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Francia, un modello diverso per la riapertura dei musei: prima i più piccoli, poi i più grandi

di Redazione 29/04/2020

Categorie: Attualità


La Francia riaprirà i musei secondo le... dimensioni: prima i più piccoli (dall’11 maggio), poi i più grandi (data per ora non definita).

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La Francia non riaprirà i musei tutti assieme, ma seguirà un modello diverso rispetto a quello della Germania (dove la riapertura ha date diverse a seconda delle regioni) e a quello dell’Italia (dove la data fissata per la riapertura di tutti i musei, su tutto il territorio nazionale, è il 18 maggio): al di là delle Alpi, riapriranno prima i musei piccoli (con appuntamento fissato per l’11 maggio, la stessa data della riapertura del commercio al dettaglio) e poi i musei grandi. Lo ha detto ieri, 28 aprile, il primo ministro francese Édouard Philippe presentando in Parlamento il piano per l’uscita della Francia dalle misure di isolamento.

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Il premier ha motivato la decisione sui piccoli musei dicendo che le piccole attività culturali “possono funzionare più facilmente nel rispetto delle misure sanitarie”: ai piccoli musei si affiancheranno, sempre l’11 maggio, le biblioteche e le mediateche. Al contrario, “i grandi musei”, ha detto Philippe, “che attirano un gran numero di visitatori fuori dal loro bacino territoriale, i cinema, i teatri e le sale da concerto, rimangono chiusi e non potranno riaprire. I saloni per le feste e le sale polivalenti rimarranno chiusi fino al 2 giugno”. La data di riapertura dei grandi musei non è ancora stata comunicata, e lo stesso vale per cinema, teatri, bar, ristoranti: si valuterà a maggio in funzione di come evolverà l’epidemia.

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Il piano francese prevede, per il resto, che dall’11 maggio sarà ripristinata la libertà di circolazione, anche se ci sarà un limite di 100 chilometri per gli spostamenti individuali che non siano motivati da irrimandabili motivi familiari o professionali. E ancora, fino a settembre blocco delle manifestazioni sportive e culturali (si parla di grandi festival, come quelli musicali), grandi fiere professionali e, in generale, eventi che radunino più di cinquemila partecipanti. La stagione sportiva 2019-2020, ha fatto sapere Philippe, non potrà più riprendere. Rimane consentita invece l’attività sportiva individuale all’aperto, a patto che si rispettino le misure di sicurezza. Non sarà invece possibile praticare sport di alcun tipo in luoghi chiusi. Parchi, giardini e ville apriranno soltanto nei dipartimenti (l’equivalente delle nostre province) dove la circolazione del virus è ferma. Le spiagge rimarranno invece chiuse fino al 1° giugno. E ancora, assembramenti limitati a un massimo di dieci persone tra l’11 maggio e il 2 giugno. Quanto alle scuole, il rientro in classe sarà graduale: i bambini delle scuole elementari e materne torneranno a scuola dall’11 giugno, il 18 maggio sarà la volta delle scuole medie (precedenza alle classi dei più piccoli e ai dipartimenti dove il virus non circolerà più), mentre a fine maggio potranno riaprire le scuole superiori, con priorità per le scuole professionali. Tutto però a condizione che non ci siano più di 15 studenti per classe, e che gli insegnanti indossino la mascherina dove non è possibile mantenere le distanze. Per gli studenti, obbligo di mascherina solo alle scuole medie e alle superiori. Il piano di Philippe è stato approvato: su 468 votanti, 368 hanno espresso parere favorevole, 100 i contrari.

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Tornando ai musei, tuttavia, adesso in Francia si discute su quale sarà il discrimine tra i musei piccoli e i musei grandi, perché nel suo discorso Philippe non ha delineato i termini della distinzione. La base sta già dunque chiedendo al governo che vengano emanate al più presto le liste dei criteri che individueranno i musei che potranno riaprire.

Nella foto: il cortile del Louvre. Ph. Credit Benh Lieu Song

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