Riccardo Muti:“Chiudere teatri e concerti è espressione di ignoranza e di incultura”


Il direttore d’orchestra Riccardo Muti rivolge un appello accorato al premier Conte. La lettera pubblicata sul Corriere. 

"Chiudere le sale da concerto e i teatri è decisione grave. L’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo. Definire, come ho ascoltato da alcuni rappresentanti del governo, come «superflua» l’attività teatrale e musicale è espressione di ignoranza, incultura e mancanza di sensibilità". Il maestro Riccardo Muti reagisce con queste parole alle disposizioni del nuovo DPCM che prevede la chiusura di cinema, teatri e sale da concerto. 

In una lettera pubblicata sul Corriere della Sera rivolta al premier Conte il celebre direttore d’orchestra fa un “appello accorato”, sottolineando che la “decisione non tiene in considerazione i sacrifici, le sofferenze e le responsabilità di fronte alla società civile di migliaia di artisti e lavoratori di tutti i vari settori dello spettacolo, che certamente oggi si sentono offesi nella loro dignità professionale e pieni di apprensione per il futuro della loro vita”.

E aggiunge: “I teatri sono governati da persone consapevoli delle norme anti Covid e le misure di sicurezza indicate e raccomandate sono state sempre rispettate”. 

Il maestro Muti chiede dunque di "ridare vita alle attività teatrali e musicali per quel bisogno di cibo spirituale senza il quale la società si abbrutisce". 

Ph.Credit 

Riccardo Muti:“Chiudere teatri e concerti è espressione di ignoranza e di incultura”
Riccardo Muti:“Chiudere teatri e concerti è espressione di ignoranza e di incultura”


Acquista il nostro libro Cronache dal mondo dell'arte 2020
Tutto il 2020 in un libro di 430 pagine con 60 fotografie a colori, in una selezione di 60 articoli scelti dalla redazione di Finestre sull'Arte.
CLICCA QUI
PER INFORMAZIONI



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Novecento     Cinquecento     Ottocento     Quattrocento     Firenze     Barocco     Toscana     Roma    

NEWSLETTER