Tunnel nella Costiera Amalfitana: il progetto fa discutere cittadini e politica


Un progetto per un tunnel nella Costiera Amalfitana (collegherà i borghi di Maiori e Minori) sta facendo molto discutere.

Un tunnel collegherà due dei centri più belli della Costiera Amalfitana, Maiori e Minori: è partito l’iter per la realizzazione dell’infrastruttura che si pone l’obiettivo di rendere più fluido il traffico veicolare in questo tratto della Costiera, una delle aree paesaggistiche più incantevoli del paese. Il consiglio Regionale della Campania ha dato il via libera alla revisione del Piano Urbanistico Territoriale che costituirà il primo passo per la concretizzazione del progetto.

Il tunnel sorgerà tra i due borghi costieri e servirà per superare in maniera più agile il promontorio che li divide. Al momento, l’unico collegamento è la statale 163, che fa il giro attorno al promontorio: una strada che regala scorci meravigliosi, ma che è sempre molto trafficata, e di conseguenza il traforo creerà una variante della statale e consentirà di fluidificare il traffico. Il progetto avrà un costo di 18 milioni di euro.

L’iter ovviamente non è dei più scontati: servirà la valutazione della Commissione Trasporti e Urbanistica, ci sarà un altro passaggio in Consiglio Regionale, e poi ancora occorrerà attendere i pareri della Soprintendenza e della Conferenza dei Servizi. Ma, come c’è da attendersi, l’opera sta facendo molto discutere. Sul fronte regionale, due consiglieri di minoranza, Antonio Cioffi e Alberto Parascandolo, hanno protocollato una mozione per il prossimo consiglio comunale, nella quale si chiede un referendum consultivo, che possa coinvolgere direttamente i cittadini attraverso la partecipazione democratica, in merito a una decisione che cambierà per sempre il paesaggio di questo brano della Costiera Amalfitana.

Sul fronte nazionale, l’opera è contestata da fronti anche opposti del Parlamento. Venerdì scorso, il deputato Luigi Casciello di Forza Italia ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’ambiente, delle infrastrutture e dei beni culturali per chiedere “quali iniziative e quali interventi i ministri interrogati, nell’ambito delle loro competenze, intendano promuovere per verificare ed, eventualmente, sospendere l’iter per la costruzione della variante tra Maiori e Minori alla strada statale 163 che rischia di alterare e danneggiare in maniera irreversibile le due cittadine e la morfologia dell’intera costiera amalfitana che non può essere assolutamente modificata nella sua peculiare struttura, ma deve essere rispettata in quanto un unicum”.

Casciello cita il Piano Urbanistico Territoriale della regione Campania del 1987, nel quale “nessun accenno veniva fatto alla necessità di eseguire un traforo tra i due comuni”: “a monte di tutto”, dice Casciello, “vi è un finanziamento che trae origine dei Fondi europei per lo sviluppo e la coesione 2014/2020, che si proponevano di risolvere il problema del traffico attraverso interventi di mobilità sostenibile nelle costiere amalfitana e sorrentina e di dare uno sviluppo economico produttivo ed occupazione, nel rispetto della sostenibilità ambientale e della sicurezza del territorio”, e “il triste messaggio che si percepisce è che si vogliono attrezzare i comuni della costiera per essere attraversati da un maggior flusso veicolare, senza prestare alcuna attenzione all’ambiente e al dissesto idrogeologico”. Sempre secondo Casciello, il traforo distoglierà risorse che si potrebbero allocare ad altri progetti come la funivia per Ravello, la variante della statale 163 nel comune di Positano, la circonvallazione del centro storico di Scala e altri. “Il traforo e le colate di cemento armato”, dice Casciello, “comprometterebbero questo delicatissimo microcosmo in maniera irreversibile causando danni da un punto di vista geologico in una zona nella quale moltissimi sono stati gli episodi di frana nel tempo, basti pensare che ciclicamente la costiera amalfitana resta isolata mediamente 38 giorni all’anno a causa degli smottamenti”.

Dello stesso avviso anche la deputata Anna Bilotti del Movimento 5 Stelle, che in una nota congiunta col consigliere regionale Michele Cammarano (anch’egli pentastellato), scrive che “giustificare un tunnel sulla base di un incremento sostanziale del traffico veicolare quando sono all’ordine del giorno le ordinanze di contingentamento è quantomeno folle”. Il Comitato intergovernativo per il patrimonio mondiale dell’Unesco, nel 2019, aggiungono i due, “ha fornito chiare indicazioni sui danni potenziali causati da eventi che possano pregiudicare il valore riconosciuto di questi siti. Più che pensare di spendere 18 milioni di euro per 400 metri di tunnel, ci sarebbe piuttosto da approvare un piano di gestione del sito Unesco Costiera Amalfitana, come prevede la legge 77 del 2006”.

Nella foto: veduta di Minori

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