ICOM Italia rifiuta la nuova definizione di “museo”: “È inadeguata”


La sezione italiana dell'ICOM esprime la propria contrarietà alla nuova definizione di 'museo' che verrà discussa a Kyoto il 7 settembre nell'assemblea generale stroardinaria dell'ente.

La sezione italiana dell’International Council of Museums (ICOM), il principale ente internazionale che rappresenta i musei, ha rifiutato la nuova definizione di “museo” elaborata dal Comitato ICOM per la definizione, le prospettive e il potenziale del museo, presieduto dalla museologa Jette Sandahl. La nuova definizione sarà discussa per l’approvazione il prossimo 7 settembre, a Kyoto, durante l’assemblea generale straordinaria dell’ICOM.

ICOM Italia, si legge in una nota, “ritiene la formulazione inadeguata a definire il museo, che storicamente ha svolto il ruolo di istituto dedicato all’acquisizione, conservazione, documentazione, ricerca, comunicazione e esposizione di oggetti patrimoniali, i quali non sono solo oggetti materiali e mobili, ma vanno considerati come testimonianze dell’umanità e del suo ambiente. Come istituzione, i musei sono rivolti allo studio, all’educazione, al diletto e sono presidi e attori di primaria importanza culturale e sociale nelle società moderne e contemporanee di tutto il mondo”.

Sui motivi della contrarietà di ICOM Italia alla nuova definizione di museo, si legge che “la definizione proposta si ritiene non rispondente nella forma ai criteri minimi di una definizione che, nell’individuare il complesso degli elementi volti a caratterizzare e circoscrivere un’entità sul piano concettuale, deve essere chiara, breve e applicabile in tutti i contesti culturali e normativi interessati”. Sempre secondo ICOM Italia, “la nuova definizione deve ribadire la necessità della conservazione della molteplicità delle esperienze dell’umanità e al contempo indicare una direzione di sviluppo, facendo dei musei strumenti di diffusione dei valori di libertà, uguaglianza e giustizia”.

Critiche anche per “il metodo con cui la nuova definizione di museo è stata posta all’ordine del giorno dell’Assemblea generale straordinaria ICOM, non tenendo in opportuna considerazione i principi di democrazia sottesi a garantire quel dibattito scientifico che ha caratterizzato ICOM dalla sua nascita ad oggi e che avrebbe dovuto portare a un coinvolgimento di tutti gli organi di ICOM – i Comitati nazionali e internazionali, le Regional Alliances e le Affiliated Organisations – prima della sua approvazione”.

L’invito che la sezione italiana rivolge all’ICOM è quello di rimandare l’assemblea generale straordinaria di Kyoto in modo da riflettere più a lungo sulla nuova definizione di museo.

L’attuale definizione, approvata nel corso delle ventiduesima Assemblea Generale dell’ICOM tenutasi a Vienna il 24 agosto 2007, è questa: “il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto”.

La definizione che sarà discussa a Kyoto è invece la seguente: “i musei sono spazi democratizzati, inclusivi e polifonici per il dialogo critico sui passati e sui futuri. Riconoscendo e affrontando i conflitti e le sfide del presente, conservano reperti ed esemplari in custodia per la società, salvaguardano diversi ricordi per le generazioni future e garantiscono pari diritti e pari accesso al patrimonio per tutte le persone. I musei non hanno scopo di lucro. Sono partecipativi e trasparenti e lavorano in collaborazione attiva con e per le diverse comunità per raccogliere, conservare, ricercare, interpretare, esporre e migliorare la comprensione del mondo, puntando a contribuire alla dignità umana e alla giustizia sociale, all’uguaglianza globale e al benessere planetario”.

ICOM Italia rifiuta la nuova definizione di “museo”: “È inadeguata”
ICOM Italia rifiuta la nuova definizione di “museo”: “È inadeguata”


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