Bari, parte il restauro della scultura di Cifariello... vincitrice di un concorso


Via al restauro di una scultura di Filippo Cifariello che ha ottenuto l’intervento... grazie alla vittoria in un concorso promosso da Coop Alleanza 3.0.

Una scultura della Pinacoteca Giaquinto di Bari, opera di Filippo Cifariello (Molfetta, 1864 - Napoli, 1936) sarà restaurata... in quanto vincitrice di un concorso. Si tratta dell’Annunciazione dell’Amore, scultura in gesso dell’artista molfettese, che ha vinto la tappa pugliese di Opera Tua, proprogetto promosso da Coop Alleanza 3.0, patrocinato anche dal Touring Club Italiano, finalizzato a sostenere la cultura, attraverso la valorizzazione e il recupero di opere d’arte espressione di diversi territori e realizzate da artisti legati a varie regioni d’Italia.

Le opere da restaurare sono state scelte dalla Fondaco Italia, società attiva nella valorizzazione dei beni culturali, in collaborazione con l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco e le istituzioni locali e poi votate on line sul sito di Coop Alleanza 3.0. La scultura di Cifariello è stata scelta dal 71% dei votanti che hanno partecipato al concorso (dal 1° al 31 agosto) e ha ottenuto 22.294 voti, avendo la meglio sul capitello medievale del Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo di Brindisi (il concorso prevede infatti che per ogni regione la sfida avvenga tra due opere: ottiene il restauro quella più votata dal pubblico).

L’Annunciazione dell’Amore risale alla fine del XIX secolo e presentata alla Biennale di Venezia del 1899. Si tratta di un gruppo per fontana la cui versione in marmo si trova in un museo di Boston, mentre il bronzo fu acquistato da Felice Spera che lo collocò nel giardino della sua villa privata a Napoli. L’opulento nudo femminile è un ritratto di Maria Brown, prima moglie dell’artista, protagonista e vittima della loro burrascosa unione, finita in tragedia (l’artista, nel 1905, uccise la donna a colpi di pistola: Cifariello fu poi assolto per infermità mentale). Gli stessi tratti morbidi e carnosi ricompaiono nel busto della Sfinge, altra immagine della Brown, esposta anch’essa alla Biennale di Venezia del 1899. La vasca è ricoperta totalmente da un fregio di rose in cui Marangoni ha voluto vedere delle “esuberanze ornamentali pleonastiche”. Il gruppo scultoreo fa parte di una raccolta di quarantatré gessi, quasi tutti modelli originali, che nel 1934 lo scultore donò all’allora Pinacoteca Provinciale di Bari.

L’edizione 2020 del concorso Opera Tua ha già visto partire cinque restauri: una Sacra Famiglia del Cavalier d’Arpino (1627) del Museo della Cattedrale di Ferrara, una Madonna con Bambino e santi di Vito Antonio Conversi (1750 circa) della chiesa di San Giovanni Battista a Matera, un Fortepiano portatile (1786) del Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste, i tessuti del letto di Beatrice d’Este (1810) di Palazzo Ducale a Mantova, un Crepuscolo (1929) di Carlo Prada dal Museo Civico di Feltre. Hanno vinto il concorso, e aspettano dunque la partenza, una stele funeraria del I secolo a.C. dal Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti, i motivi decorativi in marmo del XVII secolo della chiesa rupestre di Sant’Antonio da Padova di Milazzo e il Camerino della Vittoria di Palazzetto Baviera a Senigallia. Per ogni opera è possibile seguire l’avanzamento dei lavori sul sito di Coop Alleanza 3.0.

Nella foto: l’Annunciazione dell’Amore di Filippo Cifariello

Bari, parte il restauro della scultura di Cifariello... vincitrice di un concorso
Bari, parte il restauro della scultura di Cifariello... vincitrice di un concorso


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