Roma, addio ai sampietrini di Via Nazionale. Saranno sostituiti con asfalto


Roma dirà addio ai sampietrini di Via Nazionale, l’arteria che collega piazza della Repubblica a largo Magnanapoli. Saranno sostituiti con asfalto. 

Roma dirà addio ai sampietrini di una delle principali arterie del centro storico, Via Nazionale. La pavimentazione (risalente agli anni Trenta) della grande strada che collega piazza della Repubblica a largo Magnanapoli e che risale agli anni Sessanta-Settanta dell’Ottocento sarà infatti sostituita con l’asfalto: questo, nelle idee dell’amministrazione comunale, per rendere più agevole il passaggio di veicoli e mezzi di trasporto. I sampietrini saranno mantenuti soltanto ai lati della carreggiata destinata al transito dei mezzi. I sampietrini rimossi saranno ricollocati in altre strade. I cantieri sono già partiti.

“Dopo 12 anni riqualificheremo completamente via Nazionale”, ha scritto la sindaca Virginia Raggi sulla sua pagina Facebook. “Addio sanpietrini, al loro posto ci sarà l’asfalto. La strada, una delle più frequentate del centro e percorsa ogni giorno da bus, sarà più sicura per moto e scooter e, con la nuova pista ciclabile che realizzeremo, tanti cittadini e turisti potranno vedere pedalando la bellezza mozzafiato della nostra città. Il nostro Piano Sanpietrini va avanti. Man mano che i sanpietrini vengono rimossi, li conserviamo accuratamente in appositi siti di stoccaggio prima di essere riposizionati in altre strade del centro storico”.

Certo, la pavimentazione di Via Nazionale in molti punti non era più quella posata negli anni Trenta: tanti sampietrini erano saltati e in molti punti si vedevano brutte e vistose “toppe” di asfalto. Però l’idea che la principale strada che si percorre quando si esce dalla Stazione Termini non abbia più uno dei suoi principali elementi caratterizzanti ha sollevato molte critiche. Intanto, l’opposizione: Federico Mollicone, responsabile cultura di Fratelli d’Italia e capogruppo del partito in commissione cultura alla Camera, afferma che “quello che sta compiendo la Raggi è un oltraggio nazionale a un monumento posato nel 1930 con unici cubetti di porfido rosso che nel 2030 avrebbe compiuto cento anni. Quest’anno ricorre il centenario del Milite Ignoto, che sfilò da Termini a Piazza Venezia passando proprio per Via Nazionale, in questa ricorrenza il sindaco smantella un monumento storico per ignoranza e non sa che nel 2012 con lo stesso importo, 4 milioni e trecentomila euro, venne rifatta la strada dalla giunta di centrodestra. I sanpietrini sono più ecologici, più economici sul lungo periodo e un momnumento nazionale che tutti ci invidiano”. Fratelli d’Italia auspicava, piuttosto, una adeguata manutenzione dei sanpietrini al fine di rendere la strada più sicura per i mezzi, e non il loro smantellamento.

È duro anche Roberto Gualtieri, il candidato sindaco del Pd alle prossime elezioni, che si concentra però soprattutto sulle modalità: “La sindaca Raggi annuncia con ingiustificato entusiasmo la cancellazione degli storici sampietrini di via Nazionale”, ha dichiarato. “Non avendo come di consueto condiviso il progetto, non è affatto chiaro se questo rifacimento preveda anche lo spostamento dei sottoservizi, necessario per predisporre il passaggio del tram TVA da realizzare per il Giubileo del 2025. Se così non fosse, questi lavori sarebbero completamente inutili perché andrebbero rifatti. Sarebbe gravissimo: un ulteriore spreco di risorse che non possiamo permetterci. L’ansia cantieristica pre-elettorale di questa Giunta procede senza criterio, senza programmazione e oltretutto senza alcuna condivisione con i commercianti di questa importante via del centro di Roma. I negozianti infatti, già provati dalla crisi pandemica, lamentano i disagi che derivano dalla improvvisa chiusura delle strade, dal deposito mezzi di cantiere davanti ai locali, dagli impedimenti al passaggio. Abbiamo un’altra idea di come si governa la Capitale: progetti chiari e condivisi, senza improvvisazioni e con la massima attenzione a limitare i disagi ai cittadini, ai commercianti e ai turisti. Una città più semplice, dove vivere e lavorare”.

Critiche anche dall’associazione che tutela questa specificità di Roma, ovvero l’Associazione Culturale Sampietrini, che ricorda di come in passato ben tre soprintendenze (quella archeologica, quella comunale e quella statale) si fossero appellate all’intangibilità dei vincoli apposti sulla pavimentazione stradale di tutto il centro storico, col risultato che il manto stradale non si doveva toccare. Per Via Nazionale tuttavia si è agito diversamente: “Per i nuovi interventi via Nazionale, previsti dal Piano Sanpietrini”, spiega l’associazione, “il tavolo tecnico costituito da Soprintendenza di Stato e tecnici del Campidoglio ha dato inaspettatamente il suo ok al piano viabilità del Comune che prevede, appunto, la rimozione della pavimentazione in basalto. Il sottosegretario ai Beni culturali, Anna Laura Orrico, in commissione Cultura della Camera, ha giustificato l’intervento affermando che ‘è stato verificato che l’intenzione dei progettisti della Roma Umbertina era quella di creare ‘percorsi scorrevoli’, a disposizione del traffico veicolare che tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 si andava affermando’ cancellando definitivamente un unicum in tutta Roma”. L’associazione chiede “che sia garantita la tutela di tutti gli assi viari monumentali, attuando un nuovo piano di ricognizione, verifica e ripavimentazione degli stessi, con l’utilizzo delle nuove tecniche di posa in opera disponibili e con una particolare attenzione all’evoluzione della mobilità della Capitale. Per preservare sia l’identità storica della città che la sicurezza su strada dei suoi cittadini”.

Il Codacons, l’associazione per la tutela dei diritti dei consumatori, è come al solito molto duro e roboante: “Si tratta di una decisione folle che non risponde a nessuna logica né ad una reale esigenza di incrementare la sicurezza stradale”, afferma il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi. “I sampietrini fanno parte del patrimonio storico del centro, e la loro eliminazione rappresenta una mutilazione ad un simbolo della città conosciuto in tutto il mondo. Abbiamo deciso di investire della questione l’Unesco, poiché alla luce dell’ultima incomprensibile decisione della Raggi e dello stato pietoso in cui versa il centro storico di Roma, le cui bellezze culturali e archeologiche sono offuscate dal degrado e dall’incuria che le circonda, sia ritirato il riconoscimento Patrimonio dell’Umanità concesso alla capitale. Se davvero la sindaca Raggi vuole risolvere il problema della sicurezza stradale, parta dalle periferie e dall’eliminazione di buche e dissesti dell’asfalto, che provocano ogni anno 30 morti sulle strade della capitale e 5000 incidenti che coinvolgono moto e scooter”.

Nella foto: i cantieri di via Nazionale.

Roma, addio ai sampietrini di Via Nazionale. Saranno sostituiti con asfalto
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