La Biblioteca Statale di Lucca per ora non chiude, ma la soluzione trovata non soddisfa


È stata trovata una soluzione per non far chiudere la Biblioteca Statale di Lucca. Ma non è soddisfacente per la base. Ecco cosa accadrà.

La Biblioteca Statale di Lucca non chiuderà: è stato scongiurato il rischio della sospensione del servizio, che l’istituto lucchese stava correndo per via delle forti lacune nel suo organico (da aprile, infatti, la Statale, tra pensionamenti e mancati turnover, si ritroverà con soli tre dipendenti, direttrice inclusa).

A riportare che è stata trovata una soluzione è Andrea Marcucci, senatore del Pd, che ha parlato del caso con il ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Marcucci minimizza: “Sulla situazione della Biblioteca di Lucca, direi una tempesta in un bicchiere d’acqua. Ho parlato con il ministro Franceschini, che sta seguendo personalmente la vicenda”. E spiega: “La soluzione è già stata individuata attraverso l’assunzione di personale tramite la società Ales. In attesa del perfezionamento delle procedure si colmeranno le carenze di personale con contratti interinali. La biblioteca di Lucca è un giacimento culturale importante per la Toscana, conserva anche molte carte pascoliane, ed è un luogo a me molto caro, anche perché me ne occupai a lungo durante il mio incarico di sottosegretario ai beni culturali. Assicuro quindi l’interessamento del Governo ed escludo ogni ipotesi di declassamento”.

Marcucci ha poi fatto sapere: “Ho comunque apprezzato che migliaia di persone si siano mobilitate firmando una petizione, è segno di attenzione e di partecipazione, ma confermo che la biblioteca non corre nessun pericolo”.

Tuttavia la soluzione trovata per il caso Biblioteca Statale di Lucca non soddisfa la base, dato che per risolvere la carenza di personale non si è proceduto con assunzioni straordinarie, ma con il ricorso alla società in-house del MiBACT: a prendere posizione è l’associazione Mi Riconosci, che fa riferimento alle parole dello stesso ministro Franceschini, il quale, martedì scorso alla Camera, spiegava la necessità di “portare giovani professionalità all’interno della Pubblica amministrazione”. “Esattamente nelle stesse ore”, sostengono gli attivisti di Mi Riconosci, “risolveva un problema attraverso una società che esiste solo e soltanto per evitare di assumere nella pubblica amministrazione, così da potersi disfare più facilmente dei lavoratori e avere meno regole. Sia chiaro, è un bene che la biblioteca resti aperta, ma siamo stanche e stanchi, ogni volta, di vedere il livello dei servizi e dei diritti dei lavoratori ivi impiegati calare, calare, calare. ‘Eh, o così o chiude”: NO. I concorsi sono bloccati da mesi e mesi perché la nostra classe politica non ha il coraggio di riformarli, forse perché fa comodo optare per soluzioni privatistiche. Abbiamo il diritto e il dovere di esigere che la biblioteca statale di Lucca e tutti gli istituti pubblici restino aperti con nuove assunzioni, non con società partecipate di funzione oscura”.

La Biblioteca Statale di Lucca per ora non chiude, ma la soluzione trovata non soddisfa
La Biblioteca Statale di Lucca per ora non chiude, ma la soluzione trovata non soddisfa


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