Il governo elimina la prenotazione obbligatoria per i musei: rimane solo per i grandi


Con il decreto-legge approvato il 18 maggio, il governo ha finalmente abolito la prenotazione obbligatoria per i musei. Rimane in vigore solo per quelli che nel 2019 hanno fatto più di un milione di visitatori.

Con il decreto-legge approvato il 18 maggio, il governo finalmente ha abolito la prenotazione obbligatoria per poter visitare i musei nei fine settimana. La misura, introdotta con le riaperture del 26 aprile, riguardava tutti i musei indiscriminatamente, ma aveva sollevato molte proteste da parte degli operatori di settore. Adesso rimane soltanto per i musei che nel 2019 hanno fatto registrare più di un milione di visitatori.

Ecco cosa dice il testo del decreto-legge: “In zona gialla, il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori, garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Per gli istituti e i luoghi della cultura che nell’anno 2019 hanno registrato un numero di visitatori superiore a un milione, il sabato e i giorni festivi il servizio è assicurato a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo”.

Nell’immagine sotto: visitatori alla Galleria Borghese il giorno della riapertura (ph. Credit Galleria Borghese)

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