). Per le difficoltà attributive risulta anche complesso avanzare una datazione dell’opera, che per similarità con altre opere di Antonello coeve potrebbe tuttavia risalire agli anni Sessanta del Quattrocento.

Nel dipinto, la Vergine è raffigurata di tre quarti a mezzo busto, indossa un velo bianco e una veste blu fermata da un spilla decorata con perle e un grande rubino, ha distolto lo sguardo dal libro che sta leggendo e che dà nome all’opera, ed è girata verso lo spettatore: tuttavia la Madonna sembra quasi guardare nel vuoto, come mossa da un’improvvisa preoccupazione. La composizione è chiusa in alto da due angeli che le reggono, sopra la testa, una corona d’oro con perle e pietre preziose, da cui fioriscono gigli bianchi, simbolo mariano di castità e purezza, e rose rosse, simbolo della Passione di Gesù (e anche la corona, che guarda all’arte di van Eyck, richiama modelli fiamminghi).

L’opera è stata donata al museo da Luciana Forti in memoria del padre Mino, e verrà collocata nel Salone dorato (figurerà vicino al celeberrimo Ritratto di dama del Pollaiolo). “È per noi motivo di orgoglio”, dichiara Annalisa Zanni, direttrice del Poldi Pezzoli, “accogliere quest’opera: questa importante donazione testimonia l’affetto che i collezionisti nutrono nei confronti del Poldi Pezzoli. Lo considerano la ‘casa’ adatta a custodire le loro opere collezionate nel tempo e sanno quanto studio e dedizione ci sono dietro l’accettazione e valorizzazione di una donazione”. Il Museo Poldi Pezzoli, solo negli ultimi due anni, ha ricevuto ben 300 opere in donazione, tra dipinti, orologi, arredi e porcellane: un risultato reso possibile anche grazie all’acquisizione, nel 2017, di nuovi spazi (l’ala Franzini) che permettono l’esposizione, a rotazione, delle numerose opere donate. “I nuovi spazi”, conclude Annalisa Zanni, “hanno invogliato ancora di più i collezionisti a donare, consci del fatto che le loro opere avrebbero trovato spazio nel Museo, come è giusto che sia, e non nei depositi, e sarebbero state oggetto anche di mostre dossier di approfondimento”.

In occasione della donazione, l’opera è stata sottoposta a un leggero intervento conservativo da parte dei laboratori di restauro di Open Care – Servizi per l’arte, che già avevano eseguito un importante restauro in occasione del prestito dell’opera per la mostra su Antonello da Messina che si tenne 2006 alle Scuderie del Quirinale. In quella occasione furono realizzate importanti indagini diagnostiche, utili ai fini degli studi per l’attribuzione del dipinto. Saranno inoltre organizzate visite guidate di approfondimento dedicate all’opera, a cura di Ambarabart: la prossima si chiamerà Capolavoro dopo il lavoro e si terrà giovedì 7 marzo dalle 18:30 alle 19. Per informazioni è possibile consultare il sito del Museo Poldi Pezzoli.

Nell’immagine, la Vergine leggente donata al Poldi Pezzoli.

Una nuova opera per il Poldi Pezzoli di Milano: il museo acquisisce la Vergine già attribuita ad Antonello da Messina
Una nuova opera per il Poldi Pezzoli di Milano: il museo acquisisce la Vergine già attribuita ad Antonello da Messina


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