Forti carenze di personale e lavori ai Musei Nazionali di Chieti: non si sa quando riapriranno


In Abruzzo è disastrosa la situazione dei musei statali: aperti solo cinque su quindici. E i due musei più importanti, i musei archeologici di Chieti, rimangono chiusi a tempo indeterminato. Pesano i lavori in corso e le carenze di personale.

In Abruzzo si fa sempre più difficile la situazione dei musei della direzione regionale del Ministero della Cultura. Da quando la regione è passata in zona gialla, sono pochi i siti che hanno riaperto le porte al pubblico: sulle quindici strutture gestite dalla Direzione regionale, sono soltanto quattro quelle attualmente aperte, ovvero la chiesa di San Bernardino all’Aquila, il Museo Archeologico di Campli (che chiude i primi tre giorni della settimana, mentre dal giovedì alla domenica apre dalle 8:30 alle 19:30), la chiesa di San Domenico al Corso a Chieti (in questo caso solo per... i mattinieri: nei feriali dalle 9 alle 10:30, il sabato e la domenica dalle 9 alle 11:30), la Casa Natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara (il martedì e il giovedì dalle 9 alle 13:30, il mercoledì dalle 14 alle 19:30, e il sabato mattina su prenotazione). Per capire quando poter andare al museo la domenica bisogna prendere in mano il calendario e segnarsi gli appuntamenti: aperture alla domenica previste solo la prima, terza e quarta domenica del mese, e solo di mattina. In teoria potrebbe aprire le porte anche il Castello Piccolomini di Celano (che include anche la Collezione Torlonia e il Museo d’Arte Sacra della Marsica), però la città si trova al momento in zona rossa quindi l’apertura è rinviata.

In pratica, al momento c’è soltanto un sito in grado di garantire un’apertura stabile e continuativa, la chiesa di San Bernardino all’Aquila. Tutto il resto rimane chiuso: la chiesa di San Pietro ad Oratorium di Capestrano, la chiesa di San Bartolomeo di Carpineto della Nora, l’abbazia di San Clemente a Casauria, la chiesa di San Pietro in Albe, la Taverna Ducale di Popoli, l’abbazia di Santo Spirito al Morrone, il Museo delle Paludi di Celano, l’abbazia di Fossacesia. Ma a far male sono soprattutto le chiusure dei due musei maggiori, ovvero il Museo Archeologico “La Civitella” e il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Villa Frigerj, entrambi a Chieti.

“La riapertura”, scriveva la direzione in una nota, “è un evento di grande importanza per una regione che sta investendo ogni giorno per uscire definitivamente da questa pandemia e dalle conseguenze economiche che ha causato. Un messaggio di speranza partirà quindi dall’apertura dei nostri Musei: con coraggio e determinazione riusciremo a ripartire. Una ripartenza per gradi in estrema sicurezza che sarà seguita dalla prossima apertura delle altre sedi della Direzione Regionale Musei Abruzzo. Passi importanti che vedranno l’Abruzzo tornare a parlare direttamente ai cittadini”. Talmente per gradi che è ancora quasi tutto chiuso, e i motivi sono purtroppo ben noti: il grosso del problema sta nel fatto che in Abruzzo non c’è personale a sufficienza per garantire aperture continuative dei musei statali.

Se n’era già discusso lo scorso febbraio, quando durante le timide riaperture invernali il Museo della Civitella era rimasto chiuso: ufficialmente per manutenzione dei locali e per smaltimento delle ferie del personale, ma alcuni giorni dopo la direttrice regionale, Mariastella Margozzi, era intervenuta facendo sapere che a Chieti sussiste un problema di mancanza di personale al quale s’è cercato di far fronte anche con richieste di collaborazione al Comune di Chieti.

E in questi giorni il caso dei musei teatini è arrivato anche in Parlamento: la deputata Daniela Torto del Movimento 5 Stelle ha infatti presentato, giovedì scorso, un’interrogazione al ministro della cultura Dario Franceschini per metterlo al corrente del fatto che sulla Civitella e su Villa Frigerj il personale complessivo ammonta a meno di 10 unità, e che di conseguenza l’esiguità del personale non favorisce le aperture dei musei, rendendo peraltro difficili le sinergie con le altre amministrazioni insistenti sul territorio di Chieti, anche al fine di programmare azioni culturali comuni. I concorsi che il MiC sta espletando per reclutare nuovo organico anche per attività di accoglienza dei luoghi della cultura, rileva Torto, si concluderanno dopo la fine della prossima stagione estiva, periodo in cui probabili visitatori e turisti potrebbero visitare i musei della città di Chieti, ma se non si trovano soluzioni temporanee per l’estate la situazione sembra compromessa.

Secondo Torto, il MiC potrebbe avvalersi di Ales, la società in house del ministero, per essere supportato al miglioramento della fruibilità del patrimonio culturale, anche attraverso l’assegnazione di proprio personale. Ad ogni modo è chiaro che qualche provvedimento andrà preso, anche perché, rileva la parlamentare pentastellata, la “carenza di personale nei due musei di Chieti va ad aggiungersi all’esiguo organico della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Chieti e Pescara”.

La segreteria particolare del ministro ha comunque fatto sapere in queste ore che i musei archeologici nazionali di Chieti “hanno approfittato del periodo di chiusura per fare una serie di lavori di risistemazione e la revisione del sistema antincendio”, e che “i lavori non sono ancora terminati essendosi rivelati ben più complssi del previsto in un caso per la storicità della sede e nell’altro per la vastità e la complessa articolazione dell’edificio”. Il ministero, nel documento (una risposta a un interpello amministrativo presentato dall’avvocato teatino Stefano Marchionno), riconosce che sussistono “difficoltà determinate dalla significativa carenza di personale”, ma ha anche assicurato che la Direzione regionale dei musei abruzzesi, in accordo con le direzioni dei due musei di Chieti, ha messo in atto ogni azione per garantire un ottimale svolgimento dei lavori e una rapida riapertura, per la quale però al momento il ministero stesso non è in grado di stabilire una data. C’è solo da sperare che i due principali musei d’Abruzzo non rimangano a lungo senza visitatori.

Nella foto: una sala del Museo Nazionale Archeologico “La Civitella” di Chieti.

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