Dimenticate gli stereotipi: l'Italia è una superpotenza dell'economia verde, e siamo i primi per riciclo dei rifiuti


Dimenticate gli stereotipi che dipingono l’Italia come un paese di arretrati spreconi e incalliti produttori di rifiuti: il nostro paese infatti è una superpotenza dell’economia verde. È il quadro che emerge dal Rapporto GreenItaly 2009, presentato la scorsa settimana ad Ancona: giunto alla sua decima edizione, il rapporto, che misura la forza della green economy italiana, è promosso da Fondazione Symbola e Unioncamere in collaborazione con Conai, Ecopneus e Novamont, con la partnership di Si.Camera e Ecocerved e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Il primo dato è il numero d’imprese che hanno investito in prodotti e tecnologie green, nel periodo 2015-2018, per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di Co2: sono 432mila, il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola (in altri termini, un’impresa italiana su tre). E solo nel 2018 sono state 300mila. E gli investimenti fanno bene alle imprese: il 51% delle aziende manifatturiere che hanno investito in tecnologia verde hanno segnalato un aumento dell’export nel 2018, contro il 38% di quelle che non hanno investito. E ancora, il 79% delle imprese che investono nel green sviluppano attività di innovazione, contro il 61% di chi non investe. In aumento anche il numero dei lavori legati all’economia green: nel 2018 è stata superata per la prima volta la soglia dei 3 milioni di lavoratori green (3,1 milioni, il 13,4% dell’occupazione complessiva, contro il 13% del 2017, una crescita del +3,4% rispetto allo 0,5% delle altre figure professionali). La rivoluzione verde è trainata dai giovani: tra le imprese guidate dagli under 35, il 47% ha investito in prodotti e tecnologie ecologici, contro il 23% di quelle condotte da over 35. E ancora, il 56% delle imprese green investono anche nel benessere economico e sociale dei propri lavoratori e delle comunità di appartenenza, contro il 48% di quelle che non investono nel green.

Il Rapporto sottolinea anche il ruolo di leadership dell’Italia nel settore. Siamo secondi nella particolare classifica degli input energetici, misurati col rapporto di tonnellate di petrolio impiegate per generare un milione di euro (14,8 tonnellate equivalenti per un milione di euro prodotto), dietro al Regno Unito (13,7), e davanti a Francia (15,6), Spagna (17,3) e Germania (17,8). Secondo posto anche nella classifica degli input di materia, che adopera la stessa unità di misura: per l’Italia 285,9 tonnellate di petrolio equivalente per milione di euro, dietro a Regno Unito (240,1) e davanti a Francia (340,5), Spagna (355,3) e Germania (399,1). L’Italia è al primo posto nella riduzione di rifiuti: produciamo 43,2 tonnellate di rifiuti per milione di euro, contro i 54,7 della Spagna, i 63,7 del Regno Unito, il 67,4 della Germania e il 77,4 della Francia. Terzo posto nella classifica delle emissioni: primi i francesi (80,9 tonnellate di Co2 per milione di euro), seguiti dai britannici (95,1), da noi (97,3), dagli spagnoli (125,5) e dai tedeschi (127,8). Siamo inoltre i leader europei dell’economai circolare: avviamo a riciclo il 79% dei rifiuti che produciamo, contro il 55% della Francia, il 49% del Regno Unito e il 43% della Germania.

“Difendere l’ambiente e rispondere alla sfida del clima non solo è necessario, ma rappresenta una straordinaria opportunità per creare lavoro e nuova economia”, ha dichiarato il presidente di Symbola, Ermete Realacci. “Già oggi, come racconta GreenItaly 2019: il decimo rapporto della Fondazione Symbola e di Unioncamere, quest’anno c’è stato un record di eco investimenti, infatti la quota raggiunge un valore pari a 21,5%, corrispondente a un valore assoluto di quasi 300 mila imprese e di 7,2 punti superiore a quanto registrato nel 2011. Un modello produttivo e sociale che offre al nostro Paese la possibilità di avere un rilevante ruolo internazionale: già oggi l’Italia è la superpotenza europea nell’economia circolare con il 79% di rifiuti totali avviati a riciclo e presenta un’incidenza ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei: la Francia è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43%. La green economy italiana è la frontiera più avanzata per cogliere queste opportunità. È un’Italia che fa l’Italia, che non perde la propria anima ed è insieme innovativa e in grado di affrontare le sfide del futuro, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno”.

Dimenticate gli stereotipi: l'Italia è una superpotenza dell'economia verde, e siamo i primi per riciclo dei rifiuti
Dimenticate gli stereotipi: l'Italia è una superpotenza dell'economia verde, e siamo i primi per riciclo dei rifiuti


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Roma    

NEWSLETTER