Addio all'editore e collezionista Franco Maria Ricci


È scomparso a Fontanellato, all’età di 82 anni, l’editore e collezionista Franco Maria Ricci, fondatore della casa editrice omonima e della rivista FMR.

È scomparso a Fontanellato (Parma), all’età di 82 anni, l’editore e collezionista Franco Maria Ricci, fondatore dell’omonima casa editrice e della rivista d’arte FMR, una delle più preziose pubblicazioni artistiche degli ultimi decenni.

Nato a Parma nel 1937, di nobili natali, da una famiglia di origini genovesi, aveva studiato come geologo e in questa materia si era laureato all’Università di Parma, ma aveva presto abbandonato la sua iniziale professione (aveva lavorato in Turchia per una compagnia petrolifera) per dedicarsi completamente alla sua attività artistica, sia come artista in prima persona (cominciò come grafico pubblicitario: firmò campagne per Alitalia, per le cucine SCIC, per gli orologi Kalos, e ideò numerosi loghi) sia come editore. In qualità di grafico progettò loghi, bozzetti e manifesti, e come editore fondò, nel 1965, la casa editrice omonima, specializzata in pubblicazioni artistiche di pregio e ristampe anastatiche di libri antichi, tra i quali il Manuale tipografico di Giambattista Bodoni (Saluzzo, 1740 - Parma, 1813): il grande incisore e stampatore di origini piemontesi fu sempre una grande passione di Ricci, che per il lettering dei libri della Franco Maria Ricci si era ispirato proprio ai volumi di Bodoni. Risale invece al 1982 la fondazione della nota rivista FMR, caratterizzata da fascicoli con lunghi articoli monografici sull’arte antica, scritti dai più importanti studiosi: Ricci ne fu direttore dalla nascita fino al 2004, anno di cessazione delle pubblicazioni.

In qualità di collezionista aveva radunato una straordinaria collezione, soprattutto d’arte antica e moderna (con opere di artisti come Luca Cambiaso, Jacopo Ligozzi, Francesco Hayez, Bartolomeo Schedoni, Filippo Mazzola, Giovanni Battista Foggini, Massimo Stanzione, Valentin de Boulogne, Jean-Étienne Liotard) e del Novecento (spiccano i lavori di Adolfo Wildt, Antonio Ligabue, Alberto Savinio e altri): gran parte delle opere era stata radunata nel Labirinto della Masone, costruito a partire dal 2005 (ne incaricò l’architetto Pier Carlo Bontempi) nelle campagne di Fontanellato. Il Labirinto (il più grande al mondo: è costituito da 200 mila canne di bambù) ha aperto al pubblico nel 2015, ed è da considerare come la summa delle attività di Franco Maria Ricci: oltre alla collezione, nel museo del Labirinto si trovano le pubblicazioni della casa editrice, l’archivio delle riviste, e si tengono mostre importanti.

“La scomparsa di Franco Maria Ricci”, commenta il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, “è un grande dolore. Con lui viene a mancare un intellettuale di straordinaria sensibilità e intelligenza, un editore colto e raffinato, un uomo che ha sempre operato per divulgare la conoscenza del nostro patrimonio culturale”.

Nell’immagine, una fotografia di Franco Maria Ricci negli anni Ottanta.

Addio all'editore e collezionista Franco Maria Ricci
Addio all'editore e collezionista Franco Maria Ricci


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Roma    

NEWSLETTER