Campania, finisce il lockdown e comincia lo scempio ambientale: sversamenti sul litorale domizio e a Scafati


La fine delle misure restrittive in Campania ha coinciso con il ritorno dell’inquinamento delle acque. Ecco cosa succede sul litorale domizio e nel fiume Sarno.

Scempio ambientale sul litorale domizio, in Campania, a sole quarantott’ore dalla fine delle misure restrittive imposte per contenere la pandemia di Covid-19 da coronavirus: lo denuncia, con una fotografia eloquente, il giornalista Fabio Mencocco. Un’immagine che cattura una macchia nera alla foce del canale Agnena, tra i centri di Mondragone e Castel Volturno. “In quarantotto ore”, ha scritto Mencocco sul suo profilo Facebook, “abbiamo mandato subito tutto a puttane. Il riapriamo tutto ha fatto subito rima con il distruggiamo tutto. Purtroppo noi siamo molto peggio del virus e se in futuro non andremo più al mare sul litorale Domizio non sarà di certo colpa del coronavirus”. Mencocco si è poi rivolto direttamente al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e al ministro dell’ambiente, Sergio Costa: “vogliamo fare qualcosa per questo scempio assurdo? Vogliamo finalmente trovare una soluzione?”.

La situazione è stata portata all’attenzione del sindaco di Castel Volturno, Luigi Umberto Petrella: ieri sera i tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania (Arpac) si sono recati sul posto e hanno raccolto dei campioni d’acqua per eseguire analisi. I risultati, ha fatto sapere Petrella, si conosceranno tra alcuni giorni. “Sono trascorsi solo tre giorni dalle restrizioni a causa del Covid 19, dalla riapertura di alcune attività aziendali”, ha dichiarato Petrella, "e sul litorale Domizio sta succedendo l’inverosimile, quello che mai avremmo voluto rivedere... nella cosiddetta fase 2 sono ricominciate le operazioni di criminali incalliti che hanno contribuito nel tempo alla devastazione dell’ambiente. Sono in corso indagini da parte delle forze dell’ordine e della Procura di Santa Maria Capua Vetere... Non dobbiamo difenderci solo dal nemico invisibile e virale, il Covid 19, ma sopratutto da ‘attacchi terroristici’ di persone senza scrupoli”. L’ipotesi è che si tratti di sversamenti illeciti.

Ma il litorale del nord della regione non è l’unica area dove, finito il lockdown, si sono viste situazioni di questo tipo. Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ha infatti ricevuto, da alcuni abitanti di Scafati (provincia di Salerno) alcune immagini che mostrano come la riapertura delle attività produttive abbia di nuovo trasformato le acque fiume Sarno in melma sporca (e maleodorante, dicono i cittadini). “Fino a pochi giorni fa parlavamo degli effetti benefici che il lockdown aveva avuto sull’ambiente ed ora, invece, ci ritroviamo nelle stesse condizioni disastrose di inquinamento che c’erano prima”, dichiara Sofia Esposito, esponente salernitana dei Verdi. “È bastato far ripartire alcune attività che le acque del Sarno stanno diventando putride e in alcune zone stanno di nuovo emettendo un odore nauseabondo che mette a dura prova i residenti. Abbiamo chiesto monitoraggi e verifiche straordinarie e continue su tutti gli scarichi delle aziende che si trovano lungo i corsi d’acqua e che hanno riaperto in questi giorni perché questa situazione è inaccettabile, soprattutto ora che siamo ancora in emergenza e la sicurezza deve essere al primo posto”.

“Avevamo lanciato l’allarme che con la riapertura delle attività l’inquinamento sarebbe ritornato in maniera massiccia e così è stato”, ha aggiunto Borrelli, “perché non sono state effettuate modifiche al sistema di produzione e a i controlli, quindi non si poteva certo sperare in qualcosa di diverso. Esigiamo che vengano effettuati controlli a tappeto su tutte le aziende e attività imprenditoriali che hanno riaperto per capire chi si comporta in modo illecito e colpirlo anche con la chiusura dell’attività, è chiaro che la situazione disastrosa del Sarno dipende da sversamenti illeciti e bisogna contrastarli con tutte le forze, chi sarà individuato a compiere crimini contro l’ambiente dovrà subire pene severissime. Per questo abbiamo inviato anche una nota alla Procura della Repubblica. La quarantena ci ha fatto capire che il Sarno può essere disinquinato e che i principali devastatori del fiume sono coloro che svolgono alcune attività imprenditoriali e industriali in zona. Adesso bisogna individuarli e colpirli con la massima durezza anche arrivando a chiuderli se necessario”.

Nelle foto sotto: le acque del Sarno di nuovo inquinate dopo la ripresa delle attività, e la foce dell’Agnena.

 

Campania, finisce il lockdown e comincia lo scempio ambientale: sversamenti sul litorale domizio e a Scafati
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