L'Italia ha due nuovi Patrimoni Mondiali dell'Umanità: gli affreschi di Padova e Montecatini


L'Italia ha due nuovi siti nel Patrimonio Mondiale dell'Umanità: gli affreschi di Padova Urbis Picta e Montecatini Terme. Salgono a 57 i siti italiani e il nostro paese torna a guidare da solo la classifica.

Ottime notizie per l’Italia dalla 44^ Sessione del World Heritage Commitee dell’Unesco in corso fino al 31 luglio a Fuzhou in Cina: non solo il nostro paese ha evitato il rischio di vedere Venezia finire nella lista dei patrimoni in pericolo, ma adesso abbiamo ben due nuovi siti nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità ! Sono Padova Urbis Picta e Montecatini Terme, quest’ultima inserita in un sito transnazionale, The Great Spas of Europe, assieme ad altre sette nazioni. Salgono dunque a ben 57 i siti italiani iscritti al Patrimonio Mondiale e il nostro paese torna a guidare da solo la classifica, davanti alla Cina.

La candidatura di Padova Urbs picta arriva dopo il rinvio della sessione del Comitato UNESCO del 2020 a causa della pandemia da Covid-19. Vengono dunque proclamate nel corso di questa sessione sia le candidature del 2020 sia quelle del 2021, che per l’Italia vede in discussione la possibile proclamazione de “I Portici di Bologna”, ancora oggetto di verifica.

Padova ha proposto l’iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO un “sito seriale” che comprende tutti i preziosi e grandi cicli affrescati del Trecento conservati in otto edifici e complessi monumentali della città: la Cappella degli Scrovegni, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, il Palazzo della Ragione, la Cappella della Reggia Carrarese, il Battistero della Cattedrale, la Basilica e il Convento di Sant’Antonio l’Oratorio di San Giorgio e l’Oratorio di San Michele. Ad affrescare le pareti di questi luoghi, nel corso del XIV secolo, alcuni dei più straordinari artisti dell’epoca: Giotto, che con gli affreschi della Cappella degli Scrovegni realizza il suo capolavoro assoluto, Guariento di Arpo, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona.

Questi i principali passaggi con cui l’UNESCO motiva l’inserimento di Padova Urbs picta nella lista del Patrimonio Mondiale: “I cicli affrescati padovani illustrano l’importante scambio di idee che esisteva tra i protagonisti del mondo della scienza, della letteratura e delle arti visive nel clima preumanista di Padova all’inizio del XIV secolo. Gli artisti hanno mostrato grande abilità nel dare forma visiva a queste idee e le loro capacità tecniche hanno permesso ai cicli affrescati padovani non solo di diventare un modello per gli altri, ma anche di dimostrarsi notevolmente resistenti al passare del tempo. Il gruppo di artisti in cerca di innovazione, riuniti a Padova, favorì allo stesso tempo uno scambio di idee e un know-how che portò a un nuovo stile nell’affresco. Questo nuovo stile non solo influenzò Padova per tutto il XIV secolo, ma costituì la base ispiratrice per secoli di lavori di affresco nel Rinascimento italiano e oltre. Con questa vera e propria rinascita di una tecnica pittorica antica, Padova ha fornito un nuovo modo di vedere e rappresentare il mondo, annunciando l’avvento della prospettiva rinascimentale. Queste innovazioni segnano una nuova era nella storia dell’arte, producendo un irreversibile cambio di direzione”.

È stato dunque riconosciuto che i grandi cicli affrescati padovani del Trecento rappresentano un esempio unico al mondo di un sistema di eccezionale valore universale (“outstanding universal value” per usare la terminologia UNESCO) per la loro rilevanza storico-artistica, per la loro ampiezza (oltre 3600 mq di pitture murali), perché all’interno di un’area definita, ovvero il centro storico di Padova, in un contesto territoriale in cui la tradizione della parete dipinta è documentata sin dal X secolo. Con questo riconoscimento, il Veneto diventa anche la Regione italiana con il maggior numero di siti UNESCO e Padova una delle poche città al mondo a custodirne due: dal 1997, infatti, l’Orto Botanico dell’Università di Padova è sito UNESCO. Realizzato nel 1545, è infatti il più antico orto del mondo occidentale a conservare ancora la forma e l’ubicazione delle origini, avendo mantenuto per più di cinque secoli intatta la sua missione culturale e scientifica.

Per quanto riguarda Montecatini Terme, la città termale della Toscana, come detto, fa parte del sito transnazionale The Great Spas of Europe, che include undici stazioni termali europee di sette nazioni diverse: Baden bei Wien (Austria), Spa (Belgio), il “Triangolo Boemo” composto da Karlovy Vary, Františkovy Lázně e Mariánské Lázně (Repubblica Ceca), Vichy (Francia), Bad Ems, Baden-Baden e Bad Kissingen (Germania), Montecatini Terme (Italia) e Bath (Regno Unito).

“Tutte queste città”, si legge nella motivazione fornita dall’Unesco, “si sono sviluppate intorno a sorgenti di acqua minerale naturale. Testimoniano la cultura termale europea internazionale che si è sviluppata dall’inizio del XVIII secolo agli anni Trenta, portando alla nascita di grandi centri termali internazionali che hanno avuto un impatto sulla tipologia urbana attorno a complessi di edifici termali come il kurhaus e il kursaal (edifici e stanze dedicate alla terapia), locali per le pompe, hall, colonnati e gallerie progettati per sfruttare le risorse naturali di acqua minerale e per consentirne l’uso pratico per la balneazione e il consumo. Le strutture correlate includono giardini, sale riunioni, casinò, teatri, hotel e ville, nonché infrastrutture di supporto specifiche per le terme. Questi complessi sono tutti integrati in un contesto urbano complessivo che include ambienti ricreativi e terapeutici accuratamente gestiti in un paesaggio pittoresco. Insieme, questi siti incarnano il significativo interscambio di valori umani e sviluppo negli ambiti della medicina, della scienza e della balneologia”.

Nella sessione odierna sono stati iscritti al patrimonio mondiale Unesco altri tre siti: l’area culturale di Hima (Arabia Saudita), il faro di Cordouan (Francia), la colonia artistica di Mathildenhöhe a Darmstadt (Germania). La valutazione delle candidature continuerà fino al 28 luglio dunque non sono escluse ulteriori sorprese.

L'Italia ha due nuovi Patrimoni Mondiali dell'Umanità: gli affreschi di Padova e Montecatini
L'Italia ha due nuovi Patrimoni Mondiali dell'Umanità: gli affreschi di Padova e Montecatini


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