Come funziona il bonus vacanze da 500 euro: ecco tutto quello che c'è da sapere


Ecco come funziona il bonus vacanze incluso nel dl rilancio: tutto quello che c’è da sapere, di quanto è, chi può usufruirne, fino a quando è valido.

Una delle principali misure per il turismo contenute nel dl rilancio (qui tutti i provvedimenti riguardanti cultura e turismo) è il cosiddetto bonus vacanze che permetterà alle famiglie italiane di usufruire di un credito da spendere nelle strutture ricettive italiane. Come funzionerà nel concreto? Chi potrà richiederlo? Di quanto sarà il bonus? Vediamo nel dettaglio.

Ufficialmente (art. 183 del dl rilancio) il bonus vacanze è chiamato Tax credit vacanze ed è un credito d’imposta riconosciuto ai nuclei familiare con Isee non superiore a 40.000 euro. Sarà utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle “imprese turistico-ricettive” (ovvero gli hotel) e gli agriturismo e i bed&breakfast in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva.

L’importo del credito è variabile secondo quanti sono i membri del nucleo familiare: 500 euro per i nuclei composti da tre o più persone, 300 euro per i nuclei composti da due persone, 150 euro per i nuclei composti da una sola persona.

Come funziona nel dettaglio? Il decreto spiega che le spese che beneficeranno del bonus dovranno essere sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da un singolo hotel, un singolo agriturismo o un singolo b&b. Non sarà quindi possibile adoperarlo per soggiornare in due strutture diverse. La spesa dovrà essere documentata con fattura elettronica o documento commerciale, dove viene indicato il codice fiscale del soggetto che intende fruire del credito, e le strutture andranno pagate senza passare dall’intermediazione di soggetti che non siano piattaforme o portali telematici di agenzie di viaggio e tour operator (quindi no a pagamenti via Booking, Air bnb o simili: si paga direttamente la struttura o si passa da un’agenzia di viaggio).

Il credito dei 500, 300 o 150 euro sarà usufruito all’80% sotto forma di sconto diretto sul corrispettivo dovuto alla struttura, e al 20% sotto forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Ai fornitori, cioè alle strutture, lo sconto sarà rimborsato sotto forma di credito d’imposta e si potrà anche cedere a terzi (anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi), nonché a istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d’imposta non ulteriormente ceduto è usufruito dal cessionario con le stesse modalità previste per il soggetto cedente.

Nella foto: una costa in Sardegna

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