Pisa, i bancarellai ci provano: “danneggiati dal virus, vogliamo tornare in piazza dei Miracoli”. Ma non ce li vuole nessuno


I bancarellai scalpitano per tornare in piazza dei Miracoli, con la ’scusa’ della crisi da coronavirus. Ma nessuno li vuole e incassano una serie di no.

A Pisa i titolari delle bancarelle che vendono souvenir nei pressi di piazza dei Miracoli sono in fibrillazione: stanno infatti scalpitando per tornare in piazza dei Miracoli, con la... scusa del coronavirus. Secondo quanto dichiarato da Gianmarco Boni, presidente del Consorzio “Pisa dei Miracoli”, che riunisce i commercianti, la pandemia ha danneggiato le loro attività, che dunque necessiterebbero di una posizione di maggior prestigio per attirare acquirenti. “La situazione è drammatica, paragonabile al Secondo dopoguerra”, ha detto Boni. “Allora le attività furono collocate in Piazza del Duomo. Oggi la situazione è simile, per questo chiediamo di rientrare dove siamo sempre stati. I monumenti di piazza del Duomo riapriranno solo a fine maggio e i confini regionali e nazionali riapriranno dal 3 giugno. Fino ad allora non ha senso ripartire. Le prospettive non sono comunque positive vista la probabile assenza di turisti, soprattutto stranieri. A questo si aggiungono le forti restrizioni che ci sono state imposte che prevedono percorsi obbligati e la possibilità di lavorare solo con la parte anteriore della bancarelle. Per questo diventa fondamentale riprendere il dialogo con il sindaco Michele Conti per una soluzione che ci liberi da Piazza Manin”.

La soluzione proposta dai bancarellai è una moratoria di cinque anni che permetta alle attività di rientrare in piazza dei Miracoli, “con strutture riqualificate e rimovibili e puntando sui prodotti made in Italy e made in Tuscany”, aggiunge Boni, che conclude: “speriamo che la Soprintendenza, che ci ha sempre negato questo permesso, capisca che stiamo vivendo un momento straordinario”.

Insomma, secondo i bancarellai probabilmente c’è un nesso tra la posizione delle loro attività e l’assenza dei turisti causa pandemia. Il Comune di Pisa aveva trovato una soluzione, e aveva destinato alle bancarelle l’area Umi-1, una zona all’aperto all’interno del complesso dell’ospedale di Santa Chiara (attiguo alla piazza), attualmente in fase di dismissione, ma l’emergenza Covid-19 ha cambiato le carte in tavola, dal momento che nell’area del pronto soccorso è stata creata un’unità per far fronte all’emergenza: è però anche probabile che, finita l’urgenza, la Umi-1 tornerà a disposizione.

Ad ogni modo, la proposta dei bancarellai di tornare in piazza dei Miracoli ha già incassato diversi no. Il primo è quello dell’Ordine degli Architetti di Pisa, che tuona: “come cittadini e come professionisti intendiamo ricordare come Piazza del Duomo non appartenga ai soli bancarellai pisani, ma sia un bene comune, appartenente a tutti i cittadini pisani, alla comunità nazionale e, quale sito Unesco, all’umanità intera. Riteniamo pertanto inconcepibile che una qualsiasi categoria pensi ancora di poter eludere la norma per affrontare una crisi che tutti stiamo vivendo con drammaticità. Il profondo disagio non può essere affrontato eludendo una legge, ma perseverando nell’applicarla, non prescindendo dalla tutela e conservazione del patrimonio”. Sulla stessa linea il comitato Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli, che esprime “rincrescimento e incredulità di fronte al tentativo di sfruttare un evento drammatico per riproporre una questione ormai chiusa: una tale soluzione è impedita dalle leggi, dal buon senso, dalla volontà della città”. Il comitato propone di confinare le bancarelle nel parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, a più di un chilometro di distanza dalla torre.

Il sindaco Michele Conti, anch’egli contrario al ritorno dei bancarellai sotto al Duomo, esclude l’ipotesi ma propone una mediazione lanciando l’idea di distribuire le bancarelle in diversi punti della città. “Per le bancarelle”, ha dichiarato il primo cittadino, “si può ragionare sull’ipotesi di una collocazione ‘diffusa’ lungo tutto l’asse turistico della città: alcune nel parcheggio di via Pietrasantina dove arrivano i bus, altre vicino al Museo delle Navi passando da Piazza Manin e via Santa Maria. È certo che vada superato ‘l’assembramento’ attuale, trovando una soluzione praticabile senza tralasciare l’ipotesi a lungo termine della collocazione nell’area del Santa Chiara. Su questa base continueremo a confrontarci con le associazioni di categoria nell’interesse collettivo e di rilancio della nostra città, che dovrà tornare a essere attrattiva per il turismo nazionale e internazionale dopo questo stop forzato dovuto all’emergenza sanitaria”.

Foto: le bancarelle in piazza Manin (all’ingresso di piazza dei Miracoli) a Pisa.

Pisa, i bancarellai ci provano: “danneggiati dal virus, vogliamo tornare in piazza dei Miracoli”. Ma non ce li vuole nessuno
Pisa, i bancarellai ci provano: “danneggiati dal virus, vogliamo tornare in piazza dei Miracoli”. Ma non ce li vuole nessuno


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