Francia, la ministra propone deroga al coprifuoco per cinema e teatri. Ma il governo frena


La ministra della cultura francese, Roselyne Bachelot, ha proposto una deroga al coprifuoco per cinema e teatri: chi ha il biglietto potrà tornare a casa dopo le 21. La misura è stata però frenata dal governo.

Sembra che non sarà attuata la proposta della ministra della cultura francese, Roselyne Bachelot, che aveva ipotizzato una piccola deroga al coprifuoco (che dalla mezzanotte di oggi entra in vigore in alcune grandi città della Francia: dalle 21 alle 6 non ci si potrà muovere di casa se non per motivi urgenti) per difendere i cinema e i teatri. Il mondo della cultura infatti, come abbiamo raccontato su queste pagine, aveva protestato ieri per la misura annunciata dal presidente della repubblica Emmanuel Macron, ritenuta troppo punitiva per le sale, dal momento che, dalla riapertura in giugno a oggi, non si sono registrati casi di contagio tra gli spettatori.

Bachelot, in un’intervista al quotidiano Le Parisien, ha proposto una misura molto semplice e auspicata da diversi operatori del settore: la possibilità di utilizzare il biglietto dello spettacolo come attestato per potersi recare al cinema o al teatro e tornare a casa anche dopo le 21. All’inizio di ottobre, Bachelot aveva affermato che un luogo della cultura è più sicuro rispetto a una visita in famiglia, ma adesso la situazione, ha dichiarato la ministra nell’intervista, si è deteriorata, e la misura imposta dal governo tocca in modo particolare il settore della cultura. Tuttavia ha anche affermato che “in questo contesto sto cercando di costruire, con gli addetti ai lavori della cultura, delle misure di accompagnamento che permetteranno di attraversare questo periodo. Sto mediando tra il mondo della cultura e il governo affinché alcuni allentamenti, se possibili in considerazione della gravità della crisi sanitaria, possano essere messi in atto nel modo migliore”.

E l’allentamento potrebbe riguardare proprio l’orario di rientro nella propria abitazione. “Quello che [i cinema e le sale per gli spettacoli] vorrebbero”, ha detto Bachelot, “è semmai di considerare che le ore 21 non debbano essere ritenute l’ora in cui trovarsi a casa ma, per chi è in possesso di un biglietto per una rappresentazione o per un film, l’ora di partenza dalla sala. Mi sembra ragionevole. Le persone impiegano trenta minuti o al massimo un’ora per tornare, o il tempo che ci vorrà, e il biglietto farà da giustificativo. Il governo esaminerà questa proposta, ovviamente riservandosi di valutarla secondo l’evoluzione della situazione sanitaria”.

Nel frattempo diversi teatri in Francia hanno anticipato gli orari delle rappresentazioni: la loro volontà è quella di continuare a lavorare. “Non vogliono giocarsi la carta degli aiuti o della cassa integrazione”, ha concluso il ministro, “anche se sono misure fondamentali che abbiamo messo in piedi in primavera”.

Tuttavia, come anticipato, sembra che il governo non sia intenzionato a cedere. Il primo ministro Jean Castex ha infatti affermato oggi che “le regole sono le stesse per tutti” e che per la cultura non ci saranno sconti. Al momento non ci sono ancora dichiarazioni da parte della ministra Bachelot.

Nella foto: Roselyne Bachelot

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