Regno Unito, il National Trust licenzia 1.200 dipendenti causa crisi da Covid


Nel Regno Unito, il National Trust (una sorta di omologo del FAI) licenzia 1.200 dipendenti a causa della crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19.

Ondata di licenziamenti al National Trust del Regno Unito, organizzazione che promuove la tutela e la conservazione del patrimonio culturale, gestendo anche diversi beni e monumenti di sua proprietà (paragonandolo a una realtà italiana, lo si può assimilare al FAI - Fondo Ambiente Italiano), tra i quali la tenuta di Stourhead, Waddesdon Manor, l’abbazia di Fountains, l’isola di St. Michael’s Mount e diversi altri. Lo scorso 8 ottobre, l’associazione ha annunciato che prossimamente saranno lasciati a casa più di 1.200 dipendenti, su un organico di 10.000: 514 saranno licenziamenti obbligatori, e 782 invece saranno esuberi volontari. E tutto questo a causa dell’impatto che la pandemia di Covid-19 ha avuto sui bilanci del National Trust.

Già a luglio l’organizzazione aveva fatto sapere che un taglio sulle spese e sul personale sarebbe stato inevitabile, proprio a causa dei colpi inferti dal coronavirus, e aveva fatto sapere che 1.200 licenziamenti obbligatori avrebbero garantito un risparmio di 60 milioni di sterline sul budget annuale. Dopo una consultazione (sono giunti alla direzione, fa sapere il National Trust, ben 14.500 feedback dai dipendenti e dai volontari), il National Trust è riuscito a ridurre della metà i licenziamenti obbligatori. Si è deciso di mantenere soprattutto i lavoratori della didattica (e in particolare quelli che operano con i bambini), oltre ai curatori. Nell’organico del National Trust sono stati poi previsti ruoli per esperti di efficientamento energetico, al fine di risparmiare su questi capitoli di spesa. Altri cambiamenti riguardano le aree marketing, vendita, tecnologie, legale.

Il piano anti-Covid del National Trust, oltre ai licenziamenti, prevede anche un risparmio di 41 milioni di sterline derivanti da tagli su alcune spese, come quelle per le missioni e per gli uffici, e ancora quelle per il marketing e le pubblicazioni (il digitale sostituirà parte dello stampato). Ancora, ulteriori risparmi arriveranno dalla rinegoziazione di alcuni contratti, dalla riduzione delle spese in informatica e tecnologia, e dall’introduzione di processi più efficienti per gestire alcune aree chiave. Poi, diversi progetti, per un valore complessivo di 124 milioni di sterline, sono stati cancellati o rimandati. E il National Trust ha comunque avviato una profonda riorganizzazione delle sue priorità di spesa, ragionando sull’impatto a lungo termine della crisi causata dal Covid.

“È con profonda tristezza”, ha dichiarato il direttore generale Hilary McGrady, “che dobbiamo licenziare. Di sicuro non voglio fermare lo straordinario lavoro fatto dalle persone del National Trust. Ma le nostre consultazioni sono andate come era previsto. Sono state presentate proposte per raggiungere i nostri obiettivi di risparmio, ed è stato grazie ai feedback e all’intelligenza collettiva che abbiamo potuto adattare i nostri piani ottenendo i risparmi che ci servivano. È stato un processo difficile con alcune scelte molto dure. Voglio ringraziare tutte le persone coinvolte, specialmente coloro che hanno perso i lavoro, e i membri e i volontari che si curano in maniera così appassionata del Trust”.

McGrady ha definito “molto dolorosa” l’epoca che stiamo vivendo: “nessun direttore”, ha detto, “vorrebbe essere costretto ad annunciare licenziamenti, ma di fronte al coronavirus non abbiamo altra scelta se vogliamo dare alla nostra organizzazione un futuro sostenibile. Abbiamo cercato di percorrere tutte le strade possibili per trovare risorse, ma, con molta tristezza, dobbiamo accettare il fatto che perderemo alcuni colleghi. Faremo tutto il possibile per supportare coloro che ci lasceranno, e gli altri che saranno coinvolti in questi rilevanti cambiamenti”.

“Mentre il Regno Unito continua la sua lotta contro il coronavirus e mentre le restrizioni del governo rimangono in essere”, ha concluso McGrady, “noi continueremo ad aprire quanti più luoghi possibili. I luoghi e le cose di cui il National Trust si prende cura ci servono adesso più che mai, e continueranno a rivestire un ruolo importante quando la nostra nazione recupererà il suo spirito e il suo benessere. Il nostro focus continuerà a rimanere il beneficio che portiamo alle persone, ogni giorno. Dobbiamo concentrarci su come uscire da questa crisi mantenendo una posizione forte. Il nostro obiettivo è garantire benefici alla nazione che serviamo e portare le persone vicine alla natura, alla bellezza e alla storia. Questa era la visione dei nostri fondatori 125 anni fa, e questa rimane la visione oggi, non intaccata. Per soddisfarla dobbiamo adattarci al mondo che cambia attorno a noi”.

Nell’immagine: Waddesdon Manor. Ph. Credit

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