Addio a Christo, il grande artista che ci ha fatto camminare sulle acque, famoso per gli impacchettamenti


È scomparso a New York, all’età di 85 anni, Christo, uno dei più grandi artisti del Novecento.

È scomparso a New York, all’età di 84 anni, il grande artista Christo: a darne l’annuncio il suo staff, che ha dato comunicazione della scomparsa attraverso il sito ufficiale dell’artista e i canali social. La morte è avvenuta per cause naturali. Christo Vladimirov Javacheff era nato a Gabrovo, in Bulgaria, nel 1935, è stato uno dei più grandi nomi del nouveau realisme e insieme alla moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon (che era nata a Casablanca, in Marocco, nel suo stesso giorno: il 13 giugno del 1935), incontrata a Parigi nel 1958, ha dato vita a una delle coppie d’arte più celebri di tutti i tempi.

Christo aveva cominciato la sua carriera negli anni Cinquanta: dopo una laurea in filosofia all’Università di Tunisi era tornato nel paese natale, dove aveva studiato all’Accademia Nazionale d’Arte di Sofia per poi trasferirsi nel 1956 a Praga, quindi l’anno dopo a Vienna, dove trascorse sei mesi presso la locale Accademia di Belle Arti: nello stesso anno si era spostato a Ginevra prima di approdare a Parigi, nel 1958, dove come detto aveva incontrato Jeanne-Claude, che già nel 1960 gli diede il primo figlio, Cyril. Al 1961 risale il primo Progetto per edificio pubblico impacchettato, e l’anno dopo i due realizzano la prima opera assieme: Rideau de Fer, un muro di barili di petrolio alto quattro metri, eretto lungo la Senna a Parigi. 

Nel 1964, col trasferimento a New York, cominciano a progettare i loro interventi di arte ambientale (i due, infatti, si consideravano artisti ambientali): è del 1966 l’Air Package, un grosso pallone installato al Van Abbemuseum di Eindhoven, e risale allo stesso anno l’enorme 42.390 cubic feet package, un altro colossale pallone d’aria (18 metri di lunghezza per quasi 10 d’altezza) esposto in uno spazio aperto a Minneapolis (Minnesota). Nel 1968 Christo e Jeanne-Claude si recarono per la prima volta in Italia, a Spoleto: qui, in occasione del Festival dei Due Mondi impacchettarono il Fortilizio dei Mulini e la fontana di piazza del Mercato, per il progetto Wrapped fountain and wrapped medieval tower. Sempre nello stesso anno impacchettarono la Kunsthalle di Berna e portarono uno dei loro palloni d’aria alla Documenta IV di Kassel. 

Il 1968 è stato dunque l’anno della consacrazione, e di lì in avanti si susseguirono gli impacchettamenti: famosi quelli a Milano nel 1970 (che interessarono il monumento a Vittorio Emanuele II di piazza del Duomo e il monumento a Leonardo da Vinci di piazza della Scala), quello del Pont Neuf di Parigi nel 1985, e forse quello più celebre in assoluto, l’impacchettamento del Reichstag di Berlino nel 1985. Parallelamente, Christo e Jeanne-Claude portarono avanti i loro progetti d’arte ambientale: sono entrati nei manuali di storia dell’arte le Surrounded Islands (1980-1983), quando la coppia circondò di tessuto di polipropilene rosa le isole della baia di Biscayne, di fronte a Miami, e gli Ombrelli, installati in Giappone e in California. 

Nel 2016 Christo era tornato in Italia per realizzare uno dei suoi progetti più noti, amati e discussi, The Floating Piers: centomila metri quadri di tessuto giallo sistemati su blocchi galleggianti sul lago d’Iseo per collegare la cittadina di Sulzano a Monte Isola (qui un approfondimento). E poi ancora nel 2018 era stata la volta di The Mastaba, una piramide galleggiante sul lago Serpentine ad Hyde Park, a Londra.

Al momento della scomparsa, Christo lavorava al suo ultimo progetto, l’impacchettamento dell’Arco di Trionfo a Parigi, previsto per quest’anno ma rinviato al 2021 a causa dell’emergenza sanitaria per Covid-19 da coronavirus: era un sogno che l’artista bulgaro coltivava fin dagli anni Sessanta. 

Addio a Christo, il grande artista che ci ha fatto camminare sulle acque, famoso per gli impacchettamenti
Addio a Christo, il grande artista che ci ha fatto camminare sulle acque, famoso per gli impacchettamenti


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