È scomparsa all’età di 93 anni Lucia Di Luciano, figura centrale nelle ricerche dell’arte cinetico-programmata. Nel corso di una carriera durata oltre settant’anni, l’artista si è affermata come una protagonista di primo piano di quella che Lea Vergine ha definito l’ultima Avanguardia dell’arte del Novecento, prendendo parte con continuità alle più rilevanti esposizioni internazionali. Tra le sue più recenti partecipazioni, la presenza alla 59ª Biennale di Venezia del 2022. Le opere di Lucia Di Luciano fanno oggi parte di importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo; negli ultimi anni sono state acquisite, tra le altre, dalla Tate Modern di Londra, dal MAMCO di Ginevra, dalla Panoptès Collection di Bruxelles, dal Chrysler Museum of Art in Virginia e dal Musée Cantonal des Beaux-Arts di Losanna.
All’interno delle molteplici esperienze sviluppatesi nell’ambito dell’Arte Programmata, il lavoro di Lucia Di Luciano si è distinto per la sua straordinaria coerenza e il rigore metodologico. All’inizio degli anni Sessanta, insieme al marito Giovanni Pizzo, fu cofondatrice a Roma di due progetti artistici: il Gruppo 63, attivo solo per un anno ma determinante per la nascita di un importante movimento letterario, e successivamente l’Operativo R, sorto dalle sue ceneri e caratterizzato da una maggiore durata. Entrambe le esperienze erano accomunate da una ricerca formale fondata su complesse strutture matematiche, in grado di imitare i processi della tecnologia senza ricorrere direttamente ai mezzi tecnici. Ispirandosi al funzionamento dei primi calcolatori automatici, che proprio in quegli anni iniziavano a diffondersi, e nel tentativo di eliminare ogni componente emotiva dall’opera, Di Luciano scelse inizialmente di escludere il colore, come testimonia la serie Irradiazioni (1965). Parallelamente realizzò composizioni in bianco e nero su masonite, dall’aspetto quasi psichedelico, costruite attraverso la sequenza rigorosa di quadrati e rettangoli, per suggerire movimento mediante vibrazioni, impulsi e tensioni visive. Titoli come Rapporto alternativo, Divergenze, Ritmi richiamano esplicitamente le sperimentazioni strutturaliste del Costruttivismo e della Bauhaus.
Per il 2027 è prevista un’ampia retrospettiva al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, sua città adottiva.
Nell’immagine: Lucia Di Luciano, 59ª Biennale di Venezia, 2022
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| Addio a Lucia Di Luciano, protagonista dell’ultima Avanguardia dell’arte del Novecento |
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