Londra, il municipio della City rimuove statue di due personaggi legati allo schiavismo


Il municipio della City di Londra ha deciso di rimuovere dalla sua sede, la Guildhall, le statue di due personalità politiche dell’Inghilterra del Settecento, William Beckford e John Cass, per i loro legami con lo schiavismo.

A Londra saranno rimosse dalla City le statue di due personaggi storici con trascorsi legati allo schiavismo. È quanto ha annunciato ufficialmente la City of London, il distretto amministrativo del cuore della capitale inglese (paragonabile ai municipi di Roma). Lo hanno deciso la City Corporation (ovvero la giunta municipale) e il Policy and Resources Committee (il dipartimento che stabilisce l’allocazione delle risorse municipali). Si tratta delle statue di William Beckford (Giamaica, 1709 - Londra, 1770) e John Cass (Londra, 1661 - 1718), entrambi importanti politici del loro tempo (Beckford fu anche due volte sindaco di Londra). Beckford era uno dei più potenti uomini della Gran Bretagna del Settecento, inoltre possedeva diverse piantagioni di zucchero in America, dove venivano impiegati circa 3.000 schiavi neri. Cass, prima di entrare in Parlamento, aveva avviato una fiorente attività di commercio con le colonie, e tra i “beni” venduti figuravano anche gli schiavi, tanto che la sua immagine è stata nel mirino degli attivisti Black Lives Matter durante le proteste dell’estate 2020.

Le due statue, che adesso si trovano all’interno della Guildhall, la sede del municipio della City, avranno due destinazioni diverse: quella di Beckford, opera del 1772 di John Francis Moore (Hannover, 1745 - Londra 1809), sarà ricollocata (ancora non si sa dove), mentre quella di Cass, opera del francese Louis-François Roubiliac (Lione, 1702 - 1762) del 1751, sarà restituita al suo proprietario, la Sir John Cass Foundation. Al loro posto saranno installate altre opere. Inoltre la City ha considerato la possibilità di erigere un memoriale al commercio degli schiavi. La decisione è stata raccomandata all’amministrazione della City dalla taskforce “Tackling Racism” (istituita dal municipio lo scorso giugno, sull’onda delle proteste Black Lives Matter) che si occupa di questioni legate al razzismo, e sarà accompagnata, fa sapere sempre l’amministrazione, da azioni mirate a tutelare la diversità.

“La decisione”, fa sapere la presidente della City Corporation, Catherine McGuinness, “arriva dopo mesi di prezioso lavoro della Tackling Racism Taskforce, che ha adottato un approccio onnicomprensivo per affrontare l’ingiustizia e la disuguaglianza. L’idea dei membri è che rimuovere e ricollocare le statue collegate allo schiavismo rappresenta un’importante pietra miliare nel nostro cammino verso una City più inclusiva e votata alla diversità”.

“Sono davvero lieta”, ha detto Caroline Addy, co-presidente della Tackling Racism Taskforce, “che il Policy and Resources Committee sia d’accordo sul fatto che ciò che pensiamo sia la risposta corretta a un problema sensibile. Il commercio di schiavi è una macchia sulla nostra storia e tenere su di un piedistallo coloro che ne trassero vantaggi è una cosa che non è accettabile in una città moderna e votata alla diversità”. “Sono molto orgogliosa”, le fa eco l’altra co-presidente, Andrien Meyers, “che il lavoro della Taskforce abbia portato alla promozione dell’inclusione presso la City Corporation, le nostre scuole e le nostre istituzioni e la City come un tutt’uno”.

Nell’immagine: a sinistra la statua di Beckford, a destra quella di John Cass (ph. Credit Stephen C. Dickinson / The Wub)

Londra, il municipio della City rimuove statue di due personaggi legati allo schiavismo
Londra, il municipio della City rimuove statue di due personaggi legati allo schiavismo


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Novecento     Cinquecento     Ottocento     Quattrocento     Firenze     Barocco     Toscana     Roma