Un'opera video proiettata contemporaneamente in 64 luoghi per dire no alla violenza sulle donne


In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, il CAMeC di La Spezia accoglie una videoinstallazione di Emilia Persenico che sarà proiettata simultaneamente in altri 64 luoghi in Italia e all’estero per dire no al femminicidio. 

In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, il CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia ospita la videoinstallazione dal titolo 25 novembre 2021 dell’artista Emilia Persenico

Si tratta di un progetto diffuso in quanto l’opera video è proiettata simultaneamente in altri sessantaquattro luoghi italiani e all’estero: associazioni, biblioteche, fondazioni, comitati, Comuni, cooperative e musei di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Veneto e gli istituti di cultura italiani di Australia, Canada, Svizzera e Uruguay partecipano alla denuncia della violenza contro le donne in un’unica voce.

25 novembre 2021 intende creare un dialogo tra voci di donne e uomini in uno spazio virtuale che richiama le pareti domestiche, luogo in cui spesso si consumano tali violenze. Da una parte gli uomini pronunciano il proprio nome e cognome, si espongono e si autodichiarano non violenti, dall’altra parte le donne rivendicano la libertà di essere se stesse. Il colore rosso, simbolo di questa giornata, diventa leitmotiv in un gioco di voci in bianco e nero.

L’opera nasce dalla rabbia e dallo sconforto che suscitano i dati: ancora oggi, infatti, si registra un femminicidio ogni tre giorni e, secondo i dati ISTAT, il 31,5% delle donne, tra i 16 e 70 anni, ha subito, nel corso della propria vita, una forma di violenza, sia fisica, psicologica e/o sessuale.

Approcciando la pittura come strumento di ribellione all’educazione conservatrice della sua famiglia d’origine, Emilia Persenico ha studiato alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e alla Scuola di Arazzo contemporaneo al Castello Sforzesco. Fin dagli inizi le sue opere richiamano il mondo dell’infanzia violata, della famiglia assente e dell’oblio del dolore e della violenza, attraverso la rappresentazione di immagini interiori, come la bambina senza testa, simbolo ricorrente della solitudine. I suoi arazzi, disegni e sculture tessili prendono vita attraverso la combinazione di carta, iuta e ferro, materiali che suggeriscono fragilità ma che veicolano allo stesso tempo temi cari della casa, del corpo, dell’abito, della memoria e dell’assenza nella presenza.

L’artista crede nella forza e nel potere della voce: come in 25 novembre 2021, in un’altra sua opera video intitolata Io dico invece presenta il suo libro d’artista accompagnato da un tappeto sonoro di voci, testimonianze di donne che hanno subito, da bambine, violenze sessuali all’interno dell’ambiente familiare. 

È possibile vedere l’opera all’ingresso del museo per tutto l’orario di apertura del CAMeC, dalle 11 alle 18, del 25 novembre 2021. 

L’accesso è gratuito. 

Un'opera video proiettata contemporaneamente in 64 luoghi per dire no alla violenza sulle donne
Un'opera video proiettata contemporaneamente in 64 luoghi per dire no alla violenza sulle donne


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