Milano, ecco i nuovi Chiostri del Museo della Scienza: ospiteranno eventi


A Milano terminano i lavori di riqualificazione dei Chiostri del Museo della Scienza: adesso ospiteranno eventi e il museo metterà lo staff a disposizione.

Al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano sono finiti i lavori di riqualificazione e valorizzazione dei Chiostri, dei Loggiati e dei Giardini dell’edificio monumentale, che da oggi sono nuovamente aperti al pubblico a seguito degli interventi possibili con il contributo del Comune di Milano e della Regione Lombardia. Gli interventi di valorizzazione dei due Loggiati dei Chiostri e del chiostrino si sono svolti sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano e sono stati realizzati in continuità con l’intervento di restauro delle facciate dell’edificio monumentale eseguito nel 2019 dal Comune di Milano. I lavori hanno anche previsto la rimozione dei pannelli lignei esistenti posti lungo le pareti, il ripristino degli intonaci ammalorati, la ritinteggiatura di pareti, volte e parapetti e la pulitura della pavimentazione e di tutti i materiali lapidei. Alla fine dell’intervento è stata anche conclusa l’installazione di colonnine attrezzate che rendono fruibili i Loggiati per l’organizzazione di eventi.

I lavori hanno dunque permesso di valorizzare il cuore storico del Museo e di riaprirlo in totale sicurezza al pubblico, consentendo la pianificazione di attività speciali, pubbliche e private, in un luogo che coniuga grandi spazi, copertura rispetto alle intemperie oltre ai vantaggi dell’areazione naturale. Collocati al primo livello dell’edificio Monumentale e affacciati su due ampi giardini, i Chiostri, così come tutto il Museo, si propongono adesso come luogo ideale per rispondere alle nuove modalità di gestione di eventi digitali in streaming o ibridi con un ridotto numero di partecipanti. Novità assoluta è infatti la possibilità di ambientare collegamenti e talk all’interno delle esposizioni più scenografiche, o accanto a icone museali uniche come il sottomarino Toti, il transatlantico Biancamano, il razzo Vega, conferendogli ancora più fascino e valore. Il Museo intende mettere inoltre a disposizione di chiunque uno staff di professionisti qualificati nell’organizzazione di eventi, in grado di supportare al meglio la gestione dell’intero flusso di lavoro. Scegliere le ambientazioni uniche e scenografiche del museo per le proprie produzioni, fanno sapere dal museo stesso, è un modo per sostenere l’istituto nella realizzazione della sua missione e dei numerosi progetti perché tutte le risorse generate vengono reinvestite per migliorare la qualità dell’offerta educativa e culturale.

I chiostri dell’edificio monumentale in cui ha sede il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia hanno una storia molto lunga. Il Museo occupa infatti un antico monastero Olivetano, ampliamento di un precedente cenobio benedettino, sorto su quella che era la più vasta area cimiteriale della Mediolanum romana. All’interno dei Chiostri è possibile vedere ancora i resti dell’imponente cinta fortificata (di 90 x 125 metri) rinforzata da torri, che proteggeva al suo interno un mausoleo imperiale romano. Rifondato intorno all’anno 1000 dall’arcivescovo milanese Arnolfo II, forse su invito dell’imperatore Enrico II di Sassonia, il monastero godette di un lungo periodo di prosperità che andò dal Medioevo alla metà del 1400. Successivamente la sua importanza declinò, tanto che nel 1500 vennero avviate trattative con l’ordine degli Olivetani per dare nuova vita all’abbazia, e l’arrivo dei monaci Olivetani coincise con il periodo di massimo splendore. Furono così avviati importanti lavori di ampliamento: tra il 1508 e il 1525 vennero realizzati il primo grande Chiostro e il relativo dormitorio, tra il 1553 e il 1578 venne edificato il secondo Chiostro. Il complesso comprendeva le celle dei monaci, la foresteria, la biblioteca, l’appartamento abbaziale, la Sala del Capitolo, l’ospizio dei novizi, orti, giardini e una vigna. Nel 1560 iniziò la costruzione della nuova chiesa, su progetto di Vincenzo Seregni, il cui orientamento fu capovolto rispetto alla chiesa benedettina: sulla piazza, al posto dell’abside, prospetta ora la facciata. Nel 1712 fu terminato il nuovo corpo di fabbrica in stile barocco, opera di Giuseppe Maria Castelli, che decorò il nuovo refettorio insieme al pittore varesino Pietro Gilardi. Dopo la visita dell’imperatrice Elisabetta Cristina di Braunschweig, moglie di Carlo VI e madre di Maria Teresa d’Austria, il monastero acquistò l’importante status di abbazia imperiale. L’8 giugno 1805 un decreto napoleonico soppresse il monastero e lo convertì prima in ospedale militare, poi in caserma. Al posto dei giardini sorsero le scuderie e il maneggio. Pesantemente bombardato nell’agosto del 1943, il 26 aprile 1947 l’intero complesso fu assegnato a sede del nuovo Museo. Ristrutturato su progetto degli architetti Piero Portaluppi e Ferdinando Reggiori, venne inaugurato il 15 febbraio 1953.

“In questi mesi, nonostante l’emergenza sanitaria e la chiusura al pubblico”, ha dichiarato il direttore generale del museo, Fiorenzo Galli, “abbiamo continuato a lavorare su diversi fronti, portando a compimento investimenti patrimoniali migliorativi sull’immobile che ospita la sede del Museo (coperture e facciate delle Cavallerizze e del Museo), sulle aree esterne, sulla sicurezza delle infrastrutture, sugli impianti e sui servizi, grazie a progetti maturati nel recente passato e al supporto di partner Pubblici e Privati. La partnership Pubblico-Privato sono infatti un segno distintivo della nostra azione. Siamo particolarmente soddisfatti di aver concluso proprio in un periodo così complesso e incerto i lavori di rinnovamento dei Chiostri e dei Loggiati dell’edificio Monumentale, che stono stati realizzati per restituire tutta la bellezza a questo luogo pieno di memoria e di fascino e contemporaneamente così preziosi per la nostra attività e quella dei nostri ospiti, come le manifestazioni di questi giorni dimostrano. A questo primo intervento, seguirà nei prossimi mesi un suggestivo progetto illuminotecnico che interesserà i giardini di entrambi i Chiostri e la valorizzazione della parte archeologica, finalizzati a rendere sempre più attrattivi gli spazi del Museo per Milano e il suo territorio. Il nostro obiettivo è quello di continuare a progettare il futuro, migliorando la qualità della nostra offerta culturale ed educativa. Ringrazio per il sostegno concreto il Comune di Milano, la Regione Lombardia e il Mibact che ci seguono con attenzione e passione”.

“Il Museo della Scienza è di per sé un museo, a prescindere dal prestigio della sua collezione museale e dalle importanti iniziative che vengono realizzate per valorizzarla”, dichiara l’assessore alla cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno. “L’edificio che lo ospita rappresenta infatti una testimonianza preziosa della Milano rinascimentale, che ha accompagnato la storia di oltre cinque secoli della nostra città, ed è stato custodito con cura e attenzione. Oggi si rendeva necessario investire ancora nella manutenzione dei suoi spazi, ampliando ulteriormente le funzioni del Museo e valorizzando la sua missione di luogo di cultura vissuto e partecipato. Per questo sono felice di inaugurare i due Chiostri che da oggi, grazie a un investimento pubblico, potranno ampliare la loro funzione storica con una fruizione anche privata che ne renda sempre più sostenibile la gestione”.

“Con questo restauro il Museo restituisce alla comunità milanese e lombarda un luogo di rara e assoluta bellezza”, dichiara Stefano Bruno Galli, assessore all’autonomia e alla cultura della Regione Lombardia. “Il ritorno dei due chiostri olivetani al loro antico splendore è senz’altro un’ottima iniziativa e una bellissima notizia. Un intervento sostenuto convintamente da Regione Lombardia, in particolare dall’Assessorato che mi onoro di guidare, che prova come la progettualità del museo non sia mai venuta a mancare nemmeno durante il lockdown. A dimostrazione di quanta caparbietà e lungimiranza siano nel Dna della direzione di questa istituzione museale, la più importante a livello nazionale dedicata interamente alle scienze e alle tecnologie. I chiostri cinquecenteschi tornano quindi pienamente a far parte del patrimonio storico milanese e lombardo. E non è una contraddizione che questo luogo di scienza abbia in realtà un cuore così spirituale e artistico. In fondo, è la grande lezione di Leonardo da Vinci, al quale è intitolato il museo, arti e scienze, lungi dall’essere separate, sono in continua osmosi e reciproco scambio. Il fatto che i chiostri riaprano al pubblico all’insegna del design conferma questa lezione. Perché niente come il design abita i confini tra arte e scienza, esprime la creatività e la genialità, tutte leonardesche, del genius loci milanese e lombardo. Non solo, ma incrementa l’attrattività del Museo della scienza e della tecnologia: è questa la direzione verso la quale orientare le politiche pubbliche con il deliberato obiettivo di favorirne il rilancio nell’atmosfera post Covid19”.

In occasione della riapertura, i Chiostri ospitano anche il progetto internazionale RoGUILTLESSPLASTIC, a cura di Rossana Orlandi, in occasione della Milano Design City, l’evento voluto dal Comune di Milano e nato dalla collaborazione con i più importanti protagonisti del mondo del design e della creatività. Fino al 4 ottobre, Rossana Orlandi propone dunque due iniziative dedicate alla responsabilità sociale del Design: We Are Nature, un’esposizione dedicata all’arte e al design responsabile dove le opere sono create in armonia con la convivenza tra uomo e pianeta e nel rispetto della natura, e RO Plastic Prize 2020 il Premio Internazionale dedicato ai temi del riuso e del riciclo della plastica ed esposizione dei progetti finalisti. Rossana Orlandi, insieme a designer, artisti, creatori e ricercatori, sarà quindi protagonista di questa esposizione di opere dedicata al tema della Sostenibilità, esponendo nel Chiostro del Museo un angolo segreto della Milano rinascimentale che conserva l’antica bellezza del monastero cinquecentesco, dominato dal campanile della Chiesa di San Vittore.

“Il Museo della Scienza”, afferma Rossana Orlandi, “non rappresenta una semplice location per RoGUILTLESSPLASTIC, ne è parte integrante. Dove se non qui, in questo luogo dove tutto parla di progettazione, di ricerca per migliorare la qualità della vita? Per me è un luogo incredibile, ogni volta trovo qualcosa per cui meravigliarmi. Inoltre, Fiorenzo Galli è sempre stato per me, sin dagli inizi del progetto, un punto di riferimento. Con lui ho condiviso altri appuntamenti di RoGUILTLESSPLASTIC, anche fuori dal Museo. Essere l’occasione per presentare al pubblico questi meravigliosi Chiostri rinnovati, mi riempie di grande entusiasmo. Per me e anche per Milano che, dopo tutto ciò che ci ha dato, mai come oggi ha bisogno della partecipazione e dell’amore di noi tutti”.

Nella foto: i chiostri del museo dopo la fine dei lavori.

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