La Rai ha censurato Fedez? L'azienda è nella bufera ma si difende


La Rai è nella bufera per la presunta censura operata sull’intervento di Fedez al concertone del 1° maggio. Il cantante ha pubblicato il video di una telefonata che proverebbe la censura, ma la Rai smentisce: “il video è stato tagliato”.

Bufera sulla Rai per l’intervento di Fedez al concertone del 1° maggio: il problema è nato dal testo del discorso (circa tre minuti) che il popolare rapper milanese ha tenuto prima di esibirsi. L’intervento era diviso in due parti: nella prima, Fedez si è rivolto al presidente del consiglio Mario Draghi per chiedere più supporto ai lavoratori dello spettacolo, e nella seconda ha attaccato la Lega per l’ostruzionismo contro il ddl Zan e per l’omofobia di certi suoi iscritti, facendo un elenco di nomi di membri del partito, tra consiglieri locali, candidati e altri esponenti, che negli scorsi mesi hanno rivolto parole d’odio e di discriminazione contro gli omosessuali).

Secondo Fedez, la Rai avrebbe infatti chiesto al cantante di modificare il testo, eliminando nomi e cognomi e riferimenti ai partiti. La Rai è poi intervenuta in serata dicendo di non aver mai voluto censurare il testo dell’intervento (“Rai3 e la Rai”, ha scritto in una nota, “sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. È fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta”), per essere poi seccamente smentita da Fedez, che ha pubblicato il video di una telefonata (pratica peraltro contraria alla legge), alla quale ha partecipato anche la vicedirettrice di Rai3, Ilaria Capitani, che proverebbe il tentativo di censura.

“Francamente”, ha dichiarato il cantante e influencer, “non mi sarei aspettato che dai vertici della Rai arrivasse una smentita rispetto a quello che è accaduto ieri. Sono stato chiamato dalla vicedirettrice di Rai3 e da una serie di suoi collaboratori, che mi hanno detto parole come ’devi adeguarti ad un sistema’ oppure ’i nomi che fai non puoi dirli’, e una serie di altre cose. Tutto questo dopo aver mandato il mio testo previa applicazione da parte loro, che già è assurdo di per sé. È una cosa che non mi piace e avrei voluto evitare di fare, però nel momento in cui mi si dà del bugiardo mi vedo costretto a pubblicare la telefonata, che fortunatamente ho registrato. E che è una delle telefonate più spiacevoli che ho avuto in vita mia. Davvero terribile. Tutto questo, ricordiamocelo, su un palco che non è un palco normale ma la cornice del palco del 1 maggio, dove la libertà di espressione dovrebbe essere un principio cardine di questo evento”.

Stamattina è arrivata però l’ulteriore smentita da parte della Rai. “La direzione di Rai3”, hanno ribadito stamani i vertici di viale Mazzini, “conferma di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo Maggio e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista”. Secondo la Rai, il video della telefonata sarebbe stato manipolato: “In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez, notiamo che l’intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli”. Le parole che, secondo la Rai, Fedez non avrebbe incluso nel video, sono queste: “Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che... La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà [...]. Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo [...] Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua”.

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