Nuovo dpcm, ufficiale: chiude la cultura in tutta Italia (musei, mostre, biblioteche, archivi)


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo dpcm. Chiude la cultura in tutta Italia: musei e mostre ma anche biblioteche e archivi. Imposti lockdown locali. Le chiese rimangono aperte. Nelle zone a minor rischio aperti anche bar e ristoranti.

È ufficiale: il testo del dpcm firmato in nottata dal presidente del consiglio Giuseppe Conte è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Non cambia quello che già si sapeva: imposta la chiusura totale della cultura in tutta Italia. L’art. 1, comma 9r, prevede infatti che vengano sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio n. 42). I luoghi della cultura sono così identificati dall’art. 101: musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali.

La chiusura è in vigore a prescindere dall’area di rischio in cui ricade il singolo territorio: l’Italia viene infatti divisa in tre aree, una a minor rischio, una con “scenario di elevata gravità” e una con “scenario di massima gravità”. Le zone vengono individuate su base regionale dietro ordinanza del Ministro della salute: tuttavia, d’intesa col presidente della Regione, il ministro può prevedere l’esenzione delle norme della zona regionale da alcune parti del territorio della regione stessa in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico. Quindi di fatto le zone di rischio potrebbero anche esser stabilite su base provinciale o intercomunale. Nelle zone a “elevata gravità” sono vietati gli spostamenti in entrata e uscita dalla zona, e ci si può muovere solo all’interno del proprio comune, inoltre chiudono le attività di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: consentito solo servizio asporto fino alle 22, consentite le consegne a domicilio), tranne mense e catering continuativo, e rimangono aperti i negozi. Nelle zone a “massima gravità” viene di fatto imposto il lockdown: chiudono tutte le attività (tranne la vendita di generi di prima necessità), si può svolgere attività motoria o sportiva a livello individuale (l’attività motoria solo nei pressi della propria abitazione), viene adottata la didattica a distanza dalle scuole medie in su.

Luoghi della cultura, dunque, chiusi a livello nazionale: altre misure valide per tutto il territorio nazionale sono la chiusura dei centri commerciali nei fine settimana e la capienza dei trasporti pubblici portata al 50%. Consentite le manifestazioni “in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore”. Rimangono aperte le chiese e c’è possibilità di tenere funzioni religiose purché nel rispetto dei protocolli governativi. Nelle aree a rischio inferiore rimangono anche aperti bar e ristoranti con l’orario 5-18 stabilito dal dpcm precedente.

Le misure entreranno in vigore da domani, venerdì 6 novembre, e saranno valide fino a giovedì 3 dicembre 2020.

Immagine: Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia

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