Musei, ecco come potrebbe essere la fase 2. La Fondazione guidata da Ricciardi suggerisce le linee


Un documento con linee guida per i musei nella fase 2: è quello prodotto per ConfCultura dagli esperti della Fondazione di Italia in Salute, il cui comitato tecnico scientifico è presieduto da Walter Ricciardi, attualmente rappresentante italiano presso il consiglio dell’OMS e consigliere del ministro della salute Roberto Speranza per l’emergenza Covid-19. La redazione del documento è stata curata da Fidelia Cascini, medico specialista in Medicina Legale e Statistica e Programmazione Sanitaria: lo scopo è quello di promuovere l’adozione di misure organizzative e comportamentali per contenere la diffusione del coronavirus nei luoghi della cultura come musei, siti e parchi archeologici.

“ConfCultura”, dichiara la presidente del sodalizio, Patrizia Asproni, “intende offrire, con il prontuario, soluzioni condivise per una ripresa veloce, tutelata e sicura. Per superare questa nuova fase, le imprese sono pronte a scendere in campo al fianco delle Istituzioni, nell’ottica di un’efficace e quanto mai necessaria partnership tra pubblico e privato. È per questo che negli scorsi giorni abbiamo rivolto alle Istituzioni italiane ed europee un appello per la creazione di un doppio team di lavoro composto da esperti di scenari e imprese culturali, chiedendo inoltre un sostegno concreto e unitario all’ecologia culturale, attraverso un nuovo Manifesto di Ventotene fondato sulla cultura”.

“Abbiamo accolto con entusiasmo la richiesta di ConfCultura di realizzare un prontuario di regole per garantire la sicurezza sanitaria nei musei”, afferma Federico Gelli, presidente di Fondazione Italia in Salute. “L’obiettivo è di assicurare la ripresa dell’attività museale nel nostro Paese garantendo al contempo la sicurezza dei visitatori e degli operatori del settore. È fondamentale progettare la cosiddetta ‘fase 2’ a partire da un settore strategico come quello della cultura”.

Le linee guida prodotte riguardano sia il personale che il pubblico. Vediamo quelle per il pubblico: documentarsi opportunamente sulle linee guida da seguire al momento dell’ingresso nel museo, e da fonti affidabili (brochure, personale addetto alle informazioni, poster); mantenere dagli altri una distanza di almeno due metri; lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi oppure con soluzioni idroalcoliche o altri disinfettanti per mani; evitare di toccarsi occhi, naso, bocca e viso con le mani; indossare le mascherine per minimizzare le goccioline respiratorie; evitare di condividere cibo e bevande, tazze, bicchieri e posate per mangiare; starnutire o tossire in un fazzoletto usa e getta da eliminare subito, o in alternativa nella piega del gomito; limitare all’indispensabile il contatto con superfici comuni (tavoli, ringhiere, maniglie) ed evitare contatti con gli oggetti esposti; condividere con gli altri le buone regole di prevenzione; informare prontamente il personale del museo in caso di malessere.

Per quanto riguarda il personale, il documento suggerisce: non recarsi al lavoro se si hanno sintomi; eseguire regolare lavaggio delle mani con acqua e sapone o con soluzioni idroalcoliche o con disinfettante per mani; rispettare distanze di almeno due metri; evitare uso promiscuo di oggetti; utilizare mascherine facciali per minimizzare le goccioline respiratorie; sottoporre gli ambienti a pulizia e disinfezione quotidiana, in particolare delle superfici toccate da molte persone (ringhiere, tavoli, maniglie, attrezzature); rendere disponibili in ogni stanza dispenser di soluzioni idroalcoliche o altri disinfettanti, e renderli disponibili agli ingressi e alle uscite, vicino alle sale caffè e ai servizi igienici; rinnovare con frequenza i contenitori per rifiuti; sanificare ripetutamente i servizi igienici durante la giornata; identificare e rendere oggetto di specifici protocolli le postazioni di lavoro a rischio contagio; mettere a disposizione guanti usa e getta negli ambienti che prevedono l’esposizione di oggetti per l’acquisto (come i bookshop); evitare visite di grandi gruppi; stabilire un numero massimo di persone ammesse in ogni ambiente; limitare a condizioni strettamente necessarie l’uso di ascensori; tenere aperte porte e finestre, nel rispetto del microclima a tutela delle opere d’arte; coordinare le procedure in caso di malessere di operatori o visitatori; pianificare e condividere un elenco di contatti di emergenza; condividere informazioni sul Covid-19 e sulle misure di prevenzione dei contagi, trasferendole anche ai visitatori; rendere disponibili spiegazioni a eventuali dubbi e domande sulle misure di prevenzione.

Musei, ecco come potrebbe essere la fase 2. La Fondazione guidata da Ricciardi suggerisce le linee
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